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Sono partiti ieri, 16 ottobre 2025, gli anticipi PAC. Una partenza che segna un punto di svolta per la nuova campagna: in un solo giorno, Agea – l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – ha già disposto 363,5 milioni di euro a favore di oltre 120 mila aziende agricole. È solo la prima tranche di un pacchetto complessivo da 726 milioni di euro, che sarà distribuito in più fasi tra ottobre e novembre, prima della liquidazione dei saldi prevista dal 1° dicembre.
A beneficiare delle risorse sono principalmente gli agricoltori che hanno presentato domanda nell’ambito dei pagamenti diretti del Primo Pilastro, per un importo di 285,9 milioni di euro, e delle misure di sviluppo rurale collegate agli interventi a superficie o a capo, per altri 77,6 milioni. La misura, come spiega Agea, mira a garantire rapidità nei pagamenti senza rinunciare alla trasparenza e alla correttezza delle procedure, in un momento in cui molte imprese del settore primario affrontano margini sempre più ridotti a causa dell’aumento dei costi energetici, delle materie prime e della volatilità dei mercati.
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Anticipi PAC: regole e percentuali
Gli anticipi saranno erogati nel periodo compreso tra il 16 ottobre e il 30 novembre 2025, come previsto dalla Circolare Agea n. 72890 del 22 settembre 2025, che recepisce i Regolamenti europei (UE) 2025/1796 e (UE) 2025/1797. I produttori potranno ricevere fino al 70% dei pagamenti diretti relativi al Primo Pilastro e fino all’85% degli importi dovuti per le misure dello sviluppo rurale, percentuali più alte rispetto agli anni precedenti.
I saldi, invece, saranno versati a partire dal 1° dicembre 2025 e dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026, chiudendo così la campagna di pagamenti. Per alcune misure più sensibili – come gli ecoschemi zootecnici o gli interventi accoppiati – Agea ha previsto margini di prudenza, in modo da evitare eventuali rettifiche a posteriori: gli importi saranno quindi calcolati in base ai dati effettivi disponibili e ai controlli del Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC).
I controlli e le domande ammissibili
L’erogazione degli anticipi PAC è riservata esclusivamente alle domande che risultino ammissibili dopo i controlli amministrativi. Queste verifiche, condotte dal SIGC, riguardano la regolarità dei dati aziendali, il rispetto degli ecoschemi e dei requisiti ambientali, la conformità alle condizioni di condizionalità rafforzata e la posizione contributiva e fiscale del richiedente.
Solo dopo la validazione dei dati, Agea autorizza l’anticipo sul conto corrente delle aziende. La stessa Agenzia ha ribadito che i nuovi strumenti digitali introdotti negli ultimi anni hanno consentito di velocizzare in modo significativo la fase di controllo, permettendo di anticipare le verifiche e avviare così i pagamenti già dal primo giorno utile.
Una mappa dei primi pagamenti
La distribuzione territoriale delle risorse fotografa una prevalenza netta del Mezzogiorno, dove si concentrano le aziende beneficiarie del Primo Pilastro. La Puglia guida la classifica con oltre 98 milioni di euro già erogati, seguita da Campania (73,5 milioni), Sicilia (56 milioni), Marche (34 milioni), Basilicata (31,8 milioni), Lazio (22,1 milioni) e Abruzzo (18,8 milioni).
Tra i beneficiari figurano anche circa 6 milioni di euro destinati ai giovani agricoltori, un segmento che il Piano Strategico della PAC intende sostenere per favorire il ricambio generazionale nel settore.
In totale, Agea ha stimato oltre 400 mila domande ammissibili per la campagna 2025, ma le erogazioni procederanno in modo progressivo nelle prossime settimane. Entro l’inizio di novembre, la quota cumulativa degli anticipi dovrebbe raggiungere i 600 milioni di euro, a cui seguiranno le ultime tranche entro la fine del mese.

Le novità finanziarie e gli strumenti di supporto
Parallelamente ai pagamenti diretti, Agea sta definendo accordi con il sistema bancario per introdurre un anticipo di credito PAC: un meccanismo che consentirà agli agricoltori di ottenere liquidità aggiuntiva prima dell’erogazione dei saldi, utilizzando come garanzia i dati validati dal portale Agea. È una formula che unisce strumenti pubblici e privati, volta ad accelerare la disponibilità delle risorse e ridurre il fabbisogno finanziario delle imprese durante i mesi autunnali.
Secondo il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’efficienza dimostrata nella gestione di questa campagna conferma la bontà del percorso di riforma intrapreso. “L’ottima notizia frutto del lavoro del Ministero con Agea, suo soggetto pagatore – ha infatti commentato – dimostra ancora una volta come tutte le scelte di rinnovamento e programmazione strategica da noi volute portino risultati concreti”. E ha poi aggiunto: “Lo Stato può e deve essere un alleato certo per le imprese agricole e non un potenziale avversario”.
L’obiettivo politico e operativo è chiaro: immettere liquidità in tempi rapidi per consentire alle aziende di pianificare gli investimenti autunnali e sostenere il flusso di cassa. Specialmente in un contesto europeo che guarda già alla revisione del bilancio post-2027, con il rischio di una riduzione dei fondi destinati all’Italia.
Ilaria De Marinis
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