Caro fertilizzanti, in arrivo 136 milioni per le imprese agricole

Lollobrigida anticipa un nuovo intervento contro l’aumento dei costi dei concimi. Resta da chiarire il rapporto con il credito d’imposta già previsto per gli acquisti effettuati tra marzo e maggio

da Ilaria De Marinis
caro fertilizzanti

Un nuovo intervento da circa 136 milioni di euro per sostenere le aziende agricole alle prese con il caro fertilizzanti. Ad anticiparlo è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenuto il 3 settembre all’inaugurazione del rinnovato stabilimento Agrintesa di Castel Bolognese, nel Ravennate.

Il provvedimento dovrebbe intervenire sugli acquisti di fertilizzanti, compresi quelli già effettuati dalle imprese agricole. I dettagli operativi non sono ancora stati resi noti, ma l’entità dello stanziamento consente già di ricostruire il meccanismo finanziario alla base della misura.

All’Italia sono infatti destinati 45,6 milioni di euro della riserva di crisi della Pac attivata a livello europeo contro il caro fertilizzanti. La normativa comunitaria consente agli Stati membri di aggiungere risorse nazionali fino al 200% della quota europea: sfruttando interamente questa possibilità, il plafond italiano può quindi arrivare a circa 136,8 milioni di euro. Già a luglio Lollobrigida aveva annunciato l’intenzione del Governo di ricorrere alla “massima leva possibile” attraverso il cofinanziamento nazionale.

Fertilizzanti, prezzi ancora sotto pressione

L’intervento arriva dopo mesi di forte tensione sui mercati. Secondo i dati riportati nelle scorse settimane, tra marzo e maggio 2026 l’indice dei prezzi dei fertilizzanti avrebbe registrato un aumento del 51% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre per l’urea l’incremento avrebbe raggiunto il 101%.

Una dinamica che rischia di pesare direttamente sulle decisioni delle aziende, soprattutto in vista della campagna 2026/2027: ridurre o modificare i piani di concimazione per contenere i costi può infatti avere conseguenze non soltanto sulle rese, ma anche sulla qualità delle produzioni.

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Resta da chiarire il rapporto con il credito d’imposta

C’è però un aspetto che dovrà essere chiarito nei prossimi provvedimenti. Per fronteggiare la stessa emergenza è infatti già stato introdotto un credito d’imposta fino al 30% della spesa sostenuta dalle imprese agricole per l’acquisto di fertilizzanti nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite complessivo di 40 milioni di euro.

Non è ancora chiaro, quindi, se il nuovo plafond da 136 milioni andrà ad affiancare, integrare o rimodulare questo strumento.

È proprio su questo punto, oltre che sulla platea dei beneficiari, sulle spese ammissibili e sulle modalità di richiesta degli aiuti, che sono attesi ora i dettagli del Masaf. Per le imprese agricole, la differenza non è secondaria: dalla forma concreta che assumerà il sostegno dipenderanno infatti tempi, importi e modalità di recupero di una parte dei maggiori costi già sostenuti.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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