Ciclone Harry, avviata la conta dei danni in agricoltura

In attese di stime attendibili, il governo dichiara lo stato di emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna e stanza 100 milioni di euro per interventi immediati di sostegno

da Ilaria De Marinis
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Non ha lasciato il tempo di mettere in salvo nulla. Il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha investito con piogge torrenziali, venti oltre i 100 km/h e mareggiate le coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, sta già segnando un pesante bilancio economico.
L’evento, qualificato dalla Protezione Civile come estremamente intenso per durata e impatto, ha portato allagamenti, interruzioni della viabilità, frane e danni estesi alle infrastrutture costiere e rurali. Sebbene l’allerta e gli strumenti di prevenzione abbiano evitato vittime dirette, la conta dei danni economici e materiali è ancora in corso, con effetti particolarmente pesanti per il settore agricolo.

L’impatto del ciclone Harry sulle colture

Le prime valutazioni ufficiali indicano un bilancio dei danni complessivi che si avvicina o supera i 2 miliardi di euro tra le tre regioni colpite. In Sicilia, il presidente della Regione Renato Schifani ha stimato perdite superiori a 1,5 miliardi di euro, e la sola quota diretta ai danni alle opere pubbliche è stata quantificata in circa 741 milioni di euro, con le province di Catania, Messina e Siracusa tra le più colpite.

Per l’agricoltura, il passaggio di Harry si è tradotto in danni diffusi alle coltivazioni e alle strutture aziendali. Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni di categoria, gli agrumeti – soprattutto nella Piana di Catania – sono stati danneggiati in piena fase di raccolta, molti oliveti risultano allagati, e serre con coperture divelte rischiano di compromettere la produzione di ortaggi per l’intera stagione.

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Agrumeti distrutti nella Piana di Catania. Fonte: Confagricoltura

Avviata la conta dei danni

Sul fronte istituzionale, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, stanziando 100 milioni di euro per interventi immediati di ripristino di infrastrutture e supporto alle popolazioni e alle imprese colpite.
Le organizzazioni agricole hanno rilanciato la richiesta di misure straordinarie per sostenere le imprese, alle prese con campagne allagate e colture gravemente compromesse, chiedendo con forza misure di sostegno per contrastare “i gravissimi danni economici e produttivi” derivanti dalla tempesta.
Al momento la conta dei danni per l’agricoltura è ancora in corso e, secondo le organizzazioni di categoria, solo nelle prossime settimane sarà possibile valutare con maggiore precisione l’impatto reale del ciclone sulle produzioni e sulla capacità operativa delle aziende colpite. Ma il timore è che il bilancio finale risulti più pesante di quanto oggi stimabile.

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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