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Prima ancora del sapore, è il colore a spiazzare. Nel pieno di un mercato abituato a riconoscere la fragola dal rosso brillante, dal Metapontino arriva un frutto che ribalta l’immaginario comune. Una fragola bianca, chiara come il latte, dolce e aromatica, con sorprendenti note tropicali che ricordano ananas e frutto della passione.
A coltivarla, a Policoro, è la Gentile Group, realtà agricola guidata da due giovani imprenditori, che ha scommesso su una varietà antichissima di origine sudamericana, oggi prodotta in esclusiva nazionale. Un prodotto ancora di nicchia, ma già capace di intercettare l’interesse di chef, pasticceri e mercati europei, trasformando la fragola bianca in una delle proposte più curiose e ricercate dell’ortofrutta italiana.
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La fragola bianca riscoperta dopo duemila anni
La storia della fragola bianca parte da lontano. Si tratta di una cultivar antichissima, risalente a circa duemila anni fa, recuperata nel giardino di un collezionista sudamericano e successivamente introdotta in Europa attraverso una collaborazione con un gruppo americano specializzato nella selezione varietale. Da circa cinque anni questa varietà viene coltivata a Policoro, in una delle aree più vocate della fragolicoltura italiana. Quella che inizialmente sembrava una semplice sperimentazione agricola si è trasformata in un progetto imprenditoriale innovativo, capace di attirare l’interesse del mercato italiano ed europeo.
Il colore sorprendente e il sapore tropicale
L’impatto visivo è immediato. La fragola si presenta completamente bianca, mentre i piccoli acheni esterni virano al rosso quando il frutto raggiunge la piena maturazione. Ed è proprio in quel momento che questa varietà esprime il massimo delle sue caratteristiche organolettiche. Il gusto resta legato alla fragola tradizionale, ma si arricchisce di una dolcezza più intensa e di profumi aromatici particolarmente raffinati. Molti consumatori percepiscono note di ananas, altri richiamano il frutto della passione.
Una peculiarità che ha già conquistato boutique ortofrutticole, chef e laboratori di pasticceria alla ricerca di ingredienti esclusivi, scenografici e capaci di distinguersi anche sui social network.

Fragola bianca: un prodotto di nicchia con forte crescita di mercato
Attualmente nel Metapontino vengono coltivati circa due ettari di fragola bianca, per una produzione complessiva che raggiunge mille quintali tra fine ottobre e giugno. Quantità ancora limitate, che rendono questo frutto un prodotto di nicchia ad alto valore aggiunto. La distribuzione coinvolge i principali mercati ortofrutticoli italiani e il dettaglio specializzato, ma la domanda è in crescita anche all’estero, soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Germania e Austria.
Proprio l’aumento dell’interesse commerciale ha spinto la Gentile Group a pianificare il raddoppio delle superfici coltivate già dalla prossima stagione. Parallelamente, l’azienda sta valutando nuovi accordi per portare la fragola bianca anche nella grande distribuzione organizzata.
Coltivazione delicata e costi più elevati
Dal punto di vista agronomico, la fragola bianca richiede cure molto più complesse rispetto alle varietà tradizionali. Viene coltivata in serra come la fragola rossa, ma è particolarmente sensibile alla luce intensa e alle alte temperature. Anche la raccolta necessita di maggiore attenzione, perché il frutto è più delicato e facilmente deteriorabile. Inoltre, le rese produttive risultano inferiori rispetto alle varietà comuni.
Tutti questi elementi incidono inevitabilmente sui costi di produzione e sul prezzo finale, collocando la fragola bianca in una fascia premium del mercato ortofrutticolo.
Fragola bianca e allergie: perché può essere più tollerabile
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il profilo allergenico della varietà. Secondo recenti studi universitari citati dall’azienda, la fragola bianca conterrebbe livelli significativamente inferiori della proteina Fra a1, principale allergene associato alle fragole rosse. Le concentrazioni sarebbero fino a sette volte più basse rispetto alle varietà tradizionali. È un dato da comunicare con precisione. La fragola bianca non può essere definita anallergica, né può essere proposta come alimento sicuro per tutti i soggetti allergici. Può però rappresentare, in alcuni casi, una possibile alternativa per consumatori sensibili o intolleranti alle fragole classiche, sempre con la necessaria cautela e con riferimento al parere medico nei casi di allergie accertate.
Insomma, la fragola bianca coltivata da Gentile Group racconta bene una direzione possibile per l’ortofrutta italiana: portare sul mercato prodotti riconoscibili, tecnicamente curati e commercialmente narrabili, dove estetica, gusto e identità diventano parte integrante del valore. La sfida ora sarà trasformare la curiosità in consumo stabile. Serviranno superfici adeguate, qualità costante, logistica efficiente e una comunicazione chiara, capace di spiegare perché una fragola bianca può costare più di una rossa.
Federica Del Vecchio
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