Post raccolta degli agrumi: nuovo alleato contro i marciumi 

Uno studio cinese svela il potenziale di Streptomyces N2, un batterio capace di proteggere i frutti dopo la raccolta e ridurre l’uso di agrofarmaci

da Federica Del Vecchio
post raccolta agrumi

Tra le principali cause di perdita economica per l’industria agrumicola, i marciumi post raccolta occupano senza dubbio un ruolo di primo piano. A determinarli sono due patogeni fungini ben noti, Penicillium digitatum e Penicillium italicum, responsabili rispettivamente della muffa verde e della muffa blu. Il crescente fenomeno della resistenza ai fungicidi osservato in entrambe le specie rende sempre più urgente l’individuazione di strategie alternative, efficaci ma al tempo stesso sicure ed ecocompatibili.

Una risposta promettente arriva dalla ricerca scientifica. Un team di ricercatori cinesi del laboratorio di Jiangxi ha individuato un potenziale alleato naturale: Streptomyces sp. N2, un batterio appartenente al genere Streptomyces, già noto per il suo ruolo nel biocontrollo dei fitopatogeni e nella promozione della crescita vegetale. Lo studio, condotto su arance Navel in post raccolta, non si è limitato a dimostrarne l’efficacia pratica, ma ha anche chiarito i sofisticati meccanismi attraverso cui questo microrganismo protegge il frutto, aprendo nuove prospettive per una gestione sostenibile dei marciumi post raccolta.

Lo studio: simulare la sfida per testare la difesa

Per valutare l’efficacia di Streptomyces N2, i ricercatori del laboratorio di Jiangxi hanno ricreato in condizioni controllate il processo tipico di infezione post raccolta. Le arance Navel, fresche e accuratamente disinfettate, sono state inoculate con spore di Penicillium digitatum e Penicillium italicum, simulando le microferite naturali del frutto che rappresentano la principale via di ingresso dei patogeni.

Una parte dei frutti è stata trattata preventivamente con Streptomyces N2, mentre il gruppo di controllo è stato esposto esclusivamente alle spore fungine. Nel corso di sei giorni, le arance sono state monitorate per valutare l’incidenza dell’infezione e l’estensione delle lesioni. Parallelamente, campioni di buccia sono stati prelevati e analizzati per individuare l’attivazione delle risposte difensive naturali del frutto.

Un doppio attacco: stimolare le difese e colpire il nemico

I risultati hanno mostrato che le arance trattate con Streptomyces N2 sviluppano molte meno lesioni e un numero significativamente inferiore di frutti ammuffiti. Il batterio agisce su due fronti:

  • Difesa attiva del frutto: stimola le difese naturali, aumentando l’attività di enzimi protettivi e controllando le molecole di stress ossidativo.
  • Azione diretta contro i funghi: Streptomyces N2 produce un metabolita antifungino, chiamato Fungicide N2, che impedisce la germinazione delle spore, danneggia le pareti cellulari dei miceli e altera i mitocondri dei patogeni, compromettendo il loro metabolismo energetico.

Osservazioni al microscopio hanno rivelato miceli deformati e citoplasma ridotto, confermando l’efficacia diretta del batterio contro i funghi.

post raccolta agrumi

Osservazione microstrutturale di P. digitatum e P. italicum trattati con diverse concentrazioni di Fungicide N2. Osservazioni al microscopio elettronico a scansione (SEM) (a) e al microscopio elettronico a trasmissione (TEM) (b) di P. digitatum. Osservazioni SEM (c) e TEM (d) di P. italicum. CK: P. digitatum o P. italicum non trattati; bassa concentrazione: P. digitatum trattato con 1,44 μg/mL di Fungicide N2 oppure P. italicum trattato con 2,88 μg/mL di Fungicide N2; alta concentrazione: P. digitatum trattato con 2,88 μg/mL di Fungicide N2 oppure P. italicum trattato con 5,77 μg/mL di Fungicide N2.

Prospettive per un futuro sostenibile

I risultati dello studio indicano che Streptomyces N2 potrebbe affermarsi come un potente strumento biologico per la protezione post-raccolta degli agrumi, capace di ridurre la dipendenza dagli agrofarmaci e di prolungare la conservabilità dei frutti. Tuttavia, questa ricerca non rappresenta un punto di arrivo, bensì l’inizio di un percorso più ampio. Come sottolineano gli stessi ricercatori, i prossimi passi includeranno sperimentazioni su larga scala in condizioni reali di magazzino, la valutazione della sicurezza e dell’efficacia su diverse varietà di agrumi e l’approfondimento delle complesse interazioni molecolari tra batterio, frutto ospite e patogeni fungini.

Nonostante la strada sia ancora lunga, Streptomyces N2 emerge come un vero presidio tecnologico naturale. La sua futura applicazione potrebbe contribuire in modo concreto a ridurre gli sprechi lungo la filiera, prolungare la shelf-life degli agrumi e favorire una produzione più redditizia e rispettosa dell’ambiente, tutelando al tempo stesso il lavoro degli agricoltori e la qualità del prodotto che arriva sulle tavole.

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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