Indice
- Come nasce Vivai Fortunato e quali sono stati i passaggi più importanti del suo percorso?
- Quali sono oggi i punti di forza che distinguono questa realtà nel panorama vivaistico?
- Su quali colture, tipologie di piante o segmenti produttivi avete scelto di puntare maggiormente, e perché?
- Quanto contano innovazione, ricerca e attenzione agli aspetti fitosanitari nella vostra attività quotidiana?
- Concludendo, qual è la visione futura di Vivai Fortunato?
Nel vivaismo frutticolo, la continuità non coincide mai con la semplice conservazione del passato. Al contrario, richiede la capacità di trasferire un patrimonio tecnico accumulato nel tempo dentro scenari produttivi che cambiano rapidamente, sotto la spinta del mercato, dell’innovazione varietale, dell’evoluzione dei modelli d’impianto e di una pressione fitosanitaria sempre più complessa. È in questo equilibrio tra radici storiche e aggiornamento costante che si colloca il percorso di Vivai Fortunato, realtà che affonda le proprie origini in una lunga tradizione familiare e che, nel corso dei decenni, ha progressivamente ridefinito il proprio ruolo, passando dalla produzione di materiale vivaistico tradizionale a un’impostazione sempre più orientata al servizio tecnico per il produttore. A raccontarlo Luca Fortunato, alla guida dell’azienda.
Come nasce Vivai Fortunato e quali sono stati i passaggi più importanti del suo percorso?
Vivai Fortunato nasce da una tradizione familiare antica, che affonda le proprie radici, secondo i racconti tramandati in famiglia, fino alla fine dell’Ottocento. I nonni di mio padre producevano già piante di mandorlo, portinnesti di ciliegio, in particolare Prunus mahaleb, e olivo. Nel tempo, il percorso aziendale ha seguito l’evoluzione dell’agricoltura, passando da una produzione legata soprattutto a piante selvatiche a un’impostazione più avanzata, centrata sulle esigenze del produttore. In questa direzione va anche l’ampliamento dell’offerta, con piante a radice nuda, ma anche in vaso e in vasetto, così da rendere più flessibili tempi e modalità di impianto.
Quali sono oggi i punti di forza che distinguono questa realtà nel panorama vivaistico?
I punti di forza dell’azienda si fondano su un insieme di fattori strettamente collegati: ricerca e sperimentazione continua, introduzione di nuove varietà, qualità delle produzioni e attenzione costante agli aspetti sanitari. A questi elementi si aggiunge il contributo di collaboratori qualificati, impegnati nei diversi comparti aziendali. Il controllo dei campi di piante madri, la certificazione sanitaria e il presidio della qualità lungo il processo produttivo hanno consentito all’azienda di consolidare una reputazione solida nel panorama vivaistico italiano.
Su quali colture, tipologie di piante o segmenti produttivi avete scelto di puntare maggiormente, e perché?
Il focus resta quello delle specie mediterranee, a partire dal mandorlo, coltura storicamente legata all’identità aziendale. Accanto a questa, Vivai Fortunato continua a investire su pesco, ciliegio, albicocco, susino e su altre specie che, pur avendo un peso più contenuto, mantengono un interesse commerciale preciso. Le scelte produttive dipendono soprattutto dalla domanda di mercato e dalle caratteristiche del bacino commerciale di riferimento. In questo quadro rientra anche l’olivo, sul quale l’azienda ha sviluppato produzioni in vasetto di livello qualitativo elevato, in grado di offrire maggiore elasticità nella programmazione degli impianti.

Quanto contano innovazione, ricerca e attenzione agli aspetti fitosanitari nella vostra attività quotidiana?
Contano in modo decisivo. L’innovazione, infatti, non può essere separata dalla ricerca: ogni investimento produttivo nasce da un’attività continua di osservazione, sperimentazione e confronto con istituzioni pubbliche e private. Sul piano fitosanitario, l’attenzione è massima. In vivaio, la qualità della pianta non può prescindere dal controllo sanitario, che viene assicurato attraverso un monitoraggio costante delle produzioni, svolto anche con il supporto di tecnici esterni.
Concludendo, qual è la visione futura di Vivai Fortunato?
Le prospettive future restano concentrate sulla produzione di piante in vasetto e di astoni a radice nuda, con un orientamento sempre più aderente alle esigenze dei produttori. L’obiettivo è mantenere elevati gli standard qualitativi e fitosanitari, rafforzando al tempo stesso il rapporto con il mondo produttivo, sia direttamente sia attraverso le Organizzazioni di produttori.
La missione, in fondo, resta la stessa: costruire piante. Oggi, però, questo significa farlo in modo sempre più preciso, adattando il materiale vivaistico ai nuovi metodi d’impianto, ai cambiamenti climatici e all’evoluzione delle esigenze tecniche delle aziende agricole.
Ilaria De Marinis
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