Riconversione dei vigneti: opportunità per la Puglia 

Dalla riconversione varietale alla ristrutturazione degli impianti, ecco cosa sapere per presentare domanda e ottenere il sostegno previsto dalla misura

da Federica Del Vecchio
riconversione dei vigneti

Terra storicamente vocata alla viticoltura, la Puglia guarda al futuro puntando sull’innovazione e sulla qualità. In questa direzione si inserisce l’intervento, finanziato nell’ambito del regime comunitario per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, pensato per rafforzare la competitività dei produttori di vino sui mercati nazionali e internazionali attraverso il rinnovamento degli impianti, premiando le aziende che scelgono di intervenire su assetto varietale, forma di allevamento e organizzazione del vigneto in una logica di maggiore efficienza produttiva e sostenibilità.

I vigneti oggetto di intervento devono infatti risultare iscritti allo schedario viticolo ed essere idonei alla produzione di vini a denominazione di origine o a indicazione geografica, nel rispetto di quanto previsto dai relativi disciplinari. Restano invece fuori gli investimenti destinati a nuovi impianti.

Chi Può Accedere al Sostegno

Possono beneficiare del sostegno sia persone fisiche sia giuridiche che conducono vigneti a produzione di uve da vino, o che detengono autorizzazioni valide per il reimpianto o il reimpianto anticipato dei vigneti. Restano esclusi gli investimenti destinati a nuovi impianti secondo quanto previsto dall’articolo 64 del Reg. (UE) 1308/2013. I richiedenti devono, al momento della domanda, condurre una delle seguenti forme giuridiche:

  • Impresa individuale agricola con partita IVA e iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
  • Società di persone o capitali che esercitano attività agricola, titolari di partita IVA e iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
  • Cooperativa agricola di conduzione iscritta all’albo delle società operative agricole.

Varietà ammesse, forme di allevamento e densità d’impianto

Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda le caratteristiche tecniche che devono avere i vigneti oggetto di ristrutturazione o riconversione. Le operazioni devono prevedere l’impiego di varietà di vite riconosciute idonee alla coltivazione e classificate per la Regione Puglia, secondo il quadro normativo richiamato dall’avviso.

Anche la forma di allevamento non è lasciata alla discrezionalità del beneficiario. I vigneti ristrutturati devono essere razionali, orientati ove possibile alla meccanizzazione parziale o totale e coerenti con i principi della viticoltura sostenibile. Sono ammesse le forme di allevamento verticali, che consentano di contenere le rese per ettaro. Sul fronte della densità, il bando stabilisce una soglia minima pari a 3.000 ceppi per ettaro, salvo l’eventuale applicazione di prescrizioni più restrittive contenute nei disciplinari di produzione. Questa impostazione conferma una linea precisa: il sostegno non finanzia semplicemente il reimpianto, ma premia una viticoltura più ordinata, più efficiente e meglio attrezzata per affrontare le esigenze qualitative del mercato.

Superfici ammissibili: soglie minime e limite massimo

L’accesso agli aiuti passa anche attraverso il rispetto di precise soglie dimensionali. La superficie minima ammissibile, calcolata sull’insieme delle unità vitate interessate dalla domanda, non può essere inferiore a 0,50 ettari. Per le aziende con una SAU vitata pari o inferiore a 1 ettaro, la soglia minima scende a 0,30 ettari. La superficie massima finanziabile, invece, non può superare i 10 ettari complessivi per domanda.

Si tratta di un’impostazione che prova a tenere insieme due esigenze diverse: da un lato evitare la frammentazione eccessiva degli interventi, dall’altro non escludere le aziende di dimensione più contenuta, che in Puglia rappresentano ancora una componente significativa del tessuto produttivo vitivinicolo.

riconversione dei vigneti

Come presentare la domanda

Per accedere al sostegno, i richiedenti devono costituire o aggiornare il Fascicolo aziendale e lo schedario viticolo presso l’Organismo pagatore competente in base alla residenza o alla sede legale. La domanda deve essere trasmessa attraverso gli applicativi del portale SIAN.  Per le imprese interessate la scadenza è fissata al 14 maggio 2026. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale della regione Puglia

Federica Del Vecchio
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