Moria del kiwi, in arrivo i primi ristori per il Veneto

La Giunta regionale ha stilato la lista degli areali interessati dalla sindrome durante lo scorso anno. Dalle stime la produzione nel 2023 ha subito un ribasso del 37%.

da Redazione FruitJournal.com
moria dei kiwi

Il Veneto corre ai ripari per ristorare i coltivatori di kiwi che hanno visto disperdere, durante lo scorso anno, la loro produzione a causa della moria del kiwi (Kiwifruit Vine Decline Syndrome o KVDS). La Giunta regionale, infatti, con una delibera ha circoscritto le zone interessate in sei delle sette province venete, a partire dagli areali del Veronese, per poi passare a quelli di Padova, Treviso, Rovigo, Venezia e infine Vicenza. È proprio nel Basso Veronese che, nel 2012, fu segnalato per la prima volta un caso di moria del kiwi. Un episodio dapprima inizialmente isolato ma che negli anni successivi si è diffuso negli areali più produttivi come quelli di Latina.

La delibera regionale, accogliendo l’articolo 3 del Decreto Legge Agricoltura, ha fatto partire l’iter per la richiesta dei ristori da parte degli agricoltori colpiti dalla moria del kiwi.

A disposizione nel Fondo di Solidarietà Nazionale saranno previsti due milioni di euro che potranno andare nelle tasche di chi non ha già usufruito di risarcimenti derivanti da polizze assicurative o da fondi mutualistici. Le misure di sostegno, stando al Decreto Legge Agricoltura, consentono l’accesso a contributi in fondo capitale fino all’80% del danno accertato, prestiti ad ammortamento quinquennale a tasso agevolato e la proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. 

moria dei kiwi

La moria del kiwi, lo scorso anno, ha iniziato a fare la sua comparsa in Veneto a partire da giugno, per poi diffondersi sempre più nei due mesi successivi di luglio e agosto a causa delle elevate temperature. Il danno produttivo ha trovato conferma anche nei dati dell’Osservatorio economico agroalimentare dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore primario. La riduzione per il 2023 è stata stimata attorno al 37% su tutte le aree coltivate ad actinidia. 

I rilievi effettuati dall’Osservatorio fitosanitario regionale hanno permesso quindi di stilare un elenco di areali produttivi con un’incidenza del danno causato dalla moria del kiwi superiore al 30% della produzione lorda vendibile.

A seguito della pubblicazione della lista, la Regione ha quindi richiesto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste la dichiarazione del carattere di eccezionalità al fine di attivare gli interventi necessari. A quel punto, le imprese agricole presenti negli areali colpiti potranno presentare una richiesta di indennizzo a AVEPA (Agenzia Veneto per i pagamenti) e ottenere le risorse concesse dal Fondo di Solidarietà Nazionale. 

moria dei kiwi

Alcuni sintomi della moria dei kiwi (Fonte: CREA)

La moria del kiwi rappresenta ancora una delle sfide per chi coltiva l’actinidia, che sia a polpa verde, gialla o rossa. I primi sintomi si manifestano a partire da giugno-luglio e includono l’ingiallimento delle foglie, l’avvizzimento dei germogli e un generale deperimento della chioma. Con il decorrere della sindrome possono comparire altri sintomi come la riduzione della pezzatura e la mancata maturazione dei frutti. La sintomatologia più grave riguarda infine la comparsa di aree necrotiche sul tronco e sui rami principali, fino alla morte rapida a causa del collasso sistemico. 

Esistono varie scuole di pensiero riguardo le cause della moria del kiwi. C’è chi attribuisce il problema a infezioni patogene, chi alle condizioni ambientali avverse. Come rilevato invece da uno studio scientifico, alla base della moria del kiwi ci sarebbero le errate pratiche irrigue. L’actinidia, infatti, pur necessitando di molta acqua, teme molto i ristagni idrici responsabili di asfissia radicale. In queste determinate occasioni, le radici del kiwi vanno in sofferenza a causa della mancanza di ossigeno e sono più suscettibili agli attacchi fungini. 

Un problema con cui fare i conti

Intanto, qualche settimana fa i sindaci di alcune località nei dintorni di Latina, nei cui areali si concentra la maggior parte della produzione italiana, hanno richiesto un incontro con il Ministero dell’Agricoltura. Un confronto basato principalmente sui fondi stanziati dal Decreto Legge Agricoltura e che, secondo i primi cittadini, non basterebbero a ripagare i danni enormi causati dalla moria del kiwi, che sono stati stimati attorno a circa 215 milioni di euro. 

Gli agricoltori, però, sono sottoposti da anni alle conseguenze produttive ed economiche della fitopatologia, che stanno portando la produzione a una decrescita sostanziale. Per questo la richiesta di un confronto al Ministero per richiedere e semmai ottenere dei ristori adeguati non nasce dal nulla. Una sfida importante, questa della moria del kiwi, che i coltivatori stanno imparando ad affrontare anno dopo anno e con cui dovranno necessariamente fare i conti.

Silvio Detoma
© fruitjournal.com

Articoli Correlati