Cold Sharing, la piattaforma per spazi refrigerati

Tra variabilità climatica, informazioni frammentate e ricerca ancora affidata al passaparola, Cold Sharing punta a rendere più semplice, rapida e strutturata la gestione della capacità frigorifera.

da Donato Liberto
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Nel settore agroalimentare, la disponibilità di spazi refrigerati rappresenta un fattore sempre più decisivo per garantire la corretta conservazione del prodotto, tutelarne la qualità e assicurare continuità alle attività operative. Eppure, nonostante la centralità del tema, la ricerca di un locale refrigerato disponibile è ancora oggi un processo lungo, complesso e spesso poco strutturato.

A rendere la ricerca particolarmente difficile non è solo la carenza di informazioni online, ma anche la necessità di comprendere le peculiarità degli impianti, la presenza di diverse tipologie di locali idonei allo stoccaggio di uno stesso prodotto, l’assenza di strumenti di geolocalizzazione realmente verticali e il timore, da parte delle aziende, di affidare le proprie merci a strutture non adeguate. In molti casi, la customer journey continua a basarsi quasi esclusivamente su passaparola, telefonate, conoscenze dirette e relazioni informali, con il risultato di allungare i tempi di ricerca e aumentare l’incertezza proprio nei momenti in cui servirebbe invece una risposta rapida e affidabile.

Il contesto climatico rende questo scenario ancora più complesso. Oggi un’azienda può trovarsi, nel giro di poco tempo, in situazioni molto diverse tra loro: perdere parte del raccolto a causa del maltempo, ritrovandosi con capacità refrigerata disponibile ma inutilizzata, oppure vivere una stagione particolarmente favorevole e avere bisogno, improvvisamente, di nuovo spazio per stoccare la produzione. Anche l’anticipo o il posticipo dei periodi di raccolta, sempre più frequente per effetto delle condizioni climatiche in continuo cambiamento, rende più difficile pianificare correttamente la saturazione delle celle frigorifere e l’equilibrio tra capacità disponibile e fabbisogno effettivo.

Cold Sharing per la condivisione di celle frigorifere

È in questo scenario che si inserisce Cold Sharing, piattaforma B2B concepita per il settore agroalimentare e non solo, pensata per agevolare l’interazione tra aziende operanti nella filiera, tra cui aziende agricole, operatori della logistica del freddo e altre realtà che lavorano con merci a temperatura controllata, al fine di individuare locali refrigerati idonei allo stoccaggio delle merci. Cold Sharing si rivolge in particolare a piccoli produttori, aziende agricole, operatori del settore ittico, della carne, del farmaceutico, ai caseifici e alle logistiche del freddo, oltre che, più in generale, a tutte le realtà che gestiscono prodotti che richiedono una conservazione a temperatura controllata.

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Cold Sharing è un marchio Marvincla, realtà nata con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la filiera come partner digitale al servizio della modernizzazione di un comparto che presenta ancora ampi margini di evoluzione sotto il profilo tecnologico. In questa visione si inserisce anche Cold Sharing, sviluppata per portare nel settore del freddo un approccio più moderno, tracciabile e strutturato.

La piattaforma nasce per facilitare l’incontro tra aziende che dispongono di capacità refrigerata inutilizzata e aziende che, invece, necessitano di spazio aggiuntivo per far fronte a esigenze produttive, logistiche o stagionali. La condivisione può avvenire sia in modo totale sia parziale, consentendo alle imprese di mettere a disposizione l’intero locale refrigerato oppure solo una parte della capacità disponibile, espressa, ad esempio, in metri cubi o in posti pallet. Con Cold Sharing è possibile individuare locali refrigerati adatti allo stoccaggio di numerose categorie di prodotto, tra cui ortofrutta, alimenti freschi, surgelati, carne, pesce, latticini, semilavorati alimentari, prodotti farmaceutici e, più in generale, tutte le merci che richiedono una gestione a temperatura controllata.

Per chi cerca spazio refrigerato, i vantaggi sono concreti: individuare più rapidamente strutture disponibili, trovare una soluzione in caso di saturazione, emergenza o stagionalità, ridurre tempi e complessità nella ricerca di spazi idonei e poter contare su un processo più strutturato e digitale. Allo stesso tempo, anche per chi mette a disposizione il proprio locale refrigerato i benefici sono rilevanti: valorizzare economicamente capacità inutilizzata, ridurre l’impatto dei costi fissi legati a spazi non pienamente sfruttati, aumentare la visibilità della propria struttura verso potenziali clienti business e gestire in modo più ordinato e controllato le richieste di utilizzo.

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Come funziona la piattaforma di stoccaggio refrigerato

All’interno della piattaforma, l’utente può identificarsi come Cliente, cioè soggetto che cerca un locale refrigerato, Fornitore, cioè soggetto che intende condividere il proprio spazio, oppure Entrambi, nel caso in cui ricopra entrambe le esigenze in momenti diversi. Il Cliente può individuare il locale di interesse e procedere con una prenotazione o con una richiesta di prenotazione, mentre il Fornitore può accettare o rifiutare la richiesta ricevuta, ove previsto. È inoltre disponibile, come servizio a pagamento, un report utile a supportare una valutazione più strutturata della solidità e solvibilità del Cliente.

Dal punto di vista operativo, la piattaforma è stata progettata per essere semplice e sicura. La registrazione è gratuita e, già in fase di iscrizione, viene effettuato un controllo della Partita IVA, così da garantire un accesso riservato a soggetti aziendali verificati. Per chi mette a disposizione il proprio spazio refrigerato, è inoltre possibile gestire le richieste di prenotazione con la facoltà di accettarle o rifiutarle. Questo aspetto è particolarmente importante per garantire uno stoccaggio sicuro, evitando che il locale refrigerato venga occupato quando non è ancora nelle condizioni adeguate per ospitare correttamente il prodotto.

La piattaforma prevede anche il Fresh Award, un riconoscimento che valuta la qualità e la quantità delle recensioni e dei punteggi ricevuti dai clienti, classificando i locali refrigerati all’interno di specifiche categorie e aree geografiche. L’obiettivo è valorizzare le strutture che si distinguono per affidabilità, qualità del servizio e soddisfazione dei clienti, contribuendo così a costruire fiducia in un mercato dove la sicurezza percepita continua a rappresentare una componente decisiva.

Per la gestione delle transazioni, Cold Sharing utilizza Stripe, una delle soluzioni più affidabili a livello internazionale, così da offrire un sistema di pagamento e incasso sicuro, trasparente e professionale. Inoltre, il supporto clienti è garantito attraverso un servizio di ticketing pensato per offrire assistenza strutturata e tempestiva agli utenti della piattaforma.

Celle frigorifere condivise e logistica del freddo

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L’aspetto interessante del modello non riguarda soltanto la ricerca di uno spazio disponibile. Incentivare le aziende a condividere il proprio locale refrigerato nei periodi in cui la produzione è ferma può generare anche un effetto positivo sul fronte della manutenzione e della gestione degli impianti. La possibilità di valorizzare economicamente la capacità inutilizzata può infatti spingere le imprese a investire di più nella sicurezza dei luoghi di lavoro, nella manutenzione costante e nell’efficienza energetica, con l’obiettivo di prevenire guasti che potrebbero compromettere la conservazione del prodotto e aumentare il rischio di impatti ambientali indesiderati.

In una prospettiva più ampia, il modello si avvicina anche alla logica del Cooling as a Service (CaaS), in cui il freddo viene considerato come un servizio accessibile in base al bisogno e non più soltanto come infrastruttura da possedere. Applicata al mondo della refrigerazione condivisa, questa visione apre a un approccio più flessibile, collaborativo e sostenibile nella gestione della capacità frigorifera.

Per la filiera agroalimentare, il punto è sempre più chiaro: digitalizzare la ricerca di spazi refrigerati non significa soltanto semplificare una prenotazione, ma intervenire su un processo che oggi è ancora troppo spesso rallentato da urgenze, asimmetrie informative e relazioni informali. In un contesto in cui la variabilità climatica, la pressione sui costi e la necessità di preservare la qualità del prodotto sono sempre più forti, strumenti come Cold Sharing possono rappresentare un tassello concreto verso una filiera più efficiente, più resiliente e meglio organizzata.

Comunicato a cura di: Cold Sharing
© fruitjournal.com

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