Agricoltura in Lazio tra memoria, identità e futuro

Tra colline, pianure e coste, la Regione custodisce un patrimonio agricolo millenario, dove biodiversità e memoria si intrecciano con innovazione e sostenibilità

da Federica Del Vecchio
agricoltura in lazio

Nel cuore pulsante dell’Italia c’è un luogo che non ha paura del tempo. È il Lazio rurale, quello che vive lontano dai riflettori della Città Eterna, tra le colline ondulate della Sabina, le distese dorate della Tuscia, i pendii generosi del Frusinate e gli altopiani silenziosi del Reatino. Qui, la terra non è mai stata solo terra, ma una vera e propria custode di memoria, le cui radici affondano in epoche lontane, quando i Sabini popolavano queste valli. È stato, infatti, il loro legame con madre terra a gettare le basi di una tradizione agricola che ha segnato indelebilmente la storia del Lazio, una tradizione che oggi continua a prosperare grazie a un’intima connessione con il territorio.
Naturalmente, l’agricoltura in Lazio non è solo un ricordo del passato. È una forza viva che si erge come baluardo contro la perdita di biodiversità, per tutelare un patrimonio agricolo che deve essere custodito gelosamente. Ed è un impegno che si riflette nei più di 600mila ettari di superficie agricola utilizzata (SAU), cuore produttivo della regione, su cui si sviluppano politiche agricole mirate volte a garantire un futuro per questa terra che, da secoli, sa come nutrire chi la rispetta.

Agricoltura in Lazio: un mosaico di clima e paesaggi

Un territorio che si dispiega come un grande affresco naturale, dove la natura scolpisce l’identità di un paesaggio complesso, armonioso e affascinante: quello del Lazio. Dai rilievi appenninici alle pianure costiere, dalle colline vulcaniche ai promontori sul mare, questa regione custodisce una ricchezza geografica unica, capace di sorprendere a ogni passo. Questa ricca struttura orografica influisce profondamente sul clima della regione che cambia volto da costa a entroterra, modellando non solo il paesaggio, ma anche il cuore dell’agricoltura locale. Lungo la fascia costiera infatti prevalgono temperature miti e umidità costante, ideali per la coltivazione di ortaggi, agrumi e colture mediterranee, mentre internamente il clima assume connotazioni più continentali, con inverni rigidi ed estati calde che favoriscono la crescita dei vigneti. 

Dal punto di vista pedologico, i terreni del Lazio presentano un pH compreso tra 6 e 8, ideale per la maggior parte delle colture orticole e arboree. Un aspetto interessante riguarda le aree vulcaniche, dove i suoli sono particolarmente ricchi di sostanza organica e ben strutturati. Per quanto riguarda la salinità, i valori rilevati risultano generalmente bassi (ECe: 0,096 µS/cm), sebbene in alcune zone costiere o in quelle soggette a irrigazione intensiva sono più elevati.

agricoltura in lazio

Dove cresce l’eccellenza: il volto moderno dell’agricoltura in Lazio

L’identità agricola del Lazio si racconta attraverso i suoi frutteti, le sue vigne e i suoi oliveti, dove tradizione e innovazione si intrecciano in un paesaggio produttivo ricco e variegato. La forza del mondo agricolo laziale infatti si riflette nei numeri e nella diversificazione delle colture, che non rinuncia a qualità, sostenibilità e innovazione.

Secondo i dati Istat relativi al 2023, in termini di superfici coltivate, l’olivo domina incontrastato, occupando il 55,8% degli ettari destinati alle colture arboree , seguito dal nocciolo con il 16,9%, la vite da vino con il 14,4%, l’actinidia al 6,4% e il castagno intorno al 3%. In termini di produzioni, invece, spiccano actinidia e nocciolo, che rappresentano rispettivamente il 37,6% e il 26,3% della totale nazionale. Interessante, tra le drupacee, la quota relativa al pesco con una superficie di 1.631 ettari, seguita dal ciliegio con 854 ettari, il susino con 692, il melo con 408, il pero con 207 e infine l’albicocco con 160 ettari.
Per quanto riguarda le orticole, sovrastano il pomodoro (7,3%) e le zucchine (6,5%).
Il vino – nonostante il calo nella vendita dell’uva da vino (-30,3%) – si conferma un caposaldo della cultura agricola del Lazio, con una produzione in crescita del 31,4%. Discorso analogo per l’olio che ha vissuto un vero e proprio balzo, registrando un +40,3% rispetto al 2021.

Sono numeri che parlano di cambiamenti, di sfide, ma anche di forza. Perché mentre alcune colture registrano un rallentamento come l’uva da tavola, altre – come le foraggere (+36%), l’actinidia (+34,2%) e le coltivazioni arboree (+21%) – mostrano un sistema agricolo dinamico, pronto a reinventarsi e a valorizzare le sue eccellenze. Per questo, il Lazio agricolo oggi guarda al futuro con occhi nuovi, promuovendo pratiche sostenibili, innovazione tecnologica e modelli produttivi capaci di coniugare efficienza e rispetto per l’ambiente.

 

A cura di: Federica Del Vecchio
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