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La presenza di Xylella fastidiosa riscontrata in aprile a Minervino Murge, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, è un caso isolato. A confermarlo – in occasione delle audizioni della IV Commissione – è stato l’Osservatorio fitosanitario regionale, dopo aver completato oltre 8.000 campionamenti sull’intero territorio provinciale. L’unico focolaio, circoscritto e tracciato, riguarda sei piante di mandorlo situate in ambito urbano, già interessate da controlli per la presenza di vettori infetti.
La situazione, quindi, non giustifica allarmismi, ma conferma l’importanza della sorveglianza attiva e della capacità di risposta rapida del sistema regionale. Come ribadito dai tecnici e dagli esponenti istituzionali, il ritrovamento rientra in un quadro ben presidiato e sotto controllo, a dimostrazione dell’efficacia della rete di monitoraggio pugliese.
Lo ha ribadito anche Donato Pentassuglia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, che, in occasione della IV Commissione consiliare, presieduta da Francesco Paolicelli, ha insistito: “La pulizia dei terreni non può essere disattesa, né da cittadini privati né da enti pubblici. Occorre rigore nelle ordinanze comunali e nella tracciabilità delle piante in ingresso nel territorio”.
Sempre nel corso dell’audizione, richiesta della consigliera Grazia Di Bari (M5S), il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Salvatore Infantino, ha poi chiarito: “La pianta è stata eradicata e su oltre 8.000 campioni prelevati nella zona nessuno è risultato positivo. Un’anomalia ancora da spiegare, ma al momento la situazione è sotto controllo”.
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Xylella fastidiosa a Minervino: cosa è accaduto
Il caso di Minervino Murge è stato individuato grazie al sistema di monitoraggio fitosanitario attivo in Puglia. Tutto è partito a marzo, quando nel centro urbano del comune sono stati intercettati alcuni esemplari di Philaenus spumarius risultati positivi al batterio durante le analisi di routine.
Questo primo riscontro ha attivato immediatamente una procedura di campionamento intensivo su piante ospiti presenti nell’area urbana. In totale sono state analizzate 432 piante, appartenenti a specie considerate sensibili, come mandorli, ciliegi, olivi e altre varietà ornamentali. I test hanno rilevato la presenza della Xylella fastidiosa subspecie fastidiosa, una delle varianti note del batterio, meno aggressiva della pauca, ma comunque inclusa tra gli organismi da quarantena prioritari nell’Unione Europea.
Le sei piante risultate infette erano tutte mandorli ubicati in ambito urbano, quindi fuori dalle aree agricole produttive. Un dato rilevante, che ha consentito di circoscrivere il focolaio e di escludere, almeno per il momento, un’estensione verso zone coltivate. Grazie all’individuazione precoce e alla risposta immediata dell’Osservatorio fitosanitario regionale, è stato possibile attivare le misure di contenimento previste dai regolamenti europei, senza la necessità di istituire una nuova zona di contenimento.

La Masseria Papparicotta: sotto osservazione
Parallelamente al caso di Minervino, l’attenzione dell’Osservatorio si concentra ora anche su un’altra area sensibile: la Masseria Papparicotta, nel territorio di Andria. Qui sono state identificate piante che presentano sintomi sospetti, e per questo l’area è stata delimitata e sottoposta a campionamenti. Al momento non è stata confermata alcuna positività, ma l’intervento preventivo è stato attivato come misura precauzionale.
Il monitoraggio nella zona è tuttora in corso. Come ha chiarito la Regione, la priorità è prevenire l’eventuale insediamento del batterio in aree agricole produttive, agendo tempestivamente su ogni possibile segnale.
La lezione di Minervino su Xylella fastidiosa: il sistema funziona
Quanto emerso in Commissione conferma due aspetti centrali. Primo: i controlli funzionano. Il ritrovamento tempestivo, il contenimento immediato e la trasparenza nella comunicazione mostrano la maturità del sistema fitosanitario pugliese. Secondo: la Xylella fastidiosa, pur in forma meno aggressiva, continua a rappresentare una minaccia da non sottovalutare, anche in aree fino ad oggi considerate marginali o “sicure”.
Il contenimento è stato rapido, preciso, proporzionato. Ma la presenza del batterio, anche in una forma attenuata, impone vigilanza costante e una collaborazione attiva da parte di istituzioni, agricoltori e cittadini.
Ilaria De Marinis
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