L’estate 2025 ha lasciato in Sardegna immagini difficili da dimenticare: campi bruciati dal fuoco, pascoli resi sterili da mesi senza pioggia e condotte irrigue vecchie di decenni che hanno perso più acqua di quanta ne abbiano distribuita. In questo scenario, l’acqua è diventata la vera moneta del futuro dell’agricoltura isolana, risorsa scarsa e contesa che decide la sorte delle aziende. Per rispondere a questa urgenza, la Regione Sardegna, con il supporto dell’Agenzia Laore, ha varato un nuovo bando da 10,5 milioni di euro destinato a finanziare la costruzione di riserve idriche aziendali, bacini antincendio e opere di ricerca idrica nel sottosuolo. L’obiettivo è duplice: sostenere la competitività delle imprese agricole e renderle più resilienti di fronte a siccità e incendi, due emergenze che non sono più eccezioni, ma una costante del calendario agricolo sardo.
Bando riserve idriche: chi può partecipare e quanto finanzia
Il bando è rivolto alle imprese agricole attive in Sardegna, singole o in forma societaria, con fascicolo aziendale aggiornato, regolarità contributiva e piena disponibilità dei terreni per almeno cinque anni. Il sostegno è in conto capitale pari al 60% delle spese ammissibili, con un massimo di 50.000 euro per azienda e una spesa minima di 15.000 euro. Le spese generali – come progettazione e consulenze – sono riconosciute fino al 10%. L’aiuto rientra nel regime europeo del de minimis agricolo e non è cumulabile con altri contributi concessi per le stesse finalità negli ultimi dieci anni.
Gli interventi finanziabili riguardano tre aree principali: riserve idriche per irrigazione e allevamento, anche con laghetti aziendali o cisterne flessibili; riserve antincendio a supporto dei mezzi di soccorso e della protezione delle strutture aziendali; e ricerche idriche nel sottosuolo, comprese perforazioni e studi geologici. Sono ammesse anche spese per fabbricati funzionali, impianti di pompaggio, sistemi di sicurezza e videosorveglianza, oltre a quelle per consulenze e studi tecnici.
Come presentare la domanda
Le richieste devono essere inoltrate esclusivamente online tramite la piattaforma di Laore, accedendo con SPID, CIE o CNS. La compilazione sarà possibile dal 6 ottobre 2025 alle ore 12:00 fino al 9 dicembre 2025 alle ore 12:00 e richiede la firma digitale del titolare o del legale rappresentante. Ogni progetto deve essere corredato da relazione tecnica, computo metrico, cartografia e preventivi. Non è un “click day”: le domande saranno valutate in base a una graduatoria regionale unica che premierà giovani agricoltori, cooperative, imprenditori agricoli professionali e aziende in zone non servite da reti idriche consortili.
Il contributo sarà erogato in un’unica soluzione dopo la conclusione dei lavori, da realizzare entro 24 mesi dalla concessione, e previa certificazione di regolare esecuzione. Serviranno inoltre le autorizzazioni per l’uso di acque sotterranee o superficiali, quando previste.
Per ulteriori dettagli si rinvia al testo completo del bando.
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Ilaria De Marinis
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