Il mirtillo, OBG-Belair™ amplia l’offerta varietale

Si tratta di una nuova proposta varietale pensata per gli areali a medio fabbisogno di freddo, con frutti di grosso calibro, buona produttività e caratteristiche orientate alla conservabilità e alla qualità commerciale

da Federica Del Vecchio
il mirtillo

Una nuova varietà di mirtillo entra nel panorama internazionale. Si chiama OBG-Belair™ ed è una selezione sviluppata dal programma di miglioramento genetico di Oregon Blueberry, che nei primi giorni di ottobre ne ha annunciato il lancio commerciale. Identificata con il codice OBG-20062, il mirtillo Belair è stato selezionato per coprire la fase precoce-intermedia della stagione, con particolare attenzione agli ambienti caratterizzati da un fabbisogno di freddo contenuto o intermedio.

Il lancio si inserisce in una fase in cui il miglioramento genetico del mirtillo guarda sempre meno alla sola produttività e sempre più alla capacità di combinare adattabilità ambientale, calibro, consistenza, qualità organolettica e conservabilità. Caratteristiche diventate centrali soprattutto nelle filiere destinate al mercato fresco e alle esportazioni su lunga distanza.

Dal fabbisogno in freddo alla produttività: il profilo di OBG-Belair

Come anticipato, uno degli elementi che caratterizzano OBG-Belairâ„¢ è il fabbisogno in freddo, indicato in circa 400 ore o più, valore che colloca la cultivar tra le soluzioni sviluppate per ambienti a basso o medio fabbisogno di freddo. Secondo i dati divulgati dal breeder, la varietà impiega mediamente circa 82 giorni dalla fioritura alla maturazione dei frutti e, durante la stagione 2026, avrebbe mostrato risultati particolarmente interessanti negli ambienti leggermente più caldi. Accanto all’adattamento climatico, uno dei principali obiettivi del breeding per il mirtillo riguarda la qualità commerciale del frutto. Nei test effettuati da Oregon Blueberry, OBG-Belairâ„¢  ha prodotto bacche con un diametro medio di circa 20,5 millimetri, associate a elevata consistenza e buona qualità gustativa.

Indicazioni interessanti arrivano anche sul fronte produttivo. Nelle prove condotte in Oregon su piante di quattro anni è stata registrata una resa media nell’ordine dei 9 chilogrammi per pianta. La cultivar viene inoltre descritta come vigorosa, con rapido insediamento dopo la messa a dimora e una struttura vegetativa capace di sostenere un buon equilibrio tra superficie fogliare e carico produttivo. Anche la disposizione dei frutti in grappoli relativamente aperti potrebbe rappresentare un elemento interessante dal punto di vista operativo, soprattutto per facilitare le operazioni di raccolta.

il mirtillo

OBG-Belairâ„¢. Fonte: Oregon Blueberry

Per il mirtillo cresce il peso della conservabilità

Tra i dati più interessanti emersi nella presentazione di OBG-Belair™  figurano quelli relativi al post-raccolta. Durante una prova di conservazione di quattro settimane, i frutti avrebbero mantenuto una consistenza media di 327,8 g/mm, insieme a buoni livelli di struttura e qualità complessiva.

Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante per il mirtillo, dove la capacità di mantenere consistenza e qualità durante refrigerazione, confezionamento e trasporto rappresenta ormai uno dei principali criteri di selezione delle nuove cultivar. Le moderne filiere internazionali chiedono infatti frutti capaci di sostenere tragitti sempre più lunghi senza compromettere la qualità all’arrivo. È anche per questo che consistenza, shelf-life e uniformità stanno assumendo un peso crescente nei programmi di miglioramento genetico.

Il mirtillo guarda a nuove genetiche

OBG-Belair™  rientra in un più ampio programma di rinnovamento varietale sviluppato da Oregon Blueberry. Nel corso del 2026 sono state infatti presentate anche OBG-Astoria, OBG-Sirocco™ e OBG-Raptor™, ciascuna sviluppata per differenti condizioni produttive e segmenti di mercato. Astoria è indirizzata soprattutto agli areali ad alto fabbisogno di freddo, mentre Sirocco è stata selezionata per sistemi low-to-mid chill e mostra caratteristiche considerate interessanti anche per la coltivazione intensiva e in substrato.  Il filo conduttore è evidente: rendere la genetica sempre più mirata in funzione di ambiente, sistema produttivo e destinazione commerciale.

Ora la prova passa ai diversi areali produttivi

I dati comunicati dal breeder – dal calibro alla produttività, fino alla consistenza mantenuta dopo quattro settimane di conservazione – delineano per OBG-Belair™ un profilo interessante. La varietà è già entrata nella fase commerciale in alcuni mercati ed è attualmente in sperimentazione in Nord America, mentre le prime prove stanno coinvolgendo anche Europa, Asia, Sud America e Australia. Un percorso che consentirà di raccogliere ulteriori indicazioni sul comportamento della cultivar nei diversi areali interessati.

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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