Parassiti del noce e strategie di controllo

L'analisi dei parassiti del noce e delle strategie di difesa integrata rappresenta un passo cruciale per garantire la sostenibilità e la competitività della nocicoltura italiana

da Donato Liberto

La coltivazione del noce da frutto in Italia vanta storia e tradizione antichissime, tuttavia dagli anni ‘70 si è registrata una continua e inesorabile flessione produttiva, in virtù dello spopolamento delle aree rurali e della concorrenza del prodotto estero. L’adozione di strategie di difesa integrata, la corretta gestione agronomica e fitosanitaria e l’impiego di tecnologie innovative sono elementi chiave per rilanciare il comparto della nocicoltura in Italia. Conoscere i principali parassiti del noce si ritiene dunque necessario per approcciarsi in modo corretto alla sua difesa sostenibile, riducendo al minimo l’impatto ambientale e ottimizzando le rese. Allo stesso tempo, la promozione del prodotto nazionale e l’organizzazione efficiente della filiera produttiva possono contribuire a rendere le noci italiane sempre più competitive rispetto a quelle di importazione.

Malattie radicali: una minaccia per la produttività

A livello radicale le maggiori problematiche fitosanitarie riguardano i marciumi causati da Armillaria mellea (marciume radicale fibroso) e Rosellinia necatrix (marciume radicale lanoso) che possono provenire da materiali di propagazione infetti o più facilmente da infezioni derivanti dalle colture precedenti. Per questo si consiglia di eseguire precisi monitoraggi e controlli visivi sullo stato della coltura precedente, di rimuovere tutti i residui radicali e non trinciarli, e di praticare cicli di rotazione con cereali prima di impiantare una coltura poi destinata a rimanere per decenni.

Malattie fungine del noce: cause e prevenzione

Al fine di evitare infezioni da Phytophthora cinnamomi e P. cactorum, agenti dei marciumi del colletto, occorre una corretta sistemazione del terreno, facilitando il drenaggio delle acque ed evitando fenomeni di ristagno idrico che costituiscono un fattore predisponente. Il noce può essere attaccato da agenti di carie del legno (carie bianca, causata dai funghi Stereum hirsutum o Phomes igrarius o carie bruna, causata da Polyporus sulphurous) in seguito a tagli su rami grossi o a rottura di rami e branche non opportunamente disinfettate e protette.

Tra le malattie fungine, l’antracnosi causata da Gnomonia leptostyla (anamorfo Marssonina juglandis) colpisce le porzioni verdi della pianta i cui sintomi appaiono fino alla piena estate. Le infezioni da antracnosi causano sulle foglie macchie bruno-nerastre, tendenzialmente tondeggianti e spesso circondate da un alone clorotico, mentre sui frutti si osservano necrosi estese sul pericarpo che, in caso di gravi attacchi, possono indurre la cascola precoce. 

Malattie batteriche: il mal nero del noce

Il mal nero o mal secco del noce è una malattia di origine batterica, causata da Xanthomonas arboricola pv. juglandis, diffusa in tutti gli areali di coltivazione del noce del mondo. In Italia è presente in tutte le regioni e, a seconda dell’andamento stagionale, causa danni anche rilevanti a foglie e frutti. 

parassiti del noce

Parassiti del noce: principali fitofagi e strategie di difesa

I fitofagi segnalati sul noce sono gli afidi principalmente sui giovani germogli (Callaphis juglandis e Chromaphis juglandicola), la mosca del noce (Rhagoletis completa), la carpocapsa (Cydia pomonella), facilmente rilevabile con l’ausilio di trappole a feromoni per il monitoraggio, e recentemente, anche la cimice asiatica (Halyomorpha halys). Importante è anche il controllo della Zeuzera pyrina (rodilegno giallo) che può essere attuato con l’ausilio di trappole a cattura massale o adottando la confusione sessuale (più efficace). 

Certificazioni e valore aggiunto del prodotto italiano

Tutti questi organismi nocivi, al di fuori delle infezioni batteriche che in particolari decorsi stagionali potrebbero causare qualche problema per il loro controllo, sono gestibili e controllabili con mezzi propri delle strategie di difesa integrata e biologica. Ciò costituisce un ulteriore vantaggio per la coltivazione del noce in ambienti meridionali in quanto le produzioni potrebbero agevolmente fregiarsi di certificazioni SQNPI (Servizio Qualità Nazionale Produzione Integrata) o biologiche, al contrario delle produzioni provenienti dall’estero, assicurando un ulteriore valore aggiunto al prodotto nazionale.

 

A cura di: Elvira Ferrara, Lorenzo Laghezza, Pietro Rega, Milena Petriccione e Luigi Catalano
Photo credit: depositphotos.com
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