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Tra le numerose malattie che possono compromettere la coltivazione del pomodoro, la maculatura batterica rappresenta una delle più insidiose. Il responsabile è Xanthomonas vesicatoria, un batterio fitopatogeno capace di attaccare non solo il pomodoro, ma anche altre colture della famiglia delle Solanacee, tra cui il peperone. La diffusione di questa batteriosi del pomodoro può avvenire in vari ambienti colturali, rendendo la malattia un problema sia per le coltivazioni in serra – tipiche del pomodoro da mensa – sia per quelle in pieno campo, dove si concentra la produzione destinata all’industria.
Le prime manifestazioni della malattia possono comparire in momenti diversi dell’anno, a seconda del tipo di coltivazione. In serra, la maculatura batterica può già essere visibile nei periodi invernali, mentre per il pomodoro da industria in pieno campo si manifesta prevalentemente tra la primavera e l’estate, favorita da temperature miti e alta umidità. Se trascurata, questa batteriosi può compromettere interi raccolti, rendendo i frutti invendibili e favorendo l’ingresso di altri patogeni. Conoscere le condizioni che ne favoriscono lo sviluppo e adottare strategie di prevenzione mirate è fondamentale per proteggere le colture e garantire una produzione sana e di qualità.
Riconoscimento della malattia: sintomi e diagnosi
Identificare con precisione la maculatura batterica del pomodoro non è sempre semplice, poiché diverse batteriosi possono causare sintomi simili sulle foglie e sui frutti, per una diagnosi certa, infatti, è spesso necessario prelevare campioni di tessuto e sottoporli ad analisi batteriologiche. Tuttavia, osservando attentamente le manifestazioni della malattia e i segni caratteristici dell’infezione da Xanthomonas vesicatoria, è possibile distinguere questa patologia da altre problematiche fitosanitarie.
Le prime manifestazioni della malattia si riscontrano sulle foglie, in particolare negli stadi iniziali di sviluppo della pianta, quando risultano più suscettibili all’infezione. Le lesioni batteriche compaiono inizialmente come piccole maculature idropiche a contorno irregolare. Con il progredire della malattia, queste lesioni diventano necrotiche e possono essere circondate da un alone clorotico. Nei casi più gravi, la necrosi si estende lungo i margini fogliari, su ampie aree che possono interferire con la normale attività fotosintetica della pianta, fino a interessare anche i tessuti del fusto.
Le bacche, invece, possono essere attaccate da X. vesicatoria dalla fase di allegagione fino all’invaiatura. Inizialmente, l’infezione si manifesta con piccole macchie nere, talvolta circondate da un alone bianco di aspetto untuoso. Con il tempo, queste lesioni evolvono in tacche depresse, causando deformazioni nei frutti. Oltre all’impatto estetico e strutturale, anche in questo caso, le ferite possono rappresentare una facile via di ingresso per microrganismi secondari, che possono peggiorare ulteriormente la sintomatologia dell’infezione.
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Sintomi di maculatura batterica su foglie di pomodoro
Batteriosi del pomodoro: prevenzione e strategie di controllo della maculatura batterica
La conoscenza delle condizioni predisponenti allo sviluppo del patogeno rappresenta il primo passo per intervenire preventivamente. Comprendere i momenti più pericolosi per la sua diffusione consente di attuare strategie efficaci per contenerlo e prevenire le infezioni, soprattutto nelle coltivazioni in serra. A tal proposito bisogna considerare che le condizioni predisponenti alla diffusione del patogeno comprendono temperature tra i 24 e i 30 °C, unitamente a piogge persistenti ed elevata umidità.
Un aspetto cruciale della lotta a questa batteriosi è l’utilizzo di semi certificati e privi di infezioni. Questa malattia del pomodoro può infatti essere trasmessa attraverso il seme, pertanto la scelta di un materiale sano rappresenta il primo passo per limitare il rischio di insorgenza del patogeno, sia in coltivazioni con semina diretta che nei trapianti. Uno degli accorgimenti utili a ridurre il rischio di trasmissione in vivaio può essere garantire alle piantine una densità di impianto sufficientemente ampia.
Nelle aree in cui la batteriosi è già presente, invece, è consigliabile attuare trattamenti preventivi con prodotti a base di rame. Questi trattamenti, ripetuti ogni 7-10 giorni, risultano efficaci nel contenere la proliferazione del patogeno e nel ridurre l’impatto della malattia sulla produzione. Il primo intervento dovrebbe avvenire già dallo stadio di una foglia, proseguendo fino alla formazione del primo palco fiorale. Tuttavia, è importante ricordare che i prodotti rameici svolgono un’azione preventiva e non curativa, quindi devono essere impiegati prima che l’infezione si diffonda.
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Maculatura batterica sulle bacche
Gestione post-coltivazione
X. vesicatoria è un batterio che sopravvive sui residui colturali e sulle piante spontanee, pertanto, a fine ciclo colturale, l’eliminazione dei residui vegetali rappresenta un’operazione indispensabile per ridurre la sua fonte di inoculo. Le piante infette devono essere rimosse e distrutte per evitare che il batterio possa sopravvivere e propagarsi nella stagione successiva.
Attualmente, non sono disponibili varietà di pomodoro geneticamente resistenti alla maculatura batterica, questo rende ancora più importante l’adozione di misure agronomiche preventive, come l’uso di semente certificata, trattamenti fitosanitari mirati e il ricorso a rotazioni colturali di almeno tre anni – soprattutto in aree altamente suscettibili – evitando la successione con altre piante ospiti del batterio, come solanacee e alcune infestanti.
In sintesi, la lotta alla maculatura batterica del pomodoro si basa su un approccio integrato che combina prevenzione, controllo ambientale e buone pratiche agricole. Solo attraverso una gestione attenta e consapevole è possibile limitare l’impatto di questa malattia e preservare le rese quanti-qualitative della produzione.
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Donato Liberto
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