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A volte anche un agrume può finire sotto i riflettori. È successo domenica durante una puntata di Chi vuol essere milionario?, quando tra le curiosità del quiz si è parlato dell’agrume Tacle®, un ibrido triploide ottenuto dall’incrocio tra le Clementine Monreal e l’Arancia Tarocco.
Sviluppato nel 1980 dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CRA-ACM) presso il centro di Acireale, in provincia di Catania, questo agrume rappresenta un interessante esempio di innovazione varietale. Il Tacle® combina infatti un aspetto particolarmente attraente, un gusto equilibrato e la totale assenza di semi. Un frutto che incuriosisce non solo per il nome, ma anche per le sue caratteristiche distintive, che lo rendono una delle sperimentazioni più interessanti nel panorama agrumicolo italiano. Quali sono, dunque, le sue peculiarità?
Le caratteristiche della pianta
La pianta di Tacle® si distingue per uno sviluppo vigoroso e un portamento vegetativo assurgente ed espanso. I rami possono presentare spine di dimensioni medie, mentre le foglie sono di forma ellittica, con apice appuntito e picciolo di lunghezza media, caratterizzato da alette poco sviluppate.
Queste caratteristiche rendono la pianta robusta e adatta alla coltivazione nelle aree agrumicole tipiche del Mediterraneo.

Agrume Tacle®. Fonte: ARSAC Servizi in Agricoltura in Calabria
Il frutto: colore intenso e senza semi
Il frutto dell’agrume Tacle® ha una forma oblata e un peso medio di circa 150 grammi, dimensione che lo rende particolarmente apprezzato anche dal punto di vista commerciale. La buccia, di colore arancio intenso, è arricchita da una pigmentazione antocianica che conferisce al frutto sfumature simili a quelle delle arance rosse. La consistenza è soffice e la buccia risulta mediamente aderente alla polpa. Anche la polpa presenta un colore arancio intenso, con screziature antocianiche che ne accentuano l’aspetto distintivo e invitante. La maturazione del Tacle® è considerata di media stagione.
La raccolta inizia generalmente a fine dicembre e prosegue per tutto il mese di gennaio. Tuttavia, i frutti hanno una bassa persistenza sulla pianta, motivo per cui la raccolta deve essere effettuata in tempi relativamente brevi per preservarne qualità e freschezza.
Il gusto e il valore agronomico
Come anticipato, uno degli aspetti che rende il Tacle® particolarmente interessante è l’assenza totale di semi, caratteristica dovuta alla sua triploidia genetica. Dal punto di vista del gusto, questo ibrido offre un profilo organolettico equilibrato, in cui la dolcezza delle Clementine Monreal si unisce armoniosamente alle note aromatiche tipiche dell’Arancia Tarocco, regalando un sapore piacevole e distintivo. Dall’incontro tra queste due varietà nasce un frutto che, come recita la confezione, è “inimitabile”, un vero scrigno di gusto e benessere grazie alle antocianine presenti nella polpa, che ne arricchiscono anche il valore nutrizionale.
Il brevetto della varietà, registrato nel 2001, ha sancito l’ingresso ufficiale del Tacle® nel panorama della ricerca agronomica e della produzione specializzata, confermando il ruolo dell’innovazione genetica nella valorizzazione del patrimonio agrumicolo italiano.
Federica Del Vecchio
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