Pianta simbolo della tradizione mediterranea, i fichi e fioroni sono spesso bersaglio di numerosi organismi nocivi, la cui gestione risulta complessa a causa della limitata disponibilità di agrofarmaci specifici. Considerata una coltura minore, questa pianta non riceve sufficiente attenzione da parte dell’industria agrochimica, che investe poco nello sviluppo di prodotti mirati o nell’estensione d’uso di quelli esistenti. Tuttavia, conoscere i principali parassiti del fico, è fondamentale per adottare strategie di difesa efficaci e sostenibili.
Parassiti del fico: gli insetti dannosi
Tra i principali nemici del fico vi sono numerosi insetti, tra cui emitteri, lepidotteri, coleotteri e ditteri.
- Emitteri
Cocciniglia biancarossa (Chrysomphalus dictyospermi): attacca in numerose colonie rami, frutti e foglie, insediandosi lungo le nervature della pagina inferiore delle foglie causandone il disseccamento e la caduta.
Ceroplaste (Ceroplastes rusci): provoca gravi deperimenti di rametti e foglie con vistosi cali produttivi.
Cocciniglia a barchetta (Eulecanium persicae): infesta le par-ti meno soleggiate della chioma, disponendosi in lunghe file lungo i rami.
Cocciniglia ostreiforme (Quadraspidiotus ostraeformis) e Cocciniglia rossa (Aonidiella aurantii): attaccano i rami e il tronco.
Cocciniglia di S. Josè (Quadraspidiotus perniciosus): infesta tutte le parti della pianta con una predilezione per frutti, rami e tronchi, che ricopre con una crosta fittissima di scudetti; le sue punture provocano macchioline rossastre sulla parte colpita, malformazioni nei frutti e un progressivo de-perimento della pianta.
Cocciniglia a virgola rappresentata da due specie dello stesso genere, la Mytilococcus conchiformis e la M. ficifoliae, mentre la prima attacca i rametti, la seconda parassitizza le foglie.
Psilla (Homotoma ficus): in primavera le larve attaccano le gemme, successivamente le foglie nella pagina inferiore vicino alle nervature, normalmente non provoca danni rilevanti. - Lepidotteri:
Efestia (Ephestia cautella): temibilissimo per la produzione di fichi essiccati, le larve rodono l’interno del frutto riempiendolo di escrementi, la femmina depone le uova sui fichi che cominciano a seccare sull’albero o sui frutti esposti al sole per completare l’essiccazione.
Tignola (Simaethis nemorana): le larve neonate rodono le foglie lasciando intatte le sole nervature, la seconda genera-zione di larve può attaccare anche i frutti. - Coleotteri:
Bostrico (Sinoxylon sex-dentatum): le larve e gli adulti scavano gallerie dirette in tutti i sensi interessando l’intero spessore dei rametti che possono facilmente spezzarsi.
Carpofilo (Carpophilus hemipterus): erode e danneggia i frutti essiccati.
Esperofane cinerino (Hesperophanes cinereus): le larve per 2-3 anni scavano profonde gallerie nel legno, le femmine ovidepongono su rami malati o legno esposto.
Ipoboro (Hypoborus ficus): gli insetti adulti scavano gallerie trasversali nel legno e nel cambio, mentre le larve scavano profonde gallerie perpendicolari, arrivando con azione sinergica ad interessare tutto il cilindro centrale con disseccamento e caduta della corteccia, vengono attaccati preferibilmente i rami deperiti o morti non tempestivamente eliminati con la potatura.
Pogonocero ispido (Pogonochaerus hispidus): la larva scava gallerie tortuose sotto la corteccia e nel legno, la femmina depone le uova sulla corteccia di rami vecchi e deperiti. - Ditteri
Mosca mediterranea (Ceratitis capitata): le larve attaccano la polpa del frutto distruggendola, successivamente il frutto marcisce e cade.

Sintomi causati dal virus del mosaico del fico, con aree clorotiche o decolorate di varie dimensioni Fonte: F. Nigro
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Malattie fungine e batteriche
I funghi possono causare gravi danni alla coltura del fico. Tra le principali patologie fungine si annoverano:
- Antracnosi (Ascochyta caricae): provoca sulle foglie tacche bruno-rossastre arrotondate o allungate lungo le nervature e al cui centro i tessuti disseccano e compaiono i picnidi.
- Brusone fogliare (Phyllosticta sycophila): provoca sulle fo-glie attaccate delle tacche color ocra al centro, bruno-rossastre ai margini esterni; le macchie confluendo provocano lacerazioni, accartocciamento e caduta delle foglie.
- Cancro rameale (Phomopsis cinerascens): attacca in seguito ad una ferita non disinfettata, soprattutto il tronco e le branche madri impiegando 2-3 anni per formare il cancro, l’alterazione inizia con una zona depressa che lentamente si allarga fino a circondare tutto il tronco.
- Colletotricosi (Colletotrichum caricae): provoca marcescenza e la caduta dei frutti immaturi, che dapprima mostrano tacche depresse e isolate confluenti successivamente in chiazze brune al centro più chiare in periferia.
- Marciume (Botrytis cinerea): provoca la mummificazione dei frutti e il disseccamento dei rametti, si conserva da un anno all’altro svernando sui frutti mummificati rimasti sulla pianta e sui rametti morti, non tempestivamente rimossi e distrutti.
- Vaiolatura (Cercospora bolleana): provoca macchie olivacee sulle nervature delle foglie, macchie che confluiscono formando grandi chiazze brunastre con accartoccia-mento e caduta delle foglie.
- Ruggine (Uredo fici): attacca le foglie provocando sulla pagina superiore delle macchie gialle e in corrispondenza sulla pagina inferiore i sori giallo-bruni, determina la caduta prematura delle foglie e ritardo della maturazione dei frutti.
A queste si aggiunge il mal secco (Bacterium fici), un’infezione batterica che annerisce i rami e provoca disseccamento e necrosi dei tessuti. D’estate colpisce anche le foglie che presentano in un primo momento macchie decolorate che diventano nerastre, con disseccamento e frantumazione dei tessuti.
Minaccia virale: il mosaico del fico
Tra le malattie di origine virale, il mosaico del fico rappresenta una delle più gravi. Si manifesta con foglie che presentano maculature di varie dimensioni giallognole e decolorate a cui fa seguito la necrosi delle aree inter-nervali o solo delle nervature con evidenti malformazioni; i frutti colpiti presentano malformazioni e caduta precoce; il vettore principale del virus è l’eriofide Aceria ficus.
La maggior parte delle affezioni patogene del fico si evitano ponendolo in condizioni vegetative e di crescita ottimali ed evitando il verificarsi di fenomeni di stress.
Strategie di difesa e sostenibilità
Per prevenire le affezioni patogene, è fondamentale garantire a queste piante condizioni ottimali di crescita ed evitare situazioni di stress. Alcune Regioni del Sud Italia, come Puglia e Basilicata, non includono ancora questa coltura nei Disciplinari di Difesa Integrata. Tuttavia, le Linee Guida nazionali di Difesa Integrata forniscono indicazioni utili per una protezione ecosostenibile per i fichi e fioroni.
Adottare un approccio integrato e sostenibile nella gestione dei patogeni del fico è la chiave per garantire una produzione sana e abbondante, preservando al contempo l’equilibrio dell’ecosistema agricolo.
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Autori: Agrimeca Grape and Fruit Consulting srl – Turi (BA)
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