Produzione integrata, nuovo bando nelle Marche

Con un budget da 19,5 milioni di euro per i prossimi cinque anni, il bando rappresenta una leva importante per la transizione ecologica del primario regionale

da Ilaria De Marinis
produzione integrata marche

C’è tempo fino al 16 giugno per partecipare al bando regionale “Produzione integrata – Intervento SRA01”, una misura che sostiene economicamente le aziende agricole marchigiane che adottano tecniche colturali più sostenibili e controllate. Il bando, parte del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023–2027, punta a promuovere una transizione ecologica concreta nel settore primario, mettendo a disposizione 19,5 milioni di euro in cinque anni per chi aderisce al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI).  

L’intento del bando è incentivare pratiche agricole che riducano l’impatto ambientale, migliorino la qualità delle produzioni e tutelino la salute del suolo, delle acque e della biodiversità. Per farlo, si fa riferimento ai Disciplinari di Produzione Integrata (DPI). Il principio di fondo è che l’agricoltura può essere più efficiente e sostenibile, ma servono strumenti concreti e controlli rigorosi. Ecco perché i beneficiari del contributo dovranno aderire formalmente al SQNPI e saranno soggetti a verifiche, registrazioni puntuali e, in molti casi, certificazioni specifiche.

A chi si rivolge la misura

Il bando si rivolge a agricoltori singoli o associati, nonché a enti pubblici che gestiscono aziende agricole. Sono richiesti una superficie minima di 3 ettari e il rispetto degli impegni ambientali per un periodo di cinque anni (dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029).

Tutte le superfici devono essere coltivate nel rispetto delle regole del SQNPI. Le colture ammesse sono numerose e comprendono: cereali, girasole, barbabietola da zucchero, pisello, fagiolo e fagiolino da industria, spinacio da industria, ortive da seme, cavolo, radicchio e insalate. Nell’ambito di accordi agroambientali di area, il ventaglio di colture può essere ancora più ampio.

Bando “produzione integrata”: cosa bisogna fare

L’agricoltore che accede al bando deve impegnarsi a mantenere le pratiche sostenibili su appezzamenti fissi per tutta la durata del progetto. Gli obblighi comprendono:

  • rispetto dei disciplinari tecnici per ciascuna coltura (rotazioni, lavorazioni ridotte, inerbimenti);
  • registrazione degli interventi (concimazioni, irrigazioni, trattamenti);
  • uso di sementi certificate e prodotti fitosanitari ammessi;
  • controlli sull’attrezzatura agricola per garantire la corretta distribuzione dei trattamenti.

Queste pratiche comportano maggiori costi e una gestione più rigorosa dell’azienda, ma in cambio viene garantito un supporto economico annuale, modulato in base alle colture.

Quanto si può ricevere

Il contributo è calcolato in base agli ettari coltivati e varia a seconda della tipologia:

  • 110 €/ha per i seminativi (cereali, girasole);
  • 150 €/ha per ortive da industria e barbabietola da zucchero;
  • 250 €/ha per ortive fresche (insalate, cavolo, radicchio, ecc.).

Gli importi indicati sono massimali: se le domande dovessero superare la dotazione prevista, i premi saranno ridotti proporzionalmente, fino a un massimo del 40%.

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Come e quando presentare domanda per il bando “produzione integrata”

La domanda deve essere compilata telematicamente attraverso il sistema SIAN, sulla base delle istruzioni operative AGEA relative alla campagna 2025. È necessario disporre di un fascicolo aziendale aggiornato, che riporti con precisione dati anagrafici, catastali e gestionali.

Il bando prevede che ogni azienda debba predisporre un Piano di Coltivazione grafico, che verrà usato come base per le richieste di contributo. I controlli saranno effettuati anche tramite i dati satellitari del sistema europeo AMS (Sentinel e Copernicus), per una verifica continua delle pratiche colturali.
Per maggiori dettagli e chiarimenti, si rimanda al sito ufficiale della Regione Marche.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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