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Dopo l’uscita dal quadro autorizzativo ordinario, lo spirotetramat torna temporaneamente disponibile in Italia. Con decreto del 6 marzo 2026, il Ministero della Salute ha infatti autorizzato, ai sensi dell’articolo 53 del regolamento (CE) n. 1107/2009, l’immissione in commercio per 120 giorni del prodotto fitosanitario Movento 48 SC, a base di spirotetramat.
L’autorizzazione decorre dal 1° aprile 2026 e resterà valida fino al 29 luglio 2026. Non si tratta di un ripristino ordinario della sostanza attiva, ma di una deroga per emergenza fitosanitaria, cioè di una misura straordinaria e temporanea.
Una sostanza revocata che rientra in deroga
La notizia si collega direttamente al percorso normativo già avviato negli anni scorsi. Con il regolamento di esecuzione (UE) 2022/489, infatti, l’Unione europea aveva disposto il mancato rinnovo dell’approvazione dello Spirotetramat, con successiva revoca delle autorizzazioni e fine dell’utilizzo delle scorte entro il 2025.
Per questo il nuovo decreto non rappresenta un dietrofront, ma l’attivazione di uno strumento eccezionale previsto dalla normativa europea nei casi in cui si riconosca una situazione di emergenza fitosanitaria che non può essere gestita in modo adeguato con altri mezzi disponibili.
Perché si è resa necessaria la misura
Nel decreto, il presupposto è esplicito. Per la campagna 2026, il Servizio Fitosanitario Centrale ha riconosciuto la presenza di una grave emergenza fitosanitaria e l’indispensabilità dello spirotetramat per il controllo di afidi, cocciniglie e psilla del pero su un ampio gruppo di colture.
Tra queste compaiono pomodoro, albicocco, actinidia, pesco, nettarine, susino, pero, melone, cavolo, melo, agrumi, vite da vino e da tavola, melanzana, lattuga, cipolla, ciliegio e kaki.
È questo il passaggio più interessante della vicenda. Perché conferma un dato ormai sempre più evidente: la riduzione delle sostanze attive disponibili non produce solo un alleggerimento del carico chimico, ma anche una crescente difficoltà nel costruire programmi di difesa efficaci, sostenibili e tecnicamente gestibili.

Cosa prevede l’autorizzazione
Il prodotto autorizzato è Movento 48 SC, registrato al n. 19257. L’impiego è consentito solo alle condizioni riportate in etichetta e per gli usi espressamente autorizzati.
Per la vite da vino e da tavola, ad esempio, l’etichetta prevede l’impiego da fine fioritura contro le cocciniglie, in particolare Planococcus ficus e Pseudococcus comstocki, alla dose di 150-200 ml/hl (1,5 l/ha), con un massimo di 2 applicazioni l’anno a distanza di 14 giorni e con intervallo di sicurezza di 14 giorni prima della raccolta.
Su altre colture il prodotto è autorizzato, tra gli altri usi, contro afidi, cocciniglie, psilla del pero, tripidi ed eriofide rugginoso, a seconda della specie e del target.
Una misura che dice molto più del singolo decreto
Il ritorno temporaneo dello spirotetramat non va letto solo come una notizia tecnica. È anche il segnale di una tensione ormai strutturale nella difesa fitosanitaria europea. Da un lato prosegue la stretta normativa sulle sostanze attive; dall’altro, in campo, restano fitofagi che continuano a richiedere strumenti efficaci e collocabili in programmi di difesa concreti.
In questo senso, la deroga concessa dal Ministero fotografa bene il problema: alcune molecole escono dal quadro ordinario, ma in determinate condizioni tornano a essere ritenute indispensabili. Non perché siano cambiate le valutazioni di fondo sulla sostanza, ma perché, in una fase emergenziale, il sistema delle alternative non è stato considerato sufficiente.
Il nodo resta aperto
La questione, quindi, va oltre il caso specifico di Movento 48 SC. Il punto è capire come accompagnare la progressiva riduzione dei mezzi chimici senza lasciare scoperti segmenti delicati della difesa, soprattutto su colture ad alto valore e su avversità difficili da gestire.
Per le aziende agricole la deroga rappresenta una possibilità operativa concreta per la campagna 2026. Ma sul piano più generale pone ancora una volta la stessa domanda: la transizione verso una difesa con meno sostanze attive sta procedendo allo stesso ritmo con cui si costruiscono alternative davvero efficaci, praticabili e sostenibili?
Donato Liberto
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