Un tesoro agrumicolo del Lago Maggiore trova nuova dimora nella capitale. Si tratta di un esemplare di Canarone, l’antico limone cedrato di Cannero Riviera, è stato piantato nella Biblioteca degli Agrumi del Casale dei Cedrati, a Villa Doria Pamphilj a Roma. L’iniziativa rientra in un progetto promosso dal Casale dei Cedrati in collaborazione con la Condotta Slow Food Verbano e Cusio e con il sostegno dell’amministrazione comunale di Cannero Riviera, con l’obiettivo di creare una collezione viva di agrumi provenienti dai Presìdi e dall’Arca del Gusto di Slow Food. Ma quali sono le origini e le caratteristiche di questo antico agrume?
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Storia e origini del Canarone
Il nome “Canarone” potrebbe derivare dall’antico toponimo “Canaro”, riferito a Cannero Riviera. Documenti storici conservati nell’Archivio Borromeo attestano l’acquisto di quattro esemplari già nel 1859, ma l’origine precisa dell’agrume rimane incerta. Già nella seconda metà del 1600, infatti, nei Giardini Medicei era presente un frutto con questo nome. Studi più recenti condotti dal Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino hanno confrontato i limoni cedrati “Canneresi” con quelli “Fiorentini”, evidenziando differenze significative che confermano l’unicità del Canarone come prodotto fortemente legato al suo territorio.
Studi più recenti, condotti dal Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino, hanno analizzato i limoni cedrati “Canneresi” confrontandoli con quelli “Fiorentini”, evidenziando differenze significative che confermano l’unicità del Canarone come prodotto fortemente legato al suo territorio.
Caratteristiche botaniche e culinarie
Il Canarone (Citrus limonimedica) è un antico ibrido tra limone e cedro, dalla pianta vigorosa e dal portamento cespuglioso, capace di raggiungere rapidamente i tre metri di altezza. I suoi fiori sono bianchi e raggruppati, mentre il frutto, leggermente corrugato e con apice mammellonato, misura mediamente 15-18 cm di lunghezza e 10-12 cm di diametro. La buccia cambia colore con la maturazione, passando dal verde scuro lucente al giallo carico con sfumature aranciate. Lo spessore dell’albedo ricorda quello del cedro, ma il sapore è simile a quello del limone. I frutti maturano tra il tardo inverno e la primavera e, se non vengono raccolti, possono restare sulla pianta per oltre un anno.

Un agrume da tutelare
Coltivato oggi in pochissimi esemplari, con una produzione annua che non supera i cento chilogrammi di frutti, il Canarone sta vivendo una nuova primavera. Grazie all’impegno di Slow Food e dei coltivatori locali, nuovi esemplari stanno tornando a crescere, restituendo a questo frutto unico lo spazio che merita. L’ingresso nella Biblioteca degli Agrumi di Villa Doria Pamphilj segna un passo importante nella tutela e valorizzazione di un patrimonio agricolo e culturale che rischiava di scomparire. Per questo, l’ingresso nella Biblioteca degli Agrumi di Villa Doria Pamphilj segna un passo fondamentale nella valorizzazione di un patrimonio agricolo e culturale che rischiava di scomparire, garantendo al Canarone di continuare a raccontare la sua storia.
Federica Del Vecchio
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