Vivai nelle zone Xylella, controlli più severi e strutture protette

Lo stabilisce il nuovo protocollo nazionale che punta a rendere possibile la produzione e la movimentazione delle piante solo in presenza di condizioni fitosanitarie verificabili

da Ilaria De Marinis
vivai xylella

Controlli più rigorosi, strutture protette e regole uniformi per autorizzare la produzione vivaistica nelle aree delimitate da Xylella fastidiosa. È quanto stabilisce il Documento tecnico ufficiale n. 80, approvato dal Servizio fitosanitario nazionale su proposta della Regione Puglia, con cui viene definito un nuovo quadro operativo per i vivai che lavorano nei territori interessati dal batterio.

Il protocollo punta a rendere possibile la produzione e la movimentazione delle piante solo in presenza di condizioni fitosanitarie verificabili: barriere fisiche contro gli insetti vettori, accessi controllati, monitoraggi interni, tracciabilitĆ  del materiale vegetale e analisi di laboratorio prima dello spostamento delle piante. Un impianto pensato per dare continuitĆ  al comparto vivaistico pugliese, senza ridurre il livello di protezione richiesto da una delle emergenze fitosanitarie più gravi dell’agricoltura mediterranea.

Vivai in aree Xylella, cosa prevede il protocollo

Nello specifico, il nuovo documento stabilisce le condizioni per autorizzare i siti vivaistici situati nelle zone delimitate, imponendo misure di biosicurezza più stringenti rispetto alla gestione ordinaria. Le piante dovranno essere coltivate all’interno di strutture protette, dotate di reti anti-insetto ad alta sicurezza, accessi controllati, doppie porte e sistemi di contenimento come barriere d’aria o ventilazione forzata. Nel caso di Xylella fastidiosa, infatti, il rischio non ĆØ legato solo alla presenza del batterio, ma alla sua trasmissione attraverso insetti che si alimentano nei vasi xilematici e possono veicolare il patogeno da una pianta all’altra.

Il protocollo prevede anche una gestione accurata degli spazi esterni: le aree circostanti alle strutture dovranno essere mantenute prive di vegetazione spontanea, cosƬ da limitare eventuali rifugi per i vettori. All’interno delle serre saranno installate trappole per il monitoraggio, mentre ogni vivaio autorizzato dovrĆ  garantire tracciabilitĆ , registrazioni aggiornate e procedure di controllo sotto la supervisione del Servizio fitosanitario regionale.

Controlli, campionamenti e analisi prima della movimentazione

La movimentazione delle piante sarĆ  possibile solo dopo il rispetto delle verifiche previste. Il documento introduce almeno due ispezioni annuali nei siti autorizzati e prevede campionamenti prima dello spostamento del materiale vegetale, con analisi di laboratorio finalizzate ad accertare l’assenza del batterio. Il ricorso alle analisi molecolari ĆØ uno degli elementi più rilevanti del protocollo, perchĆ© consente di individuare eventuali infezioni anche quando la pianta non mostra sintomi evidenti. Questo aspetto ĆØ centrale nelle malattie da quarantena: basarsi solo sull’osservazione visiva lascerebbe margini di incertezza troppo ampi, soprattutto in presenza di materiale destinato alla commercializzazione. In caso di criticitĆ  strutturali, non conformitĆ  o individuazione di piante infette, il sistema prevede il blocco immediato della movimentazione e l’attivazione delle misure fitosanitarie previste dalla normativa. La produzione resta quindi possibile, ma dentro un quadro in cui l’autorizzazione richiede mantenimento costante degli standard, controlli ripetuti e capacitĆ  di intervenire rapidamente in presenza di anomalie.

Francesco-Paolicelli- vivai xylella

Francesco Paolicelli – Assessore all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Puglia

Sicurezza fitosanitaria e tenuta del comparto vivaistico

Per l’assessore regionale all’Agricoltura e sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, il protocollo introduce ā€œun’architettura di sicurezza fitosanitaria senza precedentiā€, capace di unire tecnologia, rigore scientifico e tutela delle produzioni pugliesi, a sostegno del comparto vivaistico, ma senza arretrare sul piano della prevenzione. Il punto, tuttavia, sarĆ  l’applicazione concreta. Reti, doppie porte, trappole, analisi e registri hanno valore solo se inseriti in una gestione quotidiana rigorosa, con strutture realmente mantenute, procedure rispettate e controlli efficaci.Ā  In un contesto segnato da un patogeno che ha giĆ  trasformato profondamente l’agricoltura pugliese, consentire ai vivai pugliesi di continuare a produrre e movimentare piante significa offrire garanzie ai territori di destinazione e nuova competitivitĆ  del comparto.

 

Ilaria De Marinis
Ā© fruitjournal.com

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