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Xylella fastidiosa torna a bussare alle porte del Barese. Non con ondate devastanti, ma con piccoli focolai che spuntano qua e là. Giovinazzo, Bisceglie, Putignano e Castellana Grotte sono infatti i nuovi nomi aggiunti alla mappa di una malattia che, a dieci anni dal suo arrivo, continua a insinuarsi nel cuore olivicolo della Puglia.
Si tratta di casi numericamente contenuti – poche unità di piante infette per ciascun focolaio – ma distribuiti in aree diverse del territorio barese. Una diffusione “a macchia di leopardo” che conferma la capacità del batterio di insinuarsi anche oltre i confini già noti delle zone infette.
Xylella fastidiosa: episodi puntuali Giovinazzo e Bisceglie
Alla vigilia del Ferragosto, nel comune di Giovinazzo è stato rilevato un singolo olivo positivo. La segnalazione è stata resa pubblica anche dal sindaco Michele Sollecito, che in una nota social ha riportato la localizzazione del focolaio in zona “Pietre rosse”, lungo la statale 16 bis. Qui i controlli hanno riguardato oltre 500 piante, di cui una sola è risultata infetta.
Situazione analoga a Bisceglie, dove l’Osservatorio fitosanitario ha individuato un altro albero positivo. In entrambi i casi, la normativa europea prevede l’eradicazione immediata della pianta colpita, misura ritenuta essenziale per ridurre al minimo il rischio di propagazione.

Focolai più estesi a Putignano e Castellana Grotte
Più significativa è la situazione di Putignano, dove sono stati confermati dieci olivi infetti. L’area rientra nella cosiddetta “zona cuscinetto”: qui le misure prevedono l’abbattimento delle piante positive e dei soggetti ospiti circostanti, con priorità assoluta a quelli risultati infetti.
A Castellana Grotte, invece, le analisi hanno individuato nove piante malate, ma il contesto è diverso: l’area ricade in zona infetta, dove non si parla più soltanto di eradicazione, ma di contenimento. Questo significa che, oltre agli abbattimenti, vengono applicate strategie mirate a limitare la diffusione del batterio, incluso il controllo del vettore principale, la sputacchina (Philaenus spumarius).
Cosa significano questi nuovi ritrovamenti di Xylella fastidiosa
Dal punto di vista numerico, i focolai individuati non rappresentano un’emergenza immediata. Tuttavia, la loro comparsa in aree diverse della provincia barese segnala che la malattia continua a diffondersi, anche se lentamente. La gestione resta quindi una sfida a lungo termine, che richiede continuità nei controlli, collaborazione degli agricoltori e aggiornamento costante delle misure fitosanitarie.
Intanto la ricerca lavora su più fronti: dalla selezione di varietà resistenti al controllo biologico del vettore, fino allo studio di tecniche agronomiche che possano ridurre la pressione della malattia.
Certo è che gli ultimi casi a Giovinazzo, Bisceglie, Putignano e Castellana non cambiano la geografia della malattia. E, almeno per ora la risposta, continua a essere affidata a monitoraggi serrati, abbattimenti mirati e misure di contenimento.