Xylella, la conferenza europea arriva a Bari

Organizzata da EFSA, riunirà ricercatori, valutatori del rischio, decisori pubblici e stakeholder con l’obiettivo di condividere gli avanzamenti più recenti sulla conoscenza e sulla gestione di Xylella fastidiosa

da Ilaria De Marinis

Tutto pronto per la Conferenza europea su Xylella fastidiosa. La quinta edizione, in programma dal 23 al 25 giugno 2026 a Mola di Bari, prevede una settimana di appuntamenti tecnici e attività collaterali che, dal 22 al 26 giugno, si svilupperanno in diverse località della provincia di Bari. 

Il programma dell’evento è ora disponibile sulla pagina ufficiale EFSA dedicata alla conferenza e offre una prima lettura del confronto scientifico che animerà le tre giornate: resistenza dell’olivo, progressi nel controllo del batterio, biologia dei vettori, diagnostica, epidemiologia, gestione sostenibile e impatto sugli agroecosistemi mediterranei. Una struttura che conferma come la Xylella non sia più soltanto un’emergenza fitosanitaria, ma un banco di prova per la capacità europea di trasformare la ricerca in strumenti utili alla gestione del rischio.

Bari al centro del confronto europeo

Organizzata da EFSA, la conferenza riunirà ricercatori, valutatori del rischio, decisori pubblici e stakeholder con l’obiettivo di condividere gli avanzamenti più recenti sulla conoscenza e sulla gestione di Xylella fastidiosa. La scelta del territorio barese ha un valore evidente: la Puglia resta uno degli osservatori più significativi per comprendere l’evoluzione dell’epidemia, l’efficacia delle misure di contenimento e le prospettive di rigenerazione degli oliveti colpiti.

Il programma prevede sessioni dedicate alla risposta delle cultivar di olivo, alle strategie di controllo, alle interazioni tra batterio, pianta e vettori, fino agli strumenti diagnostici più innovativi. Accanto alle presentazioni scientifiche, sono previsti anche eventi collaterali, incontri tecnici e visite in campo, con un doppio sguardo: da un lato le aree interessate da misure di eradicazione e contenimento, dall’altro i territori in cui la ricerca sta provando a costruire modelli agronomici più resilienti.

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REACH-XY, i contributi dalla ricerca italiana

All’interno della conferenza troveranno spazio anche 19 contributi collegati alle attività sviluppate nell’ambito del progetto REACH-XY. I lavori restituiscono l’ampiezza delle direttrici di ricerca avviate: dai meccanismi di risposta dell’olivo all’infezione alla resistenza varietale, dalla dinamica della parete cellulare all’espressione genica, fino alle basi fisiologiche che distinguono cultivar sensibili e più tolleranti.

Un ruolo centrale sarà riservato anche al microbioma, sia della rizosfera sia dei tessuti xilematici, e agli strumenti di diagnosi e monitoraggio precoce, con approcci che includono metabolomica, volatilomica, sensing prossimale, tecniche molecolari avanzate e analisi digitali. Altri contributi approfondiranno il rapporto tra stress idrico, fisiologia dell’olivo e infezione da Xylella fastidiosa, oltre ai temi della rigenerazione degli oliveti, dell’evoluzione epidemiologica nei nuovi impianti e della gestione del vettore Philaenus spumarius.

A completare il quadro, i lavori dedicati alla rigenerazione in vitro e al genome editing dell’olivo, ambiti strategici per costruire conoscenze e piattaforme utili al miglioramento genetico e alla selezione di materiali più adatti a convivere con la pressione del patogeno.

Iscrizioni chiuse, evento disponibile in streaming

Le iscrizioni alla conferenza sono chiuse. EFSA ha però comunicato che l’evento sarà accessibile anche in webstreaming, ma ulteriori indicazioni sul link per seguire i lavori da remoto verranno fornite più avanti.

Intanto, è possibile consultare il programma aggiornato e seguire le comunicazioni ufficiali attraverso la pagina EFSA dedicata alla quinta Conferenza europea su Xylella fastidiosa. Un appuntamento che, per il territorio pugliese e per l’intera comunità scientifica europea, rappresenta un passaggio importante: non solo per fare il punto su ciò che è stato prodotto dalla ricerca, ma per capire in quale direzione potrà evolvere la gestione sostenibile di una delle più complesse emergenze fitosanitarie degli ultimi anni.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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