Ceroplasti, i parassiti dal “guscio” ceroso

Conosciuti anche come cocciniglie elmetto, questi insetti fitofagi sono presenti in tutta Italia, dove possono compromettere colture agrumicole e non solo

da Federica Del Vecchio
ceroplasti

Diverse sono le cocciniglie capaci di infestare gli agrumi. Tra queste, una specie presente in Italia sin dai primi anni dell’Ottocento e diffusasi soprattutto nelle regioni meridionali è quella dei ceroplasti (Ceroplastes sinensis). Conosciuti anche come “cocciniglie elmetto”, questi piccoli insetti fitofagi, appartenenti alla famiglia dei Coccidi o Lecanidi, mostrano una spiccata predilezione per il mandarino, ma la loro azione infestante non si limita agli agrumi. Tra le specie ospiti, infatti, si annoverano anche il pero, l’albicocco e numerose piante ornamentali, sia arboree che erbacee, di cui compromettono salute e produttività.

A destare particolare preoccupazione è la loro strategia di sviluppo, che garantisce una costante presenza nelle coltivazioni, rendendo il controllo della specie particolarmente complesso. Per contrastarne la diffusione e limitare i danni, è dunque fondamentale conoscerne il ciclo biologico, individuando i momenti più efficaci per l’intervento così da poter adottare strategie di difesa mirate.

Ceroplasti: ciclo biologico

Facilmente riconoscibile per la sua caratteristica copertura cerosa, i ceropalsti si distinguono per il loro aspetto peculiare: le femmine adulte e le neanidi di terza età sono avvolte da placche cerose disposte a raggiera attorno a una placca dorsale più ampia e levigata. Questa particolare conformazione conferisce all’insetto una tipica forma emisferica, da cui il nome di “cocciniglia elmetto”. Il suo ciclo biologico è ben strutturato e ne garantisce la sopravvivenza nel tempo: C. sinensis sverna prevalentemente come neanide femminile di terza età o come giovane femmina già fecondata, mentre una parte dei maschi, rimasti allo stadio di neanide, completa la metamorfosi con lo sfarfallamento alla fine dell’inverno.

Successivamente, con l’arrivo della primavera, le neanidi femmina riprendono il loro sviluppo e raggiungono la maturità all’inizio dell’estate. Tra giugno e luglio, le femmine adulte iniziano a deporre le uova, dando origine a una nuova generazione. La nascita delle neanidi avviene prevalentemente tra luglio e agosto, periodo in cui le giovani larve si insediano dapprima sulla pagina superiore delle foglie per poi migrare sui rametti, dove completano il loro sviluppo nella primavera successiva.

I maschi seguono un percorso leggermente diverso: una parte sfarfalla in autunno, mentre un’altra attende la fine dell’inverno. Questo ciclo biologico consente ai ceroplasti di completare una generazione all’anno, assicurando una presenza costante nelle coltivazioni e rendendo la sua gestione particolarmente complessa. 

Ma quali sono i danni causati dai ceroplasti? 

I danni provocati da questi parassiti sono significativi e si manifestano principalmente su foglie e rametti, a causa delle punture trofiche che indeboliscono la pianta. Inoltre, la produzione di melata favorisce lo sviluppo della fumaggine, un fungo che ricopre la vegetazione con una patina scura, ostacolando la fotosintesi e riducendo il valore commerciale dei frutti.

Nei casi più gravi, un’infestazione massiccia può portare al deperimento della pianta e, se non adeguatamente contrastata, persino alla sua morte. La presenza della fumaggine, inoltre, compromette ulteriormente la qualità e l’aspetto del raccolto, rendendo urgente l’adozione di misure di controllo efficaci per contenere la diffusione della cocciniglia e proteggere le coltivazioni agrumicole.

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Strategie di contrasto alla cocciniglia elmetto

La lotta a C. sinensi si basa prevalentemente su interventi chimici, ma in natura esistono numerosi nemici naturali che possono contribuire al controllo delle popolazioni di questo fitofago. Tra i principali antagonisti figurano alcuni Coccinellidi, come quelli appartenenti ai generi Chilocorus ed Exochomus, le larve di Lepidotteri del genere Coccidiphaga, oltre ad alcuni imenotteri parassitoidi, tra cui Scutellista cyanea, specializzato nell’attacco alle uova, e Tetrastichus ceroplastophilus. Anche alcuni funghi del genere Verticillium si rivelano efficaci nel contrastare la diffusione della specie.

Quando il livello di infestazione diventa critico, superando la soglia di 3-5 neanidi per foglia, si rende comunque necessario un intervento con trattamenti chimici mirati. Questi vengono effettuati esclusivamente contro le giovani neanidi, fase in cui l’insetto risulta maggiormente vulnerabile, poiché gli adulti, soprattutto le femmine, sono protetti da una spessa corazza cerosa che ne riduce l’esposizione ai fitofarmaci. I trattamenti vengono eseguiti nel periodo estivo, utilizzando oli minerali leggeri associati a principi attivi specifici, come fosforganici, carbammati, piretroidi o buprofezin, quest’ultimo particolarmente efficace nel contrastare le neanidi. 

Diverse sono quindi le strategie che possono essere adottate per contrastare questi insetti. La combinazione di monitoraggio costante, corretta gestione della lotta chimica e impiego di antagonisti naturali resta tuttavia la chiave per salvaguardare salute e qualità del prodotto finale.

 

Federica Del Vecchio
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