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L’irrigazione sostenibile o intelligente che dir si voglia è una delle sfide cruciali per l’agricoltura del futuro, specie in un territorio come il Piemonte, sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. Con l’intervento SRD02, la Regione lancia un’importante iniziativa per favorire investimenti irrigui sostenibili, promuovendo efficienza idrica e innovazione. Dotato di oltre 4 milioni di euro, il bando si inserisce nel Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 e mira a sostenere concretamente agricoltori e imprese nel miglioramento dei sistemi irrigui esistenti o nell’adozione di tecnologie innovative per l’uso alternativo delle risorse idriche.
Irrigazione sostenibile: competitività e sostenibilità a braccetto
L’azione C si propone di rafforzare la competitività delle aziende agricole piemontesi, incoraggiando investimenti in tecnologie efficienti, digitalizzazione e stoccaggio dell’acqua. Il tutto, con uno sguardo attento all’ambiente. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, aumentare la produttività e la redditività aziendale; dall’altro, ridurre l’impatto ambientale grazie a un uso più razionale della risorsa idrica.
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Chi può partecipare
Il bando si rivolge a imprenditori agricoli singoli o associati in possesso della qualifica di Coltivatore Diretto o Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), con una produzione standard minima di 12.000 euro. Ammessi anche soggetti collettivi come consorzi o società di scopo, purché costituiti da imprenditori in regola con i requisiti e iscritti all’Anagrafe Agricola del Piemonte. Per accedere, è necessario avere un fascicolo aziendale aggiornato, essere iscritti all’Anagrafe Agricola regionale e possedere tutti i requisiti soggettivi richiesti.

Bando irrigazione sostenibile: quali interventi sono ammessi
Sono finanziabili tre tipologie di investimento:
- miglioramento o ripristino di impianti irrigui esistenti (senza aumento della superficie irrigata);
- creazione e manutenzione di bacini aziendali per lo stoccaggio di acque stagionali, comprese quelle piovane;
- utilizzo di acque affinate come fonte alternativa di approvvigionamento idrico.
Tutti gli interventi devono essere localizzati in Piemonte e conformi ai piani di gestione dei bacini idrografici (ai sensi della Direttiva 2000/60/CE).
Quanto si può ottenere
Il contributo previsto è pari al 65% della spesa ammissibile, sotto forma di contributo in conto capitale. La spesa minima ammissibile è di 5.000 euro, mentre quella massima arriva a 150.000 euro per singolo beneficiario. Anche nel caso di progetti collettivi, si applicano i medesimi limiti.
Come e quando presentare la domanda
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica, attraverso il sistema SIAP della Regione Piemonte entro il 31 luglio 2025. Sono previste anche scadenze specifiche per eventuali varianti, proroghe o volture, ma il termine ultimo per la conclusione e rendicontazione degli interventi resta vincolante per non incorrere in sanzioni o nella revoca del contributo.
Per ulteriori dettagli e informazioni, si rinvia al bando ufficiale.
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Ilaria De Marinis
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