Fragole Favetta: valore aggiunto per il Lazio

Dolce, profumata e delicata, questa cultivar continua a essere un simbolo del territorio, nonostante le difficoltà produttive legate ai cambiamenti climatici e alla sua complessa gestione 

da Federica Del Vecchio
fragole favetta

“Cosa rara, cosa cara”. Mai proverbio fu più appropriato per descrivere le fragole Favetta, autentiche eccellenze agroalimentari del Lazio. Con una storia che affonda le radici negli anni ’70, questa varietà, originaria della Francia, ha trovato nell‘Agro Pontino il suo habitat ideale, tanto da essere oggi nota anche come “fragola di Terracina”.

Considerata una cultivar di nicchia, la Favetta si distingue per la sua straordinaria dolcezza e il profumo intenso, caratteristiche che la rendono un prodotto fortemente apprezzato dai consumatori nazionali. Tuttavia, la sua esclusività ha un prezzo: la fragola Favetta è particolarmente delicata, una caratteristica che ne limita la produttività e la rende vulnerabile alle sempre più imprevedibili variazioni climatiche.

Il 2024 ne è stata una chiara dimostrazione: nonostante la crescente domanda sul mercato nazionale, i volumi produttivi non hanno soddisfatto le aspettative, registrando un incremento inferiore a quanto stimato rispetto alla già scarsa annata del 2023. Una situazione che desta non poche preoccupazioni tra i produttori locali, i quali, tuttavia, non rinunciano a investire in questa coltura strategica. La fragola Favetta, infatti, non è solo un frutto pregiato, ma un tassello fondamentale per l’identità agricola del territorio, legato alla tradizione locale e simbolo della valorizzazione territoriale

Fragole favetta: caratteristiche della varietà

Come anticipato, le fragole Favetta hanno trovato nel Lazio, e in particolare nella provincia di Latina – Terracina, Fondi, Monte San Biagio, Pontinia, Priverno, Sabaudia e San Felice Circeo -, le condizioni pedoclimatiche ideali per il loro sviluppo. A favorirne la coltivazione è soprattutto il clima: la Favetta predilige, infatti, temperature miti, con inverni temperati ed estati calde. Ed è proprio il particolare microclima che si genera tra i Monti Ausoni e il mare a creare l’ambiente perfetto per la crescita di questo frutto, esaltandone le qualità aromatiche. Fondamentale anche il suolo, che deve presentare elevata salinità ed essere ben drenato per evitare ristagni idrici che possono causare l’insorgere di malattie fungine.

Trattandosi di una varietà unifera, la coltivazione della Favetta segue un processo meticoloso. La semina avviene in semenzaio durante l’estate avanzata, mentre il trapianto in piena terra si realizza a settembre, dopo un’accurata preparazione del terreno con fresatura, concimazione e disposizione dei solchi. La raccolta prende il via a metà marzo e prosegue fino a metà giugno, con leggere variazioni determinate dalle condizioni climatiche e dalle tecniche agronomiche impiegate.

I frutti della Favetta si distinguono per la loro forma rotondo-conica e la tonalità rosso chiaro brillante, peculiarità che, unite al profumo intenso e alla dolcezza, ne esaltano l’esclusività rispetto alle altre varietà. 

fragole favetta

Fragole favetta: tra sfide e preziose qualità

Scegliere di coltivare la Favetta è un vero atto d’amore per il territorio. La sua estrema delicatezza la rende infatti una delle varietà più difficili da gestire. La polpa poco consistente e la scarsa resistenza della superficie del frutto ne accelerano il deterioramento dopo la raccolta, rendendo fondamentale l’adozione di adeguate tecniche di frigoconservazione per preservarne freschezza e qualità. A complicare ulteriormente la coltivazione è l’elevata sensibilità della Favetta alle fitopatie, che spesso impone l’uso di trattamenti fitosanitari mirati, con un impatto significativo sui costi di gestione agronomica. 

D’altra parte, non si possono ignorare le straordinarie proprietà organolettiche che nel tempo ne hanno decretato il successo. Alleate del benessere, le fragole Favetta sono ricche di calcio, ferro e magnesio, minerali essenziali per contrastare il colesterolo e alleviare i dolori reumatici. La presenza di acido salicilico le conferisce potenti proprietà diuretiche e depurative, mentre quella di xilitolo aiuta a prevenire la placca dentale e a contrastare l’alito cattivo. In ultimo, l’elevato contenuto di antiossidanti la rende adatta a combattere lo stress ossidativo e favorire il benessere generale dell’organismo. 

Insomma, nonostante le sfide legate alla sua fragilità e alla ridotta conservabilità, il valore della Favetta resta indiscusso. Che puntare sulla salubrità e sulle proprietà organolettiche sia il punto da cui partire per rivalutare questa varietà? 

 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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