Mandorla DIVINA: dalla Spagna una nuova varietà

Frutto di un decennio di ricerca da parte dell’istituto spagnolo IRTA, questa cultivar coniuga innovazione agronomica, qualità nutrizionale e sostenibilità

da Federica Del Vecchio

Quando si parla di innovazione varietale nell’ambito della mandorlicoltura, difficilmente viene da pensare all’Italia. A parte le cultivar più note e consolidate, capaci di adattarsi ai diversi ambienti di coltivazione del Paese, negli ultimi anni infatti i progressi nella ricerca sono stati parziali e frammentati. E ciononostante un comparto dalle enormi potenzialità che, specie in un territorio come quello nazionale e forte del ricco e variegato germoplasma locale, potrebbe offrire interessanti novità. Lo sa bene la Spagna che, al contrario, continua a investire con decisione su innovazione e ricerca genetica. Dopo oltre un decennio di studi, l’Istituto spagnolo di ricerca e tecnologia agroalimentare (IRTA) ha presentato una nuova varietà destinata a segnare un punto di svolta: la mandorla DIVINA che, puntando su innovazione e qualità, punta a rispondere alle esigenze dei produttori e alle nuove tendenze di consumo orientate verso qualità, sostenibilità e valore nutrizionale.

DIVINA, la mandorla del futuro

Sintesi di innovazione agronomica e valore nutrizionale, la mandorla DIVINA nasce come risposta concreta alle sfide della mandorlicoltura contemporanea. Il suo punto di forza risiede nella sinergia fra tre caratteristiche distintive che la rendono un unicum nel panorama produttivo internazionale:

  • la fioritura extra-tardiva, che agisce come una barriera naturale contro le gelate primaverili, uno dei principali rischi per i produttori;
  • l’autofertilità, che semplifica la gestione del frutteto, eliminando la dipendenza dagli impollinatori e consentendo un utilizzo più efficiente degli spazi e delle risorse;
  • l’elevata produttività, che permette di massimizzare la resa per ettaro, rafforzando la sostenibilità economica delle aziende agricole.

Il potenziale della mandorla DIVINA, però, non si limita al campo. Dopo la raccolta, questa varietà conferma il suo valore grazie a un profilo nutrizionale di eccellenza, caratterizzato da un’elevata presenza di fibre, grassi buoni e acido oleico. Un equilibrio che la colloca tra gli alimenti funzionali più apprezzati dai consumatori attenti alla salute e all’alimentazione equilibrata. A completare il quadro, ottime prestazioni industriali che ne facilitano la lavorazione e la trasformazione, rendendola ideale per le diverse applicazioni dell’industria alimentare. In definitiva, DIVINA non è soltanto una nuova varietà di mandorla, ma il simbolo di un nuovo modello produttivo capace di coniugare efficienza, qualità e sostenibilità.

mandorla

Uno sguardo al contesto

Il lancio di DIVINA non è un episodio isolato, ma l’espressione di un dinamismo strutturale. Il mandorlo è infatti una delle colture in più rapida crescita in Spagna, con un comparto che vanta numeri da primato, tra gli oltre 760mila ettari destinati alla coltivazione e una produzione che supera le 120mila tonnellate annue. In questo contesto, l’innovazione varietale travalica i confini del laboratorio, per completare il puzzle con un tassello in più, quello che permette di mantenere la competitività e rispondere alle sfide globali, offrendo prodotti sempre più sostenibili, di qualità e apprezzati dai consumatori.

 

 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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