Dormex, via libera in deroga per i kiwi del Sud Italia

Dopo anni di richieste, dal Ministero della Salute l’autorizzazione temporanea all'utilizzo del fitoregolatore per le colture di actinidia in Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia

da Ilaria De Marinis
dormex italia

Lo avevamo preannunciato: il dossier Dormex era tornato sul tavolo istituzionale e qualcosa si stava muovendo. La discussione parlamentare del 9 dicembre aveva segnato un cambio di passo, riportando la richiesta di deroga dentro un perimetro tecnico-formale. Oggi quel passaggio si traduce in un atto concreto: il Ministero della Salute ha concesso un’autorizzazione temporanea all’utilizzo del Dormex per le colture di actinidia in Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia.

Non si tratta di un ritorno strutturale al passato, ma di una misura in deroga, limitata nel tempo e circoscritta geograficamente. Una scelta che arriva dopo anni di richieste respinte e che riconosce, implicitamente, la natura ormai strutturale della criticità climatica. Inverni sempre più miti hanno compromesso l’accumulo di ore di freddo, generando germogliamenti disomogenei e fioriture irregolari. In questo quadro, il Dormex – fitoregolatore a base di cianammide idrogenata – resta uno dei pochi strumenti in grado di garantire un controllo efficace e riproducibile della dormienza.

Dormex, la risposta tecnica a un inverno che manca

Nel comparto dell’actinidia, la rimozione del Dormex si era innestata su un sistema già fragile. Le stime richiamate anche in sede istituzionale parlano di riduzioni di resa nell’ordine del 35-40%, con ripercussioni che vanno oltre la singola campagna e incidono sulla sostenibilità economica degli impianti nel medio periodo.

Il problema non è solo produttivo, ma fisiologico. Il kiwi è una coltura che basa la propria regolarità sull’accumulo di freddo invernale. Quando questo requisito viene meno, la produzione rischia di venire compromessa. Negli ultimi anni, il comparto italiano ha già perso il primato mondiale, passando da oltre 575mila tonnellate nel 2015 a circa 264mila nel 2023. 

In questo contesto, la deroga rappresenta un tentativo di contenimento del rischio. Per quanto le strategie alternative – potature mirate, bioattivatori, stimolanti naturali – hanno dimostrato di poter mitigare il problema, infatti, non possono sostituire in modo affidabile l’azione del fitoregolatore.  

dormex kiwi

Il confronto con la Grecia e le asimmetrie europee

Ad avvalorare la richiesta, poi, la gestione oltre i confini nazionali. Da anni, infatti, la Grecia utilizza l’articolo 53 del Regolamento (CE) 1107/2009 per ottenere autorizzazioni temporanee all’uso del Dormex in situazioni di emergenza. Ogni anno Atene presenta richiesta per un utilizzo limitato e controllato del prodotto, ottenendo l’ok da Bruxelles.

Il risultato è evidente: i produttori greci riescono a garantire un avvio omogeneo della fioritura anche in stagioni calde, mantenendo livelli produttivi più stabili. In Italia, al contrario, il divieto – anticipato già nel 2008 per motivi sanitari e poi uniformato a livello europeo nel 2022 – aveva creato una frattura competitiva percepita come penalizzante.

La deroga concessa oggi dal Ministero della Salute si inserisce anche in questa prospettiva: ridurre le asimmetrie all’interno del mercato europeo e riportare l’utilizzo di uno strumento tecnico entro un quadro regolato, sottraendolo alle zone grigie del mercato parallelo.

Tra sicurezza e necessità: una decisione non semplice

Resta il nodo più delicato: quello della sicurezza. Il Dormex è una sostanza efficace, ma controversa. Gli aspetti tossicologici e i profili di rischio per operatori e popolazione esposta avevano portato, nei mesi scorsi, alla mancata concessione della deroga. Il riavvio del procedimento – e oggi il via libera temporaneo – implicano che siano stati forniti nuovi elementi tecnici e che l’autorizzazione sia accompagnata da condizioni d’uso stringenti e misure di mitigazione coerenti con le valutazioni sanitarie 

Siamo di fronte a un equilibrio complesso: da un lato la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, dall’altro la sopravvivenza economica di un comparto che negli ultimi dieci anni ha perso quote produttive ed export, mentre altri competitor avanzavano.

La decisione del Ministero, dunque, non chiude il dibattito, ma apre una fase nuova. Intanto,  il provvedimento viene accolto con favore. Italia Ortofrutta-Unione Nazionale, realtà che da oltre 50 anni tutela e rappresenta le Associazioni di Organizzazioni di Produttori (AOP) e Organizzazioni di Produttori (OP) del settore ortofrutticolo e pataticolo italiano, rivendica il risultato come risposta a un’esigenza rimasta troppo a lungo senza strumenti. “L’autorizzazione rappresenta una risposta concreta alle esigenze manifestate dai produttori di kiwi”, hanno sottolineato Andrea Badursi e Vincenzo Falconi, rispettivamente presidente e direttore di Italia Ortofrutta, sottolineando che così i produttori potranno “disporre di uno strumento indispensabile per continuare a produrre in questo delicato periodo segnato dai cambiamenti climatici”.

La sfida, ora, è trasformare questa deroga in un ponte verso soluzioni strutturali. 

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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