Nel panorama frutticolo europeo, un nome risuona sempre più spesso tra produttori ed esperti: il kaki Rojo Brillante. Proveniente dalla Spagna, questa varietà si è affermata come la punta di diamante del comparto cachi in Italia conquistando produttori e consumatori grazie al suo colore intenso, il sapore dolce e alla praticità di consumo. Diffusasi a partire dagli anni Settanta, questa cultivar si è rivelata particolarmente adatta agli ambienti del Centro e Sud Italia, dove trova condizioni ideali per sviluppare appieno le sue caratteristiche.
Si tratta di una pianta a fecondazione costante, appartenente al gruppo dei cachi astringenti e non eduli alla raccolta (CFA), con epoca di raccolta e maturazione tardiva, caratteristiche che consentono di prolungare la disponibilità commerciale del frutto fino ai mesi più freddi.
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Caratteristiche agronomiche del Rojo Brillante
L’albero di Rojo Brillante presenta vigoria elevata, portamento assurgente e ottima affinità d’innesto su Diospyros lotus. È inoltre noto per la notevole fioritura e l’elevata produttività, fattori che lo rendono particolarmente interessante per la coltivazione professionale.
Il frutto si distingue per le dimensioni molto grandi e la forma conico-allungata, con sezione trasversale rotonda. Alla raccolta, la buccia assume un intenso colore rosso-arancio, che diventa rosso vivo con la piena maturazione. La pelle è sottile e facilmente asportabile, una caratteristica molto apprezzata dal consumatore moderno.

Un frutto bello, buono e pratico
La polpa del Rojo Brillante è di colore giallo-arancio nei frutti maturi alla raccolta e vira verso un arancio-rosso intenso con la maturazione fisiologica. La consistenza è morbida ma compatta, con una zona fibrosa centrale di dimensioni moderate e un contenuto zuccherino elevato che dona un sapore dolce e aromatico.
Un altro vantaggio è la praticità di consumo: il Rojo Brillante è privo di semi, facile da sbucciare e può essere gustato anche con la buccia. Grazie alla sua ottima conservabilità, si mantiene a lungo sia a temperatura ambiente che in frigorifero, con minima incidenza di scarto. Insomma, il successo crescente del Rojo Brillante è legato alla sua capacità di rispondere alle nuove esigenze del mercato: un frutto esteticamente bello, dolce, senza semi e comodo da consumare, qualità che fanno di questa cultivar una delle più promettenti per il futuro del comparto frutticolo italiano. Un esempio concreto di come la ricerca e la selezione possano valorizzare la frutticoltura mediterranea e rispondere alle nuove sfide del mercato globale, confermandosi una scelta vincente per i produttori e una scoperta di gusto per i consumatori.
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Federica Del Vecchio
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