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Nel susino, la scelta del portinnesto non incide soltanto sul vigore della pianta e sulla sua capacità di adattarsi alle caratteristiche del suolo. Può influenzare anche la produttività, la pezzatura e la consistenza dei frutti, oltre alla concentrazione zuccherina e al profilo qualitativo complessivo della produzione.
A confermarlo è uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori sulla cultivar di susino giapponese African Rose. Il confronto tra tre portinnesti ha evidenziato risposte nettamente differenti, offrendo indicazioni utili per orientare la scelta del materiale più adatto. L’obiettivo? Migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità del frutteto, contribuendo al tempo stesso ad accrescere la redditività delle aziende.
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Tre portinnesti a confronto
La sperimentazione è stata condotta nelle stagioni 2024 e 2025 in un frutteto privato di El-Khatatbah, in Egitto. Il confronto ha interessato piante di sei anni innestate su tre differenti portinnesti: Mariana 2624, Myrobalan 29 C e Nemaguard. Il primo è apprezzato per il vigore intermedio, il buon ancoraggio e la moderata resistenza ai nematodi galligeni, caratteristiche che ne hanno favorito l’impiego nei frutteti mediterranei di susino e pesco. Myrobalan 29 C e Nemaguard presentano invece profili vegetativi e agronomici differenti, utili per valutare risposte produttive alternative.
Le piante, della stessa età e coltivate con pratiche agronomiche uniformi, erano disposte a una distanza di quattro metri tra le file e quattro metri sulla fila. Questa impostazione ha consentito di attribuire principalmente al portinnesto le differenze riscontrate nella crescita, nella produzione e nella qualità delle susine.
Nemaguard spinge crescita e produttività
Il primo effetto evidente ha riguardato la crescita vegetativa. Nemaguard ha indotto lo sviluppo più vigoroso, con germogli lunghi oltre 53 centimetri in entrambe le annate e una superficie fogliare superiore rispetto agli altri portinnesti. Myrobalan 29 C ha mostrato valori intermedi, mentre Mariana 2624 ha contenuto maggiormente la crescita, producendo germogli più corti e foglie di dimensioni inferiori.
Le differenze più rilevanti hanno riguardato la produttività. Nemaguard ha raggiunto circa 450 frutti e 29,4 chilogrammi per albero nel 2024, mantenendo risultati simili anche nel 2025. Le rese di Myrobalan 29 C e Mariana 2624 sono state invece prossime alla metà. Il maggiore carico produttivo non ha penalizzato la pezzatura. Le susine ottenute su Nemaguard sono risultate anche le più grandi, con un peso medio di 65,5 grammi nel 2024 e 58,4 nel 2025. Lo stesso portinnesto ha prodotto inoltre i frutti più sodi, un vantaggio per la raccolta, il trasporto e la conservazione.

Effetto dei portinnesti Mariana, Myrobalan 29C e Nemaguard sulla lunghezza dei germogli (cm, A ) e sulla superficie fogliare (cm², B ) delle prugne ‘African Rose’ durante le stagioni 2024 e 2025. Le barre rappresentano le medie ± errore standard ( n = X per portinnesto). Le medie all’interno di ciascuna stagione seguite da lettere diverse sono significativamente diverse ( p < 0,05).
Myrobalan 29 C favorisce gli zuccheri
Il quadro cambia sul piano della qualità interna. Myrobalan 29 C ha prodotto le susine con il maggiore contenuto di solidi solubili, pari a 14,8 °Brix in entrambe le stagioni. Mariana 2624 ha registrato valori intermedi, mentre Nemaguard si è fermato a 12,9 °Brix. La minore concentrazione zuccherina di Nemaguard può essere collegata all’elevata produzione, che distribuisce gli assimilati su un numero maggiore di frutti.
Nemaguard ha però mostrato l’acidità più bassa e il rapporto più elevato tra zuccheri e acidi. Le sue susine, pur avendo un grado Brix inferiore, potrebbero quindi risultare comunque equilibrate al palato.
Più vitamina C e antocianine con Nemaguard
Nemaguard ha ottenuto i valori più elevati anche per vitamina C e antocianine. Queste ultime, responsabili della colorazione rossa e dotate di attività antiossidante, sono risultate superiori fino al 41% rispetto a Mariana 2624.
Nel complesso, Nemaguard appare più indicato per massimizzare resa, pezzatura e consistenza. Myrobalan 29 C risulta invece interessante quando l’obiettivo è ottenere una maggiore concentrazione zuccherina. Mariana 2624, nelle condizioni della prova, ha mostrato prestazioni inferiori sia per produttività sia per dimensioni dei frutti.
Tre portinnesti, tre profili produttivi differenti
L’analisi complessiva dei dati ha separato nettamente i tre portinnesti, confermando che ciascuno determina un profilo agronomico e qualitativo specifico. Prestazioni considerate favorevoli in un determinato ambiente possono infatti cambiare quando varia la combinazione tra suolo, clima e gestione agronomica.
Per questo, i risultati ottenuti su African Rose rappresentano soprattutto uno strumento di orientamento per la progettazione del frutteto. Prima di trasferire queste indicazioni ad altri areali, sarà necessario verificarle attraverso prove locali e pluriennali, capaci di considerare anche la stabilità produttiva, la risposta agli stress e la sostenibilità economica dell’impianto.
Federica Del Vecchio
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