Batteriosi dello zucchino: sintomi e principali patogeni

Dalle maculature fogliari ai marciumi del fusto, le batteriosi possono compromettere resa e qualità. Riconoscere i sintomi e i fattori predisponenti è essenziale per impostare una corretta strategia di prevenzione

da Federica Del Vecchio
batteriosi

Causate principalmente da batteri fitopatogeni che penetrano nei tessuti attraverso ferite o aperture naturali, le batteriosi dello zucchino provocano maculature fogliari, marciumi e deformazioni, compromettendo la qualità e la produttività della coltura.

Marciume molle dello zucchino (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum)

Nelle coltivazioni in pieno campo, solitamente, i sintomi si presentano in estate, mentre in coltura protetta in primavera. All’inizio dell’infezione alcune foglie presentano avvizzimenti generalizzati con afflosciamenti delle lamine. Alla base del fusto si formano aree idropiche, di colore verde scuro; i tessuti diventano vetrosi, tendono a fessurarsi, a rammollire e assumono una colorazione avana con forti essudati. Con il proseguire dell’infezione tutta la pianta collassa. I frutti vanno incontro a marcescenza. Il patogeno sopravvive nei residui colturali di piante coltivate e spontanee e nelle acque di irrigazione. La penetrazione avviene esclusivamente tramite ferite. Attacca preferibilmente piante stressate (gelo, siccità, ecc.).

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Danni da Pectobacterium carotovorum

Maculatura angolare delle cucurbitacee (Pseudomonas syringae pv. lachrymans)

Ai margini fogliari si formano tacche idropiche a contorno angolare, che ben presto necrotizzano; a volte si osservano aloni clorotici. Si possono osservare sfrangiature. In condizioni di elevata umidità, si può formare un essudato biancastro che, una volta asciugato, diviene crostiforme. Impallinature. Sui piccioli si possono formare piccole fessurazioni delimitate da aree imbrunite. Accanto a questo, si riscontra avvizzimento delle strutture fiorali con emissione di essudati batterici. Sui frutti di zucchino e cetriolo si notano tacche circolari ravvicinate disposte in fila longitudinale, di colore brunastro, dalle quali fuoriesce un essudato bianco-latte. In alcuni casi, si possono avere anche curvature accentuate.

Il patogeno vive sui residui colturali infetti e sui semi. Le condizioni ambientali favorevoli alla malattia sono alta umidità e temperature di 15-25 °C.

Avvizzimento batterico (Erwinia tracheiphila)

Colpisce in modo grave cetriolo e melone. I primi sintomi si hanno sulle foglie con aree di un colore verde pallido che, in seguito, avvizziscono. Successivamente l’intera pianta avvizzisce e dissecca. Tagliando trasversalmente il fusto, si evidenzia la produzione di una sostanza collosa e filamentosa. Il batterio sopravvive nell’apparato digerente di alcuni coleotteri, ma non sui residui delle colture.

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Danni da Erwinia tracheiphila

Maculatura batterica (Xanthomonas cucurbitae)

Sulle piantine si rileva la presenza di piccole macchie marroni sui cotiledoni. Sulle foglie vere, le prime macchie sono piccole (da 2 a 4 mm), di colore giallo diffuso e di aspetto umido. Man mano che invecchiano diventano da gialle a beige, da rotonde ad angolose, con un centro traslucido delimitato da un margine scuro e da un grande alone giallo (> 7 mm di diametro). Le macchie progrediscono in profondità tra le venature. Questi sintomi possono essere confusi con quelli della maculatura angolare (Pseudomonas syringae). A differenza di questa, il tessuto attaccato dalla maculatura batterica non cade. I batteri svernano nei residui colturali contaminati e nei semi. L’infezione inizia presto, quando viene trasmessa dai semi, e colpisce prima i cotiledoni. Sulle foglie, i batteri entrano attraverso idatodi, stomi e ferite. Sui frutti i batteri entreranno attraverso lenticelle e punture di insetti. La temperatura ottimale per l’infezione è compresa tra 25 e 30 °C per le cucurbitacee.

A cura di: Silverio Pachioli – Agronomo, Accademico dei Georgofili e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura
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