Bonus Giovani 2026, via libera anche per l’agricoltura

Con le istruzioni INPS, l’esonero contributivo al 100% per le assunzioni under 35 a tempo indeterminato diventa operativo anche per le imprese agricole, aprendo una finestra utile per inserire giovani competenze

da Federica Del Vecchio
bonus giovani

Il Bonus Giovani 2026 entra nella fase operativa anche per il settore agricolo. A segnalarlo è Coldiretti Puglia, dopo la pubblicazione delle istruzioni INPS che consentono ai datori di lavoro di presentare domanda per l’esonero contributivo previsto dal decreto legge 30 aprile 2026, n. 62. Per le imprese agricole, la misura può rappresentare uno strumento concreto in una fase in cui il tema del lavoro resta uno dei nodi più delicati della gestione aziendale: reperire manodopera stabile, inserire giovani nel comparto e rafforzare le competenze interne lungo le diverse fasi produttive.

L’incentivo riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e prevede l’azzeramento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, entro limiti mensili definiti dalla normativa. L’agricoltura rientra tra i settori ammessi e potrà quindi utilizzare il bonus per favorire l’ingresso di giovani under 35, purché siano rispettate le condizioni previste dall’INPS.

Quanto vale il Bonus Giovani 2026

L’esonero contributivo è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo ordinario di 500 euro al mese per ciascun lavoratore assunto. La durata varia in base alla condizione del giovane assunto:

  • 24 mesi per giovani “molto svantaggiati”, come disoccupati da almeno 24 mesi;
  • 24 mesi per giovani disoccupati da almeno 12 mesi appartenenti a categorie svantaggiate;
  • 12 mesi per giovani tra 15 e 24 anni o disoccupati da almeno 6 mesi.

Tra le categorie considerate “svantaggiate” rientrano, ad esempio, lavoratori privi di diploma superiore, genitori single o soggetti impiegati in settori con forte disparità di genere.

Contratti ammessi ed esclusioni

Come anticipato, l’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati, comprese le imprese agricole. I rapporti incentivabili sono le assunzioni a tempo indeterminato, sia a tempo pieno sia a tempo parziale, e le assunzioni a scopo di somministrazione, secondo le indicazioni fornite dall’INPS.

Restano fuori dal perimetro del Bonus Giovani 2026 i contratti a tempo determinato, i rapporti di lavoro domestico, l’apprendistato, i contratti intermittenti e le trasformazioni da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato. È un punto operativo da non sottovalutare, soprattutto in agricoltura, dove la trasformazione dei rapporti stagionali o temporanei può essere una strada frequente, ma in questo caso non rientra tra le fattispecie agevolate.

bonus giovani 2026

Le condizioni per le aziende agricole

Per accedere all’esonero, l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti. In altre parole, il bonus non è pensato per sostituire personale già presente, ma per produrre nuova occupazione effettiva. La verifica di questo requisito è particolarmente delicata nelle imprese agricole, dove l’andamento della manodopera può variare in modo significativo durante l’anno in funzione delle fasi colturali, della raccolta e delle esigenze stagionali.

Le aziende devono inoltre essere in regola con gli obblighi contributivi, rispettare i contratti collettivi applicabili e osservare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro. L’accesso al beneficio è subordinato anche alla disponibilità delle risorse stanziate. La misura dispone di un plafond complessivo pari a 110 milioni di euro per il 2026 e 252 milioni di euro per il 2027. L’INPS monitorerà costantemente l’utilizzo delle risorse, con la possibilità di sospendere le domande una volta esauriti i fondi disponibili.

Istruzioni INPS e prossimi passi 

Le prime indicazioni operative sono già state pubblicate dall’INPS con la circolare 14 maggio 2026, n. 55. Nei prossimi mesi l’Istituto fornirà ulteriori dettagli tecnici per consentire alle aziende di presentare correttamente le domande di accesso al beneficio attraverso i canali ufficiali. 

Il Bonus Giovani 2026 si inserisce così in un quadro più ampio di incentivi all’occupazione stabile. In agricoltura il suo impatto dipenderà dalla capacità delle imprese di usarlo non come misura episodica, ma come leva per rafforzare l’organizzazione del lavoro, inserire nuove competenze e rendere più attrattivo un settore che, sempre più spesso, fatica a trattenere giovani professionalità.

Federica Del Vecchio
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