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In un’epoca in cui il cambiamento climatico mette alla prova anche le coltivazioni più robuste, il settore agricolo è costretto a evolvere. Le fitopatie aumentano, le stagioni si fanno meno prevedibili e la pressione sugli agricoltori cresce. In questo scenario complesso, la ricerca varietale diventa una delle armi più efficaci per garantire produzioni sane e costanti. Lo sa bene Esasem, storica azienda veronese attiva dal 1988, che ha recentemente presentato un nuovo ibrido destinato a fare la differenza: si chiama Tirreno F1, è un peperone rosso della tipologia Lamuyo e promette di rivoluzionare il modo di coltivare questa orticola grazie alle sue caratteristiche uniche che la rendono un prezioso alleato in campo. Resistenze genetiche, frutti regolari, alta produttività e facilità di raccolta: queste alcune delle sue peculiarità. A raccontarcele Fabrizio Iurato, product manager di Esasem.
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Partiamo dalle origini: qual è stato il percorso di selezione che ha portato allo sviluppo di Tirreno?
La nascita di Tirreno F1 è frutto di un rigoroso processo di selezione durato quattro anni. Come per tutte le varietà selezionate, il percorso si è articolato in tre fasi. Siamo partiti con la fase di ricerca, durante la quale i breeder hanno individuato le linee migliori, valutato l’attitudine combinatoria e fissato nel frattempo le resistenze ai principali patogeni. Solo dopo aver identificato una serie di ibridi innovativi e migliorativi della gamma già in essere si è passati alla seconda fase, quella dello sviluppo varietale. Questa ulteriore fase della durata di quattro anni ci ha consentito di testare la varietà in diversi ambienti e differenti cicli di trapianto così da verificarne la risposta alle condizioni climatiche e agronomiche più disparate e per poterne valutare a pieno la versatilità ed il mantenimento delle performance quali-quantitative.
Tirreno ha superato a pieni voti il test finale portandosi quindi alla fase finale di lancio commerciale.
In cosa si è particolarmente distinto il peperone Tirreno?
Una delle caratteristiche più innovative del nuovo peperone Tirreno è la sua elevata resistenza ai principali virus che colpiscono le Solanacee, in particolare quelli che fino a oggi mettevano a dura prova anche le varietà più robuste. Grazie alla resistenza genetica ai ceppi 0, 1 e 2 del virus del mosaico del tabacco (Tm:0-2), Tirreno è in grado di coprire l’intero spettro delle razze virali finora conosciute, offrendo così una protezione completa. Un dettaglio tutt’altro che marginale soprattutto per i trapianti effettuati in serre ed areali precedentemente utilizzate anche per la coltivazione di pomodoro, dove la presenza di virus, quali il ToBRFV, può compromettere le colture di peperone. Tirreno, dunque, offre una barriera efficace contro il rischio di trasmissione incrociata, garantendo piante sane e frutti privi di sintomi anche in situazioni potenzialmente critiche. In più, questa varietà è tollerante anche al Tomato Spotted Wilt Virus (TSWV), particolarmente diffuso in tutte le aree di coltivazione del bacino del mediterraneo. Aspetto che rende Tirreno una scelta sicura e affidabile per tutte le epoche di trapianto consigliate.

Come si presenta la varietà dal punto di vista morfologico?
A fare la differenza è anche la sua struttura comprendente un peduncolo particolarmente lungo, risultato di una base genetica studiata per migliorare gli aspetti qualitativi con riduzione al tempo stesso di manodopera necessaria alla produzione. In una pianta compatta che necessita di tutori e fili di sostegno, questa caratteristica fa la differenza: i frutti si sviluppano più distanti dal fusto e dai supporti, riducendo la percentuale di bacche deformate a causa di
uno sviluppo interno alla pianta. Il risultato? Frutti più regolari, più belli da vedere e più semplici da raccogliere, con un impatto positivo anche sul tempo di lavoro degli operatori. E non solo: il peduncolo allungato contribuisce anche a una resa, seppur in maniera lieve, leggermente superiore, massimizzando il potenziale produttivo della pianta senza compromessi sulla qualità.
Cosa distingue il peperone Tirreno dalle varietà tradizionali?
Tra i punti di forza che rendono il peperone Tirreno una varietà altamente performante c’è sicuramente il suo vigore controllato. A differenza di piante eccessivamente vigorose, che rischiano di creare squilibri nella crescita e nella produzione, questa cultivar si distingue per un equilibrio vegetativo ideale. Questo bilanciamento consente alla varietà affrontare cicli di coltivazione lunghi, mantenendo costante la fioritura e garantendo, di conseguenza, una fruttificazione continua e regolare nel tempo. Con un ciclo di maturazione precoce, una colorazione color rosso intenso e brillante, un’altra qualità da sottolineare è l’elevata regolarità dei frutti. Tirreno F1 è stato sviluppato per offrire peperoni dalla forma stabile e coerente: quattro lobi ben definiti e una struttura rettangolare, né troppo corta né eccessivamente allungata, proprio come richiede il mercato. Questo standard qualitativo si mantiene non solo in condizioni ideali, ma anche in presenza di stress biotici e abiotici, che solitamente tendono ad alterare la forma del frutto. Tirreno, invece, dimostra una notevole stabilità morfologica, assicurando a produttori e consumatori una costanza estetica e commerciale. Inoltre, Tirreno F1 è estremamente versatile e plastica: si adatta sia al ciclo autunno-vernino in Sicilia, sia ai trapianti invernali e primaverili nel Centro-Nord Italia. La possibilità di effettuare due cicli in un anno consente di garantire continuità di produzione nei diversi areali italiani, con una resa costante e di qualità per GDO e piattaforme distributive.
Il 2025 è stato l’anno di lancio commerciale del peperone Tirreno F1 e il suo debutto sembra essere promettente. La campagna è appena iniziata, ma i segnali raccolti finora sono più che incoraggianti. La domanda infatti è in crescita e l’interesse da parte dei produttori è tangibile. Per questo siamo fiduciosi che Tirreno diventerà un punto di riferimento nel panorama orticolo italiano.
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Federica Del Vecchio
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