Pesche UFO: i frutti spaziali dell’estate

Frutto di un lungo lavoro di miglioramento genetico condotto dall’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma, queste pesche conquistano per sapore unico e forma inconfondibile

da Federica Del Vecchio
pesche ufo

Ogni estate fanno la loro comparsa sui banchi dei mercati ortofrutticoli italiani, distinguendosi per la loro inconfondibile morfologia schiacciata e tondeggiante, che ricorda la forma di un disco volante: sono le cosiddette pesche piatte o “pesche UFO”. Con la loro buccia vellutata e la polpa succosa e profumata, sembrano davvero provenire da un altro pianeta, ma in realtà sono il frutto di una lunga evoluzione, tutta terrestre. La serie UFO nasce infatti da un accurato lavoro di miglioramento genetico condotto dall’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma, partendo da antiche varietà di pesche piatte. Grazie alle eccellenti caratteristiche organolettiche, alla facilità di consumo e alla praticità di imballo, trasporto e commercializzazione, queste pesche hanno subito conquistato produttori e operatori del settore. Ma qual è il percorso che ha condotto allo sviluppo e alla diffusione di questa innovativa linea varietale?

Origine delle pesche UFO: dalla Cina ai laboratori italiani

Per risalire alle origini delle pesche UFO occorre compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, lungo migliaia di anni. Questi frutti derivano da un lungo processo di miglioramento genetico sulle pesche piatte, o platicarpe, antiche varietà coltivate in Cina e conosciute nella tradizione orientale come “pan tao”, ovvero “pesco misterioso”.

Nel corso dei secoli, attraverso le rotte commerciali e gli scambi culturali tra Asia, Europa e Americhe, le platicarpe si sono diffuse in numerosi areali. Ma, nonostante l’interesse crescente, queste cultivar presentavano limiti agronomici significativi: scarsa resistenza alle basse temperature, frutti di dimensioni ridotte, tessitura delicata e conservabilità limitata. Tali criticità hanno spinto il gruppo di Genetica Molecolare del CREA-FRU (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), in collaborazione con vari istituti di ricerca internazionali, a studiare approfonditamente le pesche piatte. Sono state così identificate ben 62 tipologie di platicarpe, suddivise in tre principali cluster genetici: uno di origine asiatica, uno europeo – comprendente varietà come la Tabacchiera siciliana e il paraguayo spagnolo – e uno americano, incentrato sulla varietà Stark Saturn. In particolare, quest’ultima si è distinta per la buona resistenza alle basse temperature e per le eccellenti caratteristiche qualitative del frutto: epicarpo sottile e pigmentato, polpa dolce e migliore conservabilità rispetto agli ecotipi tradizionali. Proprio queste prerogative hanno costituito la base genetica del programma di miglioramento varietale condotto dall’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma. L’attività ha portato alla selezione e alla diffusione della linea varietale “UFO, che ha ulteriormente perfezionato la qualità del frutto, ampliandone nel contempo il calendario di maturazione e incrementandone l’adattabilità colturale e commerciale.

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Le pesche piatte della serie UFO: qualità, gusto e produttività 

Dal programma di miglioramento genetico condotto dall’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma è emersa una linea varietale d’eccellenza: nove cultivar di pesco a polpa piatta (Prunus persica var. platicarpa), riconoscibili non solo per l’inconfondibile forma schiacciata, ma anche per le straordinarie qualità organolettiche. La dolcezza marcata, il profilo aromatico complesso e la consistenza della polpa rendono queste varietà particolarmente apprezzate dal mercato. Tra le selezioni, UFO-1, ottenuta dall’incrocio Maybelle x Saturn si distingue per una pianta a vigoria media e portamento eretto, con fioritura rosacea di media precocità. I frutti (85 g), maturano 43 giorni prima della Redhaven, presentano una colorazione rossa sul 70% della superficie, polpa bianca mediamente fibrosa e un contenuto zuccherino di 13 °Brix. Ottima la resistenza alle manipolazioni.

Simile nella genealogia, UFO-2 presenta un albero più vigoroso, sempre con portamento eretto e fioritura campanulacea medio precoce. I frutti, leggermente più piccoli (80 g), sono contraddistinti da una colorazione rossa intensa sull’85% della buccia e da una polpa bianca venata di rosso. Il sapore è eccellente, con 12° Brix. Matura 39 giorni prima della Redhaven. Più avanti nel calendario, UFO-3 matura 27 giorni prima della Redhaven e offre frutti di 90 grammi, con buccia rosso vivo su ampia parte della superficie e polpa bianca a tessitura media. Anche qui, ottima la resistenza meccanica e l’alto livello zuccherino (15° Brix).

UFO-4, pur mantenendo la stessa origine genetica, porta in campo frutti decisamente più grandi (120 g), con colorazione rossa sull’80% della buccia e polpa bianca venata di rosso. La tessitura fine e il sapore aromatico (13° Brix) la rendono una delle varietà più interessanti per il mercato precoce, con maturazione 24 giorni prima della Redhaven.

UFO-5, ottenuta dalla libera impollinazione della linea IF 7930095, rappresenta un punto di svolta nella serie per la presenza di polpa gialla leggermente fibrosa. Il frutto, di 110 grammi, ha un sovracolore rosso intenso sul 70% della superficie e un sapore eccellente (13° Brix), con maturazione a 9 giorni prima della Redhaven. La varietà si distingue anche per l’ottima resistenza alle manipolazioni.

Torna la genealogia Maybelle x Saturn nella UFO-6, simile per dimensioni e colore a UFO-5, ma con maturazione solo due giorni prima della Redhaven. Il sapore è buono e la resistenza alle manipolazioni resta alta, anche se inferiore rispetto ad altre selezioni.

La varietà UFO-7, derivata da libera impollinazione della Venus, presenta un albero vigoroso e produttivo. Il frutto, tra i più pesanti della serie (135 g), ha forma piatta e simmetrica, buccia gialla con sovracolore rosso vivo e una polpa gialla venata di rosso, soda e spicca. Con un Brix di 15,8°, matura ben 39 giorni dopo la Redhaven, posizionandosi nella fascia tardiva della stagione.

Analoga collocazione temporale per UFO-8, nata da Platicarpa B, con frutti di 130 grammi e polpa gialla soda e aderente. La buccia presenta un rosso vivo uniforme sul 60% della superficie, e il sapore è ottimo (15° Brix). La raccolta è prevista 62 giorni dopo la Redhaven.

Chiude la rassegna UFO-9, selezionata da libera impollinazione della Sicilia 2, che regala frutti da 129 grammi con buccia bianco-crema punteggiata di rosso. La polpa, bianca e soda, offre un sapore eccezionale con il grado zuccherino più alto della serie, 16° Brix, e una maturazione tardiva, a 74 giorni dalla Redhaven.

Dal campo al consumatore: la ricerca non si ferma

Il successo delle pesche UFO non ha segnato la fine, bensì l’inizio di una nuova fase di ricerca questa volta per mano dei ricercatori del CRA di Roma che, in risposta alle crescenti richieste di un mercato sempre più attento alla diversificazione varietale, ha proseguito il lavoro con un obiettivo chiaro: soddisfare le esigenze del consumatore moderno. È così che nasce Platinet, una nuova generazione di frutti piatti, evoluzione naturale del programma di miglioramento genetico che ha già dato vita alla celebre serie UFO. Insomma, un progetto che sembra non avere fine, partito da un’antica varietà fragile. Un viaggio tra storia, ricerca e innovazione che ha portato alla creazione di un frutto d’eccellenza: contemporaneo, gustoso, resistente e perfettamente calibrato sulle dinamiche del mercato globale. 

 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

 

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