Lanterna maculata, primi ritrovamenti in Europa

Dopo il primo ritrovamento in Moldavia e la successiva conferma in Ungheria, Lycorma delicatula entra nello scenario fitosanitario europeo. Ecco come riconoscerla, quali piante può colpire e quali danni può provocare.

da Federica Del Vecchio
lanterna maculata

Per anni il suo nome è stato associato soprattutto agli Stati Uniti, dove infestazioni elevate hanno interessato vigneti e altre colture. Adesso, però, Lycorma delicatula, conosciuta come lanterna maculata, è entrata anche nello scenario fitosanitario europeo. La prima segnalazione nella regione EPPO è arrivata nell’agosto 2026 dalla Repubblica di Moldova, nell’area di Chișinău. Poche settimane dopo, il 24 settembre, le autorità ungheresi hanno reso nota la presenza del fitofago anche nel Paese, dopo una prima conferma avvenuta a luglio nella contea di Bács-Kiskun. In entrambi i casi la presenza è attualmente considerata transitoria e sottoposta a misure ufficiali di controllo e sorveglianza.

Due segnalazioni ravvicinate che aumentano l’attenzione attorno a un insetto già noto per la sua elevata polifagia e per la capacità di spostarsi anche a grande distanza attraverso il trasporto accidentale delle ovature.

Dalla Moldavia all’Ungheria: i primi ritrovamenti

A riportare il caso moldavo è stata l’EPPO, sulla base delle informazioni diffuse dalle autorità fitosanitarie della Moldavia. Il focolaio è stato individuato nel municipio di Chișinău, all’interno di una zona industriale, su vegetazione spontanea di ailanto (Ailanthus altissima), una delle specie maggiormente associate all’insetto. A distanza di poche settimane è arrivata la segnalazione dall’Ungheria, dove la presenza è stata confermata nella contea di Bács-Kiskun. Lo status indicato dall’EPPO è attualmente quello di organismo transitorio, soggetto a intervento e sotto sorveglianza ufficiale.

L’attenzione è elevata anche perché nell’Unione europea L. delicatula è classificata come organismo nocivo da quarantena, quindi sottoposta a specifiche misure fitosanitarie volte a impedirne l’introduzione e la diffusione.

Come riconoscere la lanterna maculata

Lycorma delicatula è un insetto appartenente all’ordine degli Emitteri, famiglia Fulgoridae, dotato di apparato boccale pungente-succhiante. Il suo aspetto cambia sensibilmente nel corso dello sviluppo e proprio questa caratteristica può aiutare a riconoscerlo. Nei primi tre stadi giovanili, le neanidi presentano una colorazione prevalentemente nera, punteggiata da numerose macchie bianche. Nel quarto stadio l’aspetto cambia nettamente e compaiono vistose porzioni rosse su capo, torace e addome.

L’adulto raggiunge circa 2-3 centimetri di lunghezza. A riposo mostra ali anteriori grigiastre con macchie nere, che lo rendono relativamente poco appariscente. Quando le ali vengono aperte, però, diventano visibili quelle posteriori, caratterizzate da una combinazione molto riconoscibile di rosso, nero e bianco. Dal punto di vista del monitoraggio risultano particolarmente importanti anche le ovature, composte in genere da 30-50 uova, disposte in file e ricoperte da una secrezione cerosa grigiastra che, con il tempo, assume un aspetto simile a quello del fango secco. Questa protezione rende le ovature poco evidenti e facilita il loro trasporto accidentale. Possono infatti essere deposte non soltanto sulle piante, ma anche su pietre, pali, mezzi, container, pallet, attrezzature e altre superfici artificiali. È uno dei principali meccanismi attraverso cui la specie può superare rapidamente distanze molto maggiori rispetto a quelle percorse autonomamente dagli adulti.

lanterna maculata

Lycorma delicatula. Fonte: INaturalist

Vite e fruttiferi tra le numerose piante ospiti

Uno degli aspetti più rilevanti di L. delicatula è la capacità di utilizzare numerose piante ospiti. La gamma varia anche con l’età dell’insetto. Le forme giovanili possono alimentarsi su numerose specie erbacee e arboree, mentre negli stadi più avanzati aumenta la preferenza per piante legnose. Tra le colture di interesse agrario, l’elenco delle specie segnalate come ospiti è ampio. Oltre alla vite (Vitis vinifera), nel database EPPO figurano actinidia, melo, kaki, fico, albicocco, ciliegio, pesco, susino, melograno e pero, sebbene il semplice inserimento tra le piante ospiti non implichi necessariamente lo stesso livello di suscettibilità o di danno per tutte le colture.

L’ailanto resta una delle piante maggiormente associate al fitofago e può contribuire al mantenimento delle popolazioni anche in ambienti urbani e periurbani. Le evidenze più consistenti sul danno riguardano però soprattutto la vite, dove negli Stati Uniti infestazioni elevate e prolungate hanno prodotto effetti concreti sulla fisiologia e sulla produttività delle piante.

Cosa succede quando l’insetto si alimenta

Neanidi e adulti si alimentano sottraendo linfa ai tessuti vegetali. In presenza di popolazioni contenute il danno può essere limitato, ma infestazioni intense e persistenti possono avere effetti più marcati. Sulla vite, ricerche condotte negli Stati Uniti hanno associato forti infestazioni a una riduzione delle riserve di carboidrati e azoto nelle radici, a minori concentrazioni zuccherine nei frutti e, in determinate condizioni, a una riduzione della produzione nell’anno successivo. Al danno legato alla sottrazione di linfa si aggiunge poi un effetto molto più evidente. Durante l’alimentazione l’insetto produce abbondante melata, una sostanza zuccherina che si deposita su foglie, rami e vegetazione sottostante e favorisce lo sviluppo delle fumaggini.

Quando l’infestazione è elevata, queste colonizzazioni possono ricoprire parte della superficie fogliare, interferire con la fotosintesi e contribuire alla perdita di vigore della vegetazione. L’EPPO segnala inoltre, nelle situazioni più severe, avvizzimenti, disseccamenti di rami e riduzione quantitativa o qualitativa della produzione, soprattutto nei vigneti.

Un ciclo biologico che può favorirne la diffusione

La lanterna maculata compie generalmente una generazione all’anno e supera l’inverno allo stadio di uovo. Con la primavera iniziano le schiuse e le forme giovanili attraversano quattro stadi di sviluppo, passando tra diverse piante ospiti. Gli adulti compaiono nella parte avanzata della stagione e possono aggregarsi in gran numero sugli ospiti più attrattivi. Tra fine estate e autunno avvengono l’accoppiamento e la deposizione delle nuove ovature, che resteranno sulle superfici durante l’inverno prima di dare origine alla generazione successiva.

La capacità di volo permette all’insetto di muoversi localmente, ma per le introduzioni su lunga distanza è soprattutto il trasporto passivo delle uova  su mezzi, imballaggi e altri materiali a destare attenzione.

Fitofagi alieni, cresce l’importanza della sorveglianza

I ritrovamenti in Moldavia e Ungheria non significano che la lanterna maculata sia destinata automaticamente a insediarsi e diffondersi in Europa. In entrambi i Paesi sono state attivate misure ufficiali e la presenza viene ancora considerata transitoria. Le segnalazioni mostrano però quanto rapidamente un fitofago alieno possa comparire in nuove aree e quanto sia importante individuarlo nelle prime fasi dell’introduzione. Per specie polifaghe, capaci di sfruttare numerosi ospiti e di viaggiare attraverso forme difficili da individuare, il tempo che separa il primo ingresso dal riconoscimento può diventare determinante.

Per l’agricoltura europea e quindi italiana, riconoscimento precoce, monitoraggio delle piante ospiti e tempestività delle segnalazioni diventano quindi strumenti sempre più importanti per evitare che una nuova introduzione possa trasformarsi in un problema fitosanitario stabile.

Donato Liberto
© fruitjournal.com

Foto di apertura: INaturalist

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