Aromia bungii in Italia: qual รจ la situazione attuale?

A piรน di dieci anni dalla prima segnalazione, il coleottero continua a minacciare il patrimonio frutticolo italiano e nonostante le misure drastiche, la sua avanzata sembra difficile da fermare

da Ilaria De Marinis
aromia bungii italia

Era il 2012 quando Aromia bungii โ€“ coleottero xilofago appartenente alla famiglia dei Cerambicidi โ€“ veniva segnalato per la prima volta in Italia. Oggi lโ€™insetto dal collo rosso continua a rappresentare una minaccia concreta per i fruttiferi del genere Prunus, in particolare pesco, albicocco, susino, ciliegio e mandorlo. Originario dellโ€™Asia orientale, รจ infatti incluso nella lista A2 dellโ€™EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization), che identifica gli organismi nocivi giร  presenti in parte dellโ€™area euro-mediterranea e per i quali sono raccomandate misure ufficiali di controllo.

In questo contesto, nel suo ultimo report mensile, lโ€™organizzazione ha pubblicato un aggiornamento sullo stato attuale di A. bungii in Italia, sulla base dei dati forniti dal Servizio fitosanitario nazionale e regionale. Il quadro che ne emerge รจ complesso, e sottolinea quanto sia ancora necessaria unโ€™azione strutturata e continua per arginarne la diffusione.

Negli ultimi anni, infatti, la presenza dellโ€™insetto in Italia รจ stata segnalata in piรน regioni, con situazioni molto differenti tra loro: alcune in fase di contenimento, altre di eradicazione. Vediamole nel dettaglio.

Aromia bungii in Campania: infestazione consolidata, contenimento in corso

La Campania รจ stata la prima regione italiana a segnalare la presenza del coleottero, nel 2012. Secondo il report EPPO, nel biennio 2023-2024 sono stati rinvenuti nuovi focolai su alberi di Prunus sp. nei comuni di Ischia, Arzano, Portici, Napoli, Castel Volturno e Salerno.

Nel 2024, alcune piante infestate sono state individuate in aree precedentemente indenni, segno che lโ€™insetto รจ ancora attivo e in espansione. Per questo motivo, le autoritร  fitosanitarie hanno unificato le aree infestate e rafforzato le misure di contenimento previste dalla Decisione UE 2018/1503, tra cui abbattimento e distruzione degli alberi colpiti e intensificazione dei rilievi.

Lombardia: si punta allโ€™eradicazione

In Lombardia, dove il coleottero รจ stato rinvenuto per la prima volta nel 2013 (provincia di Milano), si รจ passati nel 2022 da una strategia di contenimento a una di eradicazione vera e propria. Tra il 2022 e il 2024, sono state monitorate ogni anno oltre 22.000 piante. I dati piรน recenti mostrano un numero relativamente stabile e contenuto di nuove infestazioni: 26 alberi infestati nel 2022, 10 nel 2023 e 12 nel 2024.

Grazie a questi risultati, nel 2024 lโ€™area infestata รจ stata ridotta a 189 ettari, segno che le misure stanno producendo effetti. La mappa aggiornata dellโ€™area delimitata รจ consultabile sul geoportale della Regione Lombardia, che mantiene un monitoraggio costante delle zone a rischio.

Lazio: segnalazioni episodiche, ma significative

Il Lazio รจ una delle regioni dove, almeno fino al 2022, si era registrata una apparente eradicazione del parassita dopo i primi casi riscontrati a Civitavecchia nel 2020. Tuttavia, il report EPPO riporta un nuovo allarme: nel giugno 2023, un esemplare adulto รจ stato infatti catturato in un giardino privato nella zona cuscinetto dellโ€™area precedentemente infestata. Accanto a lui, un susino e un mandorlo mostravano sintomi compatibili con lโ€™attacco di A. bungii, confermati poi dai test molecolari.

รˆ stato quindi necessario ampliare nuovamente lโ€™area delimitata e riprendere le misure di eradicazione, con abbattimenti mirati anche degli alberi circostanti.

Toscana: una diffusione rapida e preoccupante

Il focolaio piรน recente รจ stato individuato in Toscana, nel comune di Rosignano Marittimo (in provincia di Livorno), nel 2023. Lโ€™anno successivo, i rilievi hanno rivelato un incremento importante: sono state trovate 221 nuove piante infestate, portando lโ€™area sotto controllo da 55 a 118 ettari entro giugno 2025.

Anche qui sono in corso misure di eradicazione secondo il protocollo UE, ma la rapiditร  con cui lโ€™infestazione si รจ estesa solleva preoccupazioni sulla possibile diffusione in altre aree della costa toscana e dell’entroterra. La mappa ufficiale dellโ€™area infetta รจ disponibile sul portale fitosanitario della Regione Toscana.

aromia bungii toscana

La diffusione di Aromia bungii in Toscana

Aromia bungii in Italia: presente, ma sotto controllo

Il caso dellโ€™Aromia bungii dimostra ancora una volta quanto sia difficile gestire un organismo nocivo che colpisce non solo le colture agricole, ma anche le piante ornamentali in ambito urbano e periurbano. I focolai si originano spesso in giardini privati o parchi pubblici, dove la sorveglianza รจ piรน difficile e le operazioni di abbattimento possono incontrare ostacoli logistici o resistenze.

Ad ogni modo, secondo quanto dichiarato dallโ€™EPPO nellโ€™ultimo aggiornamento, lo stato di parassita dellโ€™Aromia bungii in Italia รจ ufficialmente dichiarato come: โ€œPresente, solo in alcune parti dello Stato membro interessato; in fase di eradicazione, oppure in fase di contenimento nel caso in cui lโ€™eradicazione sia impossibileโ€. In altre parole: la situazione รจ seria, ma non fuori controllo. Senza dubbio, perรฒ, la capacitร  dellโ€™insetto di diffondersi velocemente, sommata allโ€™elevato numero di alberi ospiti in ambito urbano e rurale, rende necessario mantenere alta lโ€™attenzione e continuare le attivitร  di monitoraggio su scala nazionale.

 

Ilaria De Marinis
ยฉ fruitjournal.com

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