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Sapore intenso e una qualità riconosciuta e tutelata a livello europeo, sono queste le caratteristiche che fanno dell’ Arancia del Gargano IGP una delle eccellenze agroalimentari più autentiche della Puglia. Si tratta di un agrume unico, frutto di un legame indissolubile tra territorio, tradizione agricola e condizioni climatiche favorevoli, che da secoli garantiscono caratteristiche organolettiche inconfondibili e una reputazione internazionale.
La denominazione di Indicazione Geografica Protetta è riservata esclusivamente alle arance coltivate in una porzione specifica del Promontorio del Gargano, che comprende i comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. È un’area che si estende lungo la fascia costiera e sub-costiera, delimitata da confini naturali e caratterizzata da suoli calcarei e terreni rossi mediterranei, ricchi di potassio e microelementi preziosi. Queste particolari condizioni pedoclimatiche, unite a un clima mite e all’influenza dei venti, creano l’ambiente ideale per una maturazione lenta e scalare. Ed è proprio questa peculiarità che rende le arance del Gargano uniche nel panorama agrumicolo italiano, capaci di distinguersi per gusto, qualità e storia.
Arancia del Gargano IGP: le varietà
La denominazione IGP è riservata a due cultivar principali coltivate da secoli nel promontorio pugliese. La prima è il Biondo Comune del Gargano, un’arancia dal colore giallo-dorato intenso, con forma sferica o leggermente piriforme. La sua buccia è sottile ma resistente, la polpa succosa e dolce, con un contenuto zuccherino elevato e un’acidità molto bassa. Ogni frutto, garantisce una resa in succo di almeno il 35%, rendendolo ideale sia per il consumo fresco che per la trasformazione. Accanto a questa varietà troviamo la più caratteristica e autoctona Duretta del Gargano, conosciuta localmente come “Arancia tosta”. Si distingue per la buccia sottile di colore arancio chiaro, la superficie liscia e la polpa ambrata, croccante e quasi priva di semi. Dal sapore intenso e con un tenore zuccherino superiore al 10%, la Duretta è una vera rarità nel panorama agrumicolo italiano.
Entrambe le cultivar devono presentarsi con un peso minimo di 100 grammi e una buccia uniformemente colorata, a garanzia della loro qualità certificata.

Come nasce l’Arancia del Gargano IGP
La produzione dell’Arancia del Gargano IGP è il risultato di un equilibrio perfetto tra ambiente naturale e tradizione agricola. Gli agrumeti sorgono lungo le vallate calcaree del promontorio garganico, su terreni caratterizzati dai tipici suoli rossi mediterranei, ideali per conferire al frutto le sue qualità distintive. Alla base della coltivazione c’è il portainnesto di Melangolo, utilizzato da secoli dagli agricoltori locali, sostituibile solo con varietà certificate secondo le normative vigenti. Spesso consociati con il limone Femminello del Gargano, gli aranceti si sviluppano su terreni pianeggianti o in pendio, spesso sistemati a terrazzo con muretti a secco, in un paesaggio che unisce funzionalità e bellezza. Per proteggerli dai venti, gli agricoltori si affidano a frangivento naturali di lecci e allori, oppure a reti e canneti. La disposizione delle piante segue il sesto d’impianto tradizionale a quinconce, con una densità compresa tra 250 e 400 alberi per ettaro. Le chiome degli aranci vengono modellate nella tipica forma a “cupola”, una semisfera cava all’interno che favorisce l’arieggiamento e rende più agevoli le operazioni di raccolta. Le pratiche colturali rispettano i ritmi naturali: irrigazioni estive, concimazioni prevalentemente organiche e potature annuali che mantengono l’equilibrio tra vegetazione e produzione. Grande attenzione è rivolta alla difesa dalle avversità climatiche e dai parassiti, con metodi che privilegiano processi biologici e sostenibili.
Anche le rese sono controllate per garantire la qualità: massimo 30 tonnellate per ettaro per il Biondo Comune e 25 tonnellate per ettaro per la Duretta. La raccolta, esclusivamente manuale e con l’uso di forbici, rispetta i tempi naturali di maturazione, che sul Gargano si distinguono per la loro eccezionale scalarità: dal 15 aprile a fine agosto per il Biondo Comune, e dal 1 dicembre al 30 aprile per la Duretta. È vietata qualsiasi maturazione artificiale, a tutela della genuinità del prodotto. Infine, anche il confezionamento avviene unicamente nell’area di produzione, garanzia di tracciabilità e di rispetto del disciplinare che custodisce l’identità di questo frutto straordinario.
Un legame secolare con il territorio
Territorio si, ma non solo. Il successo dell’Arancia del Gargano attraversa i secoli: già nel Medioevo questi agrumi erano apprezzati e commerciati in tutta Europa, mentre nel XIX secolo raggiunsero persino gli Stati Uniti. A renderli straordinari non sono soltanto il gusto intenso e la lunga conservabilità, ma anche il sapiente lavoro degli agricoltori locali, custodi di tecniche tradizionali rispettose dell’ambiente. La fama dell’arancia è confermata anche dalle tradizioni popolari: dal 1700, ogni febbraio, a Vico del Gargano si celebra la processione in onore di San Valentino, patrono degli agrumeti, durante la quale aranci e limoni vengono benedetti come simbolo di prosperità e buon raccolto. Insomma, storia, sapore e valori nutrizionali, fanno dell’Arancia del Gargano IGP è una vera eccellenza, capace di raccontare la Puglia e di conquistare ancora oggi consumatori e mercati in Italia e nel mondo.
Federica Del Vecchio
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