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Un ciliegio che non entra in dormienza, mantiene le foglie e continua a crescere anche durante l’inverno. È questo l’identikit del primo ciliegio sempreverde, sviluppato da un team di ricercatori in Aragona. A presentare i primi risultati dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Plant Science, sono stati Ana Wünsch, del Dipartimento di Scienza Vegetale del Centro di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare di Aragona (CITA), e Afif Hedhly, ricercatore della Fondazione ARAID presso la Stazione Sperimentale Aula Dei (EEAD-CSIC).
Ma perché questa scoperta è così importante? Il ciliegio, come tutte specie caducifoglie, si caratterizza solitamente per la perdita delle foglie durante la stagione sfavorevole, l’inverno nelle zone temperate. Questo processo coincide con l’entrata in dormienza della coltura, un sistema che attraverso il soddisfacimento del fabbisogno in freddo, permette alla pianta una corretta ripresa vegetativa in primavera. Ma con il riscaldamento globale, le ore di freddo si stanno riducendo sempre di più, mettendo a rischio fioritura, allegagione e produzione. In questo scenario, il ciliegio sempreverde rappresenta un materiale genetico unico: uno strumento prezioso per comprendere i meccanismi che regolano la crescita stagionale degli alberi e il loro adattamento ai nuovi climi. La sua scoperta apre la strada allo sviluppo di nuove varietà capaci di crescere in aree più calde e di garantire la sostenibilità della frutticoltura nel lungo periodo.
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Un risultato ottenuto senza modifiche genetiche
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il ciliegio sempreverde non è il risultato di tecniche di ingegneria genetica, bensì di un lungo lavoro di miglioramento varietale condotto con metodi tradizionali. Per raggiungere questo traguardo, i ricercatori hanno studiato alberi di ciliegio dolce della varietà Cristobalina, coltivati presso il Centro di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare di Aragona, in Spagna.
Nel maggio 2021 sono stati raccolti 173 frutti completamente maturi, ottenuti da impollinazione naturale, circa due mesi dopo la piena fioritura, nel normale periodo di maturazione della varietà. Dagli stessi frutti, gli scienziati hanno isolato gli embrioni, coltivandoli in laboratorio per generare piante clonali. Queste nuove piante, insieme ad alcuni ciliegi selvatici utilizzati come confronto, sono state poi coltivate in serra e attentamente monitorate durante il primo anno, per osservare sviluppo, comportamento vegetativo e eventuale ingresso nella dormienza invernale.
Nasce EVG, il ciliegio sempreverde
Tra tutte le piantine ottenute, una ha subito attirato l’attenzione dei ricercatori. Battezzata EVG (da evergreen, cioè sempreverde), questa pianta si è dimostrata profondamente diversa dalle altre, continuando a crescere per tutto l’anno e mantenendo le foglie anche in autunno. Un comportamento completamente insolito per un ciliegio.
A differenza delle piantine tradizionali, che crescono lentamente e vanno in riposo invernale, EVG ha mostrato una crescita rapida in altezza, una produzione abbondante di foglie e rami laterali, fioritura quasi assente e perdita soltanto delle foglie più vecchie. Negli anni successivi, anche quando la crescita verticale si è allineata a quella dei ciliegi normali, il comportamento sempreverde è rimasto costante e la pianta non ha mai prodotto fiori. Analisi genetiche approfondite hanno confermato che EVG deriva dall’autoimpollinazione di Cristobalina, sottolineando l’unicità di questo ciliegio.

L’evg di ciliegio dolce non produce gemme né entra in dormienza. Una serie temporale di sviluppo durante il ciclo di dormienza 2022-2023 per 3 individui di tipo selvatico e 4 piante clonali di evg. Mentre tutti gli individui di tipo selvatico hanno prodotto gemme terminali prima dell’inizio della serie temporale di sviluppo e hanno perso le foglie entro la fine di dicembre, le piante di evg non hanno prodotto gemme terminali né hanno perso le foglie. A dicembre, è stato osservato un apparente rallentamento della crescita dell’evg (le frecce bianche indicano le gemme non completamente formate), ma ha continuato a crescere per tutto il periodo di dormienza. Fonte: Frontiers
Verso nuove varietà resistenti al clima che cambia
La pianta di ciliegio dolce EVG descritta in questo studio rappresenta un caso straordinario: è solo il quarto esempio conosciuto di pianta legnosa capace di crescere continuamente senza entrare in dormienza invernale. Il meccanismo esatto alla base di questo comportamento non è ancora del tutto noto, ma proprio per questo EVG costituisce un materiale di studio preziosissimo per comprendere quando e come le piante interrompono la crescita, come entrano in dormienza durante l’inverno e come riprendono lo sviluppo in primavera. Ma non solo. Capire questi processi è fondamentale per spiegare come gli alberi sopravvivano alle basse temperature nelle zone temperate e assume un valore strategico per la cerasicoltura.
Una scoperta che potrebbe segnare un punto di svolta per il futuro della frutticoltura aprendo la strada allo sviluppo di nuove varietà che richiedono meno freddo invernale, ampliando le aree di coltivazione e fornendo strumenti concreti per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.
Federica Del Vecchio
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