Cicalina verde, monitoraggio degli agrumi per la fetola

Il perdurare di un clima mite sta favorendo l’attività trofica della cicalina verde a carico dei frutti. Ma di cosa si tratta? E come può essere tenuta sotto controllo?

da Redazione FruitJournal.com
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L’autunno, soprattutto per il Sud Italia, si sta distinguendo per temperature ben al di sopra delle medie stagionali. Un clima piacevole per la vita quotidiana, ma tutt’altro che innocuo per la gestione delle colture agrarie. In agrumicoltura, in particolare, queste condizioni hanno infatti prolungato l’attività di alcuni parassiti come quella della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata). Tuttavia, essendo quest’ultimo un parassita notoriamente sensibile all’abbassamento termico. E mentre la mosca della frutta tende a ridurre la propria presenza negli agrumeti, un altro parassita rischia di diventare protagonista: la cicalina verde (Asymmetrasca decedens), responsabile della cosiddetta fetola parassitaria. Una fisiopatia spesso confusa con danni meccanici ma perfettamente riconducibile all’azione trofica dell’insetto sui frutti. 

Cicalina verde: come si sviluppa e perché provoca la fetola

La cicalina verde è tra i cicadellidi più diffusi negli ambienti mediterranei. Durante l’anno compie due o tre generazioni, sviluppandosi inizialmente sulle erbe spontanee o su piante erbacee coltivate, dove si susseguono gli stadi di uovo, neanide e ninfa. Quando queste risorse vegetali si riducono, oppure vengono eliminate dal diserbo meccanico, gli adulti tendono a migrare in massa verso gli agrumeti.

È qui che si manifesta il danno. Le punture sull’epicarpo dei frutti provocano la rottura delle ghiandole oleifere e la conseguente fuoriuscita degli oli essenziali. È questo fenomeno a determinare la comparsa delle tipiche macchie giallastre nelle arance e ferruginose nei mandarini e nei clementini. Una sintomatologia che non compromette in alcun modo la parte edibile del frutto, ma che può causare un notevole deprezzamento commerciale, rendendo la produzione meno appetibile per il mercato del fresco, che richiede standard estetici elevati.

La presenza della cicalina inizia solitamente tra fine ottobre e novembre, ma in annate come quella attuale, con temperature più alte del normale, l’attività trofica tende a protrarsi, aumentando la probabilità di ritrovare fetola sui frutti prossimi alla raccolta.

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Come intervenire per contrastare la cicalina negli agrumeti

In presenza di un clima ancora mite, il monitoraggio assume un ruolo decisivo. La valutazione della pressione del fitofago passa sia attraverso l’uso di trappole cromotropiche gialle, utili per intercettare gli adulti, sia tramite ispezioni visive per verificare la presenza delle tipiche macchie necrotiche sui frutti. La soglia economica di intervento generalmente adottata è pari al 2-3% di frutti colpiti, superato tale limite è opportuno programmare un trattamento, sempre valutando con attenzione la reale portata del danno, che talvolta risulta inferiore alla percezione iniziale.

Le strategie di difesa variano in funzione della conduzione aziendale. Nelle aziende biologiche si fa ricorso a formulati a base di olio essenziale di arancio dolce o azadiractina, sostanze che riducono l’attività trofica degli adulti e contribuiscono al contenimento della popolazione. In agricoltura integrata, invece, è possibile impiegare prodotti a base di etofenprox, da utilizzare in prossimità del superamento della soglia. Resta comunque fondamentale una gestione attenta del sottochioma: il diserbo meccanico, se condotto in modo razionale e non improvviso, aiuta a limitare migrazioni massive degli adulti dai cotici erbosi ai frutti.

Conclusioni

La persistenza di temperature miti sta modificando il comportamento stagionale di diversi fitofagi, tra cui la cicalina verde, che può rimanere attiva negli agrumeti più a lungo del previsto. Comprendere le dinamiche biologiche dell’insetto, monitorare in modo puntuale e intervenire solo quando necessario consente di contenere efficacemente la fetola parassitaria e tutelare il valore commerciale delle produzioni agrumicole.

 

La Redazione
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