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Con 193 milioni di euro messi a disposizione dalla misura “Pratiche Ecologiche” del PNRR, le imprese agricole della Sardegna si preparano a una piccola rivoluzione. Si tratta di un intervento che mira a rafforzare la competitività del settore e ad accompagnare gli agricoltori in un percorso di modernizzazione necessario. La sfida è coniugare produttività e sostenibilità, offrendo strumenti concreti per rendere le aziende più efficienti e al passo con le nuove direttive europee in materia di ambiente ed energia. In altre parole: un’occasione significativa per rinnovare processi e tecnologie, con il biometano al centro delle strategie per ridurre emissioni e costruire un’agricoltura più verde.
Con il biometano meno emissioni, più efficienza
La misura non si limita a stanziare risorse: punta a ridisegnare il modello agricolo sardo in chiave sostenibile. L’intento principale è ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive, favorendo un progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore del biometano. Allo stesso tempo, si vuole spingere le aziende a rendere più efficienti gli impianti di biogas già presenti sul territorio, così da trasformarli in veri centri di produzione energetica rinnovabile. Non è quindi soltanto un incentivo all’acquisto di nuovi macchinari, ma un invito a rinnovare le pratiche agricole, adottando soluzioni più rispettose dei cicli naturali e delle risorse.

Chi può fare domanda
Il bando è aperto a una platea ampia: aziende agricole individuali o societarie, cooperative e consorzi, ma anche operatori che producono biogas o biocarburanti. L’obiettivo è coinvolgere non solo i singoli imprenditori, ma anche le reti di imprese capaci di fare massa critica, creando così una filiera agricola ed energetica più forte e integrata.
Gli aiuti sono concessi in conto capitale e coprono fino al 65% delle spese ammissibili, con un massimo di 600 mila euro per progetto e per impresa. Una cifra che può fare la differenza, soprattutto per le realtà agricole medio-piccole, tradizionalmente più fragili negli investimenti tecnologici.
Non solo biometano: cosa finanzia il bando
Il ventaglio di interventi ammessi è ampio e pensato per accompagnare il settore lungo diverse direttrici di cambiamento. Si parte dalla diffusione di tecniche agro-ecologiche, che vanno dalla gestione più sostenibile dei terreni alla valorizzazione del digestato come fertilizzante organico. A queste si affianca il cuore della misura, la sostituzione dei vecchi trattori con mezzi alimentati esclusivamente a biometano, macchine moderne e dotate di strumenti di agricoltura di precisione. Non meno rilevante è poi il capitolo dedicato agli impianti di biogas: qui il contributo punta a migliorarne l’efficienza energetica, riducendo consumi ed emissioni e rendendo il loro funzionamento più integrato con le logiche dell’economia circolare.
Come e quando presentare domanda
La corsa agli incentivi è già cominciata. Dal 27 agosto le imprese agricole interessate possono presentare domanda attraverso la piattaforma del GSE, accessibile online in qualsiasi momento della giornata. Ma il tempo stringe: lo sportello resterà aperto soltanto fino alle ore 12:00 del 26 settembre 2025. La procedura, interamente digitale, semplifica l’invio ma non elimina la necessità di preparare con attenzione i documenti richiesti. Per questo si raccomanda di consultare l’avviso ufficiale e le linee guida pubblicate dal MASE e dal GSE, strumenti preziosi per evitare errori formali che potrebbero compromettere l’accesso ai fondi.
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Ilaria De Marinis
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