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Con oltre 29.600 quintali venduti nel 2025 e una crescita del 5,7% rispetto al 2024, la Cipolla Bianca di Margherita IGP consolida il suo primato tra le eccellenze agroalimentari italiane. Un risultato che rafforza il valore economico e identitario di un prodotto che deve le sue qualità distintive a un territorio ben preciso: la fascia costiera del comune di Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, e le aree di Zapponeta e Manfredonia, nel Foggiano. È qui, tra terreni sabbiosi e un microclima unico, che cresce la popolazione locale di bulbi della specie Allium cepa L., riconoscibile per i bulbi bianchi, la consistenza tenera e l’elevato contenuto di zuccheri, che le conferisce il tipico sapore dolce e succulento.
Le caratteristiche della Cipolla Bianca di Margherita IGP
In base al periodo di produzione, la Cipolla Bianca di Margherita IGP si distingue in quattro ecotipi tradizionali, frutto di una selezione secolare. La Marzaiola, o Aprilatica, è la varietà più precoce e viene raccolta a partire da metà marzo; si distingue per la caratteristica forma schiacciata ai poli. Segue la Maggiaiola, disponibile nel mese di maggio, leggermente più tardiva e con una conformazione meno appiattita. Chiudono il ciclo produttivo la Giugniese e la Lugliatica, varietà più tardive raccolte tra giugno e metà luglio, riconoscibili per una forma più regolare e isodiametrica. Questa articolazione produttiva garantisce una presenza continua sui mercati da aprile a luglio, periodo in cui la cipolla di Margherita esprime al meglio le proprie qualità ed è maggiormente richiesta.
Al momento della raccolta, il prodotto deve rispondere a precisi parametri qualitativi che ne certificano l’eccellenza. Il colore è rigorosamente bianco, mentre il contenuto di zuccheri riducenti supera i 3,8 grammi per 100 grammi di prodotto, conferendo alla cipolla il tipico sapore dolce e succulento. La consistenza si mantiene tenera e croccante e la commercializzazione è ammessa sia nella versione spazzolata sia in quella non spazzolata; in quest’ultimo caso è consentita la presenza di residui di sabbia, elemento che richiama il forte legame con i terreni sabbiosi della zona di produzione.

Fonte: Consorzio Cipolla Bianca di Margherita IGP
Metodo di produzione: tradizione e sostenibilità
Come anticipato il metodo di ottenimento della Cipolla Bianca di Margherita IGP si fonda su ecotipi locali che si sono perfettamente adattati alle condizioni pedoclimatiche della fascia costiera. Il ciclo produttivo prende avvio con la semina nei semenzai tra la fine di agosto e il mese di settembre, seguita dal trapianto delle piantine in campo aperto nel periodo compreso tra novembre e febbraio. L’irrigazione viene modulata in base all’andamento stagionale delle piogge e alle esigenze evapotraspirative delle piante e prosegue fino a quando inizia a manifestarsi il collasso del cosiddetto “collo”, segnale dell’avvicinarsi della maturazione. La maturazione non avviene in modo uniforme, motivo per cui la raccolta può iniziare quando almeno la metà delle piante presenta le foglie incurvate; le operazioni si svolgono rigorosamente a mano, a tutela dell’integrità del prodotto.
Anche la produzione del seme segue criteri di territorialità: i semi destinati ai nuovi impianti vengono ottenuti localmente attraverso il reimpianto dei bulbi selezionati al momento della raccolta, mantenendo invariati i metodi colturali e di difesa.
Dalle origini ottocentesche al marchio IGP
Le radici della Cipolla Bianca di Margherita IGP risalgono agli inizi del XIX secolo, quando in questa zona costiera si sviluppò una tecnica colturale distintiva. Gli agricoltori locali impararono a produrre seme su terreni sabbiosi, creare semenzali, trapiantare manualmente le piantine e proteggerle dall’erosione del vento con la paglia, pratiche che ancora oggi caratterizzano la coltivazione. Le prime tracce di commercializzazione risalgono proprio all’Ottocento, ma è dalla metà del secolo che la cipolla di Margherita diventa una presenza stabile e riconosciuta nei mercati ortofrutticoli italiani.
Questo lungo percorso di selezione e cura ha trovato un riconoscimento ufficiale nel 2015, quando il prodotto ha ottenuto il marchio IGP. Un valore che si conferma ancora oggi, testimoniato dai risultati del 2025 e dal crescente apprezzamento dei consumatori, sempre più attenti alla qualità, alla tracciabilità e alla storia dei prodotti che portano sulle loro tavole.
Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com
Foto di apertura: Consorzio Cipolla Bianca di Margherita IGP