Pomodoro Exhibition 2025: dalla serra al futuro della filiera

Biodiversità, difesa integrata, sostenibilità: la tappa siciliana del viaggio nell’innovazione in agricoltura dedicata al pomodoro fa il punto

da Federica Del Vecchio
pomodoro exhibition

Nella giornata di ieri (10 giugno ndr) la splendida cornice de L’Orto Magico a Donnalucata (Scicli, RG) ha ospitato la tappa siciliana del viaggio nell’innovazione in agricoltura. In tanti a sfidare le temperature roventi per una Pomodoro Exhibition 2025 che ha saputo coniugare rigore scientifico, esperienze pratiche e strategia per delineare le prospettive più sostenibili del comparto del pomodoro da mensa.

Organizzato da Fruit Communication in collaborazione con Doctor Farmer, l’incontro si è confermata occasione di scambio tra ricerca, tecnica e aziende, attirando un pubblico attento e partecipe, che – nonostante il caldo – si è riunito in campo per parlare di una delle colture simbolo del patrimonio agricolo italiano.

Pomodoro Exhibition 2025: al centro biodiversità, difesa integrata e sostenibilità

Tre le serre osservate nel corso del pomeriggio, tre le varietà di pomodoro esaminate: Cikito, Livanti e Demetrio. A guidare il pubblico alla scoperta delle produzioni, insieme al proprietario Giovanni Nigito, l’agronomo Walter Fidone. Come sottolineato, l’azienda – attiva da sessant’anni sul territorio – conduce la coltivazione di pomodoro da mensa e peperoni fuori suolo, in ambiente protetto. “L’azienda dispone di diverse serre, tutte di tipo mediterraneo – ha precisato Fidone – il che consente di coltivare 12 mesi l’anno. E dal punto di vista della gestione, è molto attenta alla sostenibilità: l’impollinazione avviene con bombi, la produzione vanta diverse certificazioni, tra cui di recente anche quella Nikel Free, e la coltivazione avviene su panetti pressati in fibra di cocco che costituiscono un ottimo substrato in alternativa al terreno”. Aspetto – questo – favorito dalla disponibilità di acque irrigue di elevata qualità, garantite dal consorzio irriguo attivo sul territorio. Un mix di fattori che ha permesso a L’Orto Magico di distinguersi: “Oggi, l’azienda si estende su una superficie di 19 ettari – ha raccontato Nigito – e conta 130 collaboratori. Tutto questo fa sì che la nostra produzione venga poi apprezzata dai consumatori e richiesta sia dalla Grande Distribuzione Organizzata, che dai mercati nazionali”.

Da una serra all’altra, la parola è poi passata al professor Antonio Biondi dell’Università degli Studi di Catania, che ha offerto una panoramica sui principali fiofagi del pomodoro oggi presenti anche sul territorio dell’Isola. “La situazione fitofagi in orticoltura protetta è un argomento molto dinamico. Come sappiamo viviamo in un mondo globalizzato, che ha dei pro e dei contro. Fra questi, l’ingresso di specie invasive” – ha esordito il professore, che ha poi proseguito ponendo l’accento, in modo particolare, sugli insetti utili e i predatori di Tuta absoluta, e i diversi lavori di ricerca avviati per individuare valide alternative per una gestione sostenibile dei fitofagi. Tra questi, il progetto europeo ADOPT-IPM presentato durante l’evento dal dottor Antonio Gugliuzzo e che prevede l’utilizzo di piante alternative per favorire la biodiversità funzionale anche in serra. “Queste piante compagne svolgono una duplice attività – ha spiegato il ricercatore – da un lato, limitano il numero di fitofagi; dall’altro richiamano gli antagonisti naturali, aprendo a soluzioni che – in integrazione a quello che già si fa in campo – possono favorire un controllo ancor più sostenibile dei fitofagi”.

Difesa, gestione, tecnica. Ma non solo: la Pomodoro Exhibition 2025 ha aperto anche a nuove prospettive con l’intervento del Direttore del DOSES – Distretto Ortofrutticolo del Sud-Est, Gianni Polizzi. Riconosciuto dalla Regione Siciliana, il distretto si occupa di attività di marketing, promozione e ricerca: “È un collante che unisce diverse realtà al fine di mettere insieme informazioni e conoscenze da trasferire poi a tutti, specialmente in ambito agricolo dove il Distretto si fa cassa comune, in cui si investe per favorire la filiera e le produzioni”. E a riguardo, Polizzi ha illustrato i diversi progetti messi a punto: dalla certificazione delle neutralità carbonica delle serre (oggi considerate industrie) alle case anticaporalato, dal centro di stoccaggio per i fitofarmaci al portale dei servizi. “Perché – come ricordato – l’agricoltura oggi non è più solo agricoltura: è innovazione, ricerca, digitalizzazione”.

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Le aziende partner della Pomodoro Exhibition 2025

Proprio per questo, a intervallare le relazioni degli esperti, gli interventi delle aziende partner dell’evento, che hanno condiviso proposte e informazioni per una coltivazione e produzione di qualità. Nell’ordine, si sono susseguiti:

  • Andrea Giberti per Corteva con una relazione relativa alle strategie di difesa integrata;
  • Emilio Borgese che ha posto l’accento su fertirrigazione di precisione e stimolazione radicale targate Diachem;
  • Agostino Marcellino di HM.CLAUSE ITALIA con cui il pubblico ha infine esplorato nuove varietà performanti per nuovi scenari climatici e avversità inedite.

Il tutto a dimostrazione di come ricerca e impresa possano dialogare efficacemente per affrontare le sfide produttive e ambientali del futuro, specialmente per una filiera di primo piano come quella del pomodoro.

Un momento di scambio autentico

L’evento, accreditato per il rilascio dei crediti formativi professionali per agronomi e forestali, si è quindi concluso con un buffet conviviale che ha prolungato il dialogo e i confronti avviati nel corso della giornata in campo, a sancire l’importanza e la necessità di incontrarsi e condividere l’informazione in agricoltura.

In definitiva, con la Pomodoro Exhibition 2025, la Sicilia ha dimostrato, ancora una volta, di essere terreno fertile non solo per la produzione, ma anche per l’innovazione agricola partecipata.

Per chi non c’era, l’appuntamento è ora alla prossima tappa del viaggio. Per tutti gli altri, invece, rimane la conferma di quanto prezioso sia condividere il sapere, guardando al futuro, non solo per la propria produzione, ma anche per la crescita di tutto il comparto.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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