Cresce, si rinnova e continua a sorprendere: la viticoltura emiliana è oggi uno dei settori più vivaci dell’agricoltura italiana, puntando tutto su qualità, riconoscibilità e sostenibilità. I numeri parlano chiaro: dei circa 53mila ettari di vigneti impiantati, ben 51mila vantano almeno un’indicazione geografica, segno di un territorio che punta sulla qualità e sull’autenticità. Di questi, il 66% delle uve prodotte in regione proviene da vigneti con denominazioni riconosciute, un segno tangibile del valore che il territorio attribuisce alla sua viticoltura di qualità. Ravenna è la regina della viticoltura regionale, con il 31% dell’intera superficie vitata, seguita da Reggio Emilia e Modena, ciascuna con il 16%. Poi troviamo Bologna e Forlì-Cesena con l’11%, Piacenza con il 10%, Rimini con il 3%, e infine Parma e Ferrara con l’1%.
Dallo schedario viticolo redatto dalla Regione si evince che dal 2012 al 2022 la superficie vitata è aumentata di circa 1.800 ettari, segno di un rinnovato interesse per la viticoltura, che continua a essere un pilastro fondamentale dell’economia agraria regionale. Tuttavia, nonostante l’espansione, il numero delle aziende è in calo, attestandosi oggi a 16.342, a causa di ristrutturazioni aziendali volte a rendere le imprese più competitive sul mercato globale. Questo cambiamento ha portato a una maggiore efficienza e a una qualità sempre più elevata dei prodotti, con una viticoltura giovane e dinamica: stando ai dati, infatti, il 61% della superficie vitata è stata impiantata dopo il 2002 e il 31,8% ha meno di dieci anni.
Questa vivacità e innovazione del comparto testimoniano l’impegno dell’Emilia-Romagna nella cura dei suoi vigneti, puntando sul rinnovo e sull’ottimizzazione per mantenere la sua leadership nel panorama vitivinicolo italiano. Con 2 DOCG, 18 DOC E 9 IGP il patrimonio enologico dell’Emilia-Romagna è una mappa sensoriale che evolve seguendo le caratteristiche uniche di ogni territorio. Ogni vino, con il suo sapore unico, è un riflesso del paesaggio che lo circonda, ma per comprendere davvero la ricchezza vinicola di questa regione, è essenziale distinguere le sue due anime: l’Emilia e la Romagna.
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Viticoltura in Emilia: le Denominazioni di Origine
L’Emilia è una terra di vini autentici, frutto di un perfetto equilibrio tra storia, territorio e passione. L’unica DOCG emiliana, la Colli Bolognesi Pignoletto DOCG, celebra l’eleganza del Pignoletto, un bianco fresco e raffinato che domina le colline bolognesi. A Piacenza, i vigneti si tingono di rosso con il Gutturnio DOC, dove Barbera e Croatina – con un tocco di Bonarda – danno vita a vini strutturati e intensi. Spostandosi verso Parma, la Colli di Parma DOC si distingue per la predominanza di vini bianchi, che riflettono la freschezza delle colline circostanti. Le terre di Reggio Emilia e Modena parlano invece il linguaggio vivace del Lambrusco, nelle sue più celebri espressioni: Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC e Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, vini frizzanti e conviviali, simbolo indiscusso della tradizione emiliana. Nel Bolognese, il Montù e il Pignoletto, entrambi a bacca bianca, trovano spazio il Reno DOC, mentre il Colli d’Imola DOC esprime l’anima vitivinicola della città famosa per la sua storia e il suo autodromo. A Reggio Emilia, il Colli di Scandiano e Canossa DOC e il Reggiano DOC raccontano la vocazione del territorio per vini ricchi di carattere. In provincia di Piacenza, oltre al Gutturnio, il Colli Piacentini DOC e l’Ortrugo dei Colli Piacentini DOC esaltano l’Ortrugo, un bianco vivace e versatile che sta conquistando sempre più appassionati. Arrivando a Ferrara, troviamo il Fortana, noto anche come Uva d’Oro, protagonista della Bosco Eliceo DOC, una denominazione unica, con vigneti che sfidano la brezza salmastra dell’Adriatico.

Le Denominazioni di Origine in Romagna
L’unica DOCG della Romagna è la Romagna Albana DOCG, la prima in Italia a essere riconosciuta per un vino bianco. L’Albana, vitigno simbolo della Regione, trova la sua massima espressione nella zona di Faenza. I vini che ne derivano spaziano dal secco al passito, caratterizzandosi per una profondità e intensità uniche, con una struttura che sorprende e conquista.
Tra le DOC più rappresentative, spiccano la Romagna DOC, che raccoglie sotto un’unica denominazione i vini più tipici del territorio, e la Colli della Romagna Centrale DOC, che esprime al meglio le potenzialità delle colline tra Forlì e Cesena.
Il vero protagonista enologico della Romagna è il Sangiovese, il re indiscusso dei rossi, che qui trova una delle sue espressioni più autentiche. Elegante, profondo, a volte austero, è il vino che meglio incarna l’anima romagnola. Accanto a lui, il Trebbiano Romagnolo, il bianco più diffuso della regione e il Pagadebit, vitigno rustico e resistente.
Le zone vitivinicole più importanti si snodano lungo le colline che circondano Faenza, patria del Colli di Faenza DOC, e si estendono verso le dolci alture di Forlì, per poi proseguire fino alle suggestive colline attorno a Cesena e Rimini, dove nasce il Colli di Rimini DOC.
A cura di: Federica Del Vecchio
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