Strawberry Exhibition: innovazione, fuori suolo e difesa

Successo ieri per la prima tappa 2026 del viaggio nell’innovazione in agricoltura. Al centro della giornata tecnica in campo la fragola tra gestione, difesa e reddittività

da Ilaria De Marinis
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Buona la prima. Si può sintetizzare così ciò che resta della Strawberry Exhibition, la prima tappa 2026 del viaggio nell’innovazione in agricoltura firmato Fruit Communication, Doctor Farmer e Fruit Lab andata in scena ieri mattina presso l’Azienda Agricola Vincenzo Sabato, socia dell’OP A.M.A.L.A. di Scanzano Jonico. 

La mattinata ha acceso i riflettori su una coltura come la fragola che, più di altre, richiede rigore, visione e capacità di sintesi tecnica. Non una semplice produzione ortofrutticola, ma un sistema complesso che intreccia genetica, fisiologia, microclima, logistica e mercato. Specialmente in territori come quello lucano, dove la fragolicoltura rappresenta un’infrastruttura economica e professionale strutturata, capace di generare occupazione specializzata e valore lungo l’intera filiera.

Strawberry Exhibition: tra filiera e innovazione

Ad aprire i lavori è stato Angelo Mazzo, socio fondatore dell’OP A.M.A.L.A. e presidente Coldiretti Scanzano Jonico. Come ricordato, l’organizzazione – nata nel 2020 – ha sede a Scanzano Jonico, nel Metapontino, cuore produttivo della Basilicata. Oggi A.M.A.L.A. aggrega oltre venti aziende associate. “L’aggregazione – ha infatti sottolineato Mazzo – consente di affrontare il mercato con maggiore forza contrattuale, programmare le produzioni e investire in innovazione tecnica. In un comparto ad alta intensità gestionale come quello della fragola, la dimensione organizzativa diventa parte integrante della strategia agronomica”.

Da qui la parola è passata al proprietario di casa, Vincenzo Sabato – titolare dell’azienda ospite, che dopo aver illustrato aspetti e struttura delle serre, ha posto l’accento sui sistemi avanzati di filtraggio e fertirrigazione. “L’efficienza dell’impianto irriguo incide direttamente su equilibrio vegeto-produttivo, qualità del frutto e gestione del substrato” – ha spiegato. “Ogni settore della serra dispone di un proprio sistema di filtraggio, a tutela della linea di fertirrigazione e della stabilità nutrizionale. Il monitoraggio ambientale è affidato a una stazione meteo aziendale che rileva vento, temperatura, umidità relativa e radiazione luminosa. L’interpretazione integrata di questi parametri consente di modulare i volumi irrigui e le concentrazioni nutritive in funzione della domanda evapotraspirativa reale”.

Particolarmente significativa l’adozione di un sistema di bilance collegate alla centralina di gestione: al raggiungimento di una soglia di perdita di peso del substrato – correlata al consumo idrico della pianta – il sistema attiva automaticamente l’irrigazione. “Una gestione dinamica – ha concluso – basata sul bilancio idrico, che riduce gli sprechi e mantiene la zona radicale in condizioni ottimali di ossigenazione”.

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Substrato e microclima: l’importanza del controllo 

A questo punto l’evento si è spostato in una delle serre. Qui, Giovanni Persiani, responsabile tecnico dell’OP A.M.A.L.A., ha affrontato un tema strategico: la gestione del substrato in relazione al clima. Come ribadito, in sistemi fuori suolo, la stabilità della conducibilità elettrica (EC) e del contenuto idrico nel volume radicale diventa determinante. L’obiettivo è evitare accumuli salini e stress osmotici che comprometterebbero pezzatura e uniformità. “Nell’arco della giornata – ha chiarito – sono fondamentali irrigazioni frazionate, calibrate sull’andamento climatico e sullo stadio fenologico. Il controllo dello sgrondo consente poi di verificare l’effettiva lisciviazione dei sali e di mantenere il substrato in una finestra di equilibrio chimico-fisico ottimale. Elementi cruciali specialmente in un contesto come quello attuale, in cui la relazione tra clima e soluzione nutritiva assume un valore strategico.

A riguardo, nell’intervento successivo, Vincenzo Sabato ha evidenziato come la serra non rappresenti soltanto una protezione dagli eventi atmosferici, ma uno strumento di costruzione del microclima. “Temperatura, umidità e ventilazione vengono governate per favorire allegagione, qualità del frutto e attività degli insetti utili”. Un supporto non secondario, soprattutto in contesti pedologici argillosi, come quello in cui è inserita l’azienda: “La coltivazione fuori suolo consente di superare i limiti fisici del terreno, garantendo drenaggio, aerazione radicale e omogeneità produttiva”.

Prevenzione, monitoraggio e insetti utili

Seppur vantaggiosa, anche la produzione di fragole in serra deve confrontarsi con criticità fitosanitarie specifiche. A delinearle durante la Strawberry Exhibition, Alfredo Carullo, tecnico dell’OP A.M.A.L.A. che ha offerto una panoramica delle principali avversità. “In ambiente protetto, oidio e botrite rappresentano le patologie fungine più ricorrenti. Sul fronte entomologico, tripidi, Tetranychus urticae e Drosophila suzukii richiedono monitoraggio costante. In ogni caso, ogni fase fenologica espone la pianta a vulnerabilità differenti e ogni varietà presenta un proprio profilo di suscettibilità per cui è importante conoscere e osservare. Perché come sottolineato a più riprese, “la prevenzione passa attraverso osservazione sistematica e tempestività di intervento”.

A proposito di difesa, la parola è tornata a Giovanni Persiani, che ha concluso la giornata con un focus sugli insetti utili. “Per quanto riguarda tutti i 75 ettari destinati alla produzione delle fragole, l’OP prevede l’impiego sistematico di antagonisti naturali per il contenimento dei fitofagi – ha spiegato – da un lato, è stata una scelta obbligata, a fronte della riduzione della disponibilità di molecole chimiche. Dall’altro, però, l’impiego programmato di insetti utili ci consente di mantenere equilibrio entomologico, garantire produzioni a residuo zero e soprattutto rispondere alle richieste di mercato in termini di salubrità.

Le aziende partner della Strawberry Exhibition

Come da scaletta, agli interventi degli esperti si sono alternati quelli delle aziende partner, con contributi pensati per tradurre l’innovazione in scelte operative: dalla nutrizione alla gestione del dato, fino alle soluzioni strutturali e logistiche. Nell’ordine:

  • Domenico Labriola, che ha presentato per Diachem STIMUTER, biostimolante CE a base di microalghe, soffermandosi sul supporto alla radice, sull’efficienza di assorbimento e sulla risposta agli stress abiotici;
  • Giuseppe Piegari di FCP Cerea, con un intervento dedicato a nanotecnologie e microrganismi selezionati come strumenti per aumentare la resilienza della fragola nei cicli serrati, in particolare verso stress termici e idrici;
  • Pietro Caporusso di ICL, che ha inquadrato la strategia nutrizionale in chiave di filiera, con l’obiettivo di stabilizzare qualità, uniformità e continuità produttiva;
  • Marco Oliva di EVJA, che ha introdotto il tema del dato e delle piattaforme di supporto decisionale, capaci di integrare clima e coltura per rendere più tempestive le scelte agronomiche;
  • Giorgio Petrolo di SIS, che ha approfondito le ragioni tecniche della scelta del fuori suolo, tra controllo dell’ambiente radicale, programmabilità e standard produttivi più costanti;
  • Denis Lessio di CN Servizi Srl, che ha chiuso con un focus su gestione delle risorse e logistica, presentando i sistemi flessibili Labaronne Citaf per lo stoccaggio.

Il viaggio prosegue

La Strawberry Exhibition si è  così conclusa, attraversata da un filo conduttore chiaro: la fragola richiede precisione, competenza e coordinamento. Acqua, substrato, difesa, equilibrio biologico. Temi che incidono quotidianamente sulla redditività aziendale e sulla qualità finale del prodotto. L’ospitalità dell’Azienda Agricola Vincenzo Sabato e dell’OP A.M.A.L.A., la qualità dei contributi tecnici e la partecipazione attenta del pubblico hanno confermato quanto il comparto sia consapevole delle proprie sfide. Fondamentali, però, si confermano aggregazione, confronto e dialogo. Tre ingredienti che ieri hanno reso la ricetta della Strawberry Exhibition vincente.
Ma il viaggio nell’innovazione è solo all’inizio. Prossima tappa: giovedì 5 marzo in Sicilia con la Pomodoro Exhibition. E per chi, invece, vuole restare aggiornato sulla fragola, l’appuntamento è internazionale, i prossimi 19-20 marzo a Londra con il Fruitnet Berry Congress, l’evento leader per il business internazionale dei piccoli frutti. 

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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