Cereza del Jerte: gusto ad alta quota

Simbolo della tradizione agricola dell’Estremadura, questa cultivar garantisce qualità organolettica, tracciabilità e autenticità territoriale.

da Federica Del Vecchio

Incastonata tra le montagne dell’Estremadura settentrionale, la Valle del Jerte custodisce un autentico gioiello dell’agricoltura spagnola: la Cereza del Jerte. Non una semplice ciliegia, ma un prodotto d’eccellenza, tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta (DOP), frutto di una tradizione secolare e di un ambiente naturale straordinariamente generoso. Oltre cento le varietà di ciliegie coltivate in questa valle, ma solo le più pregiate ottengono il marchio di qualità che ne certifica l’origine e le caratteristiche superiori.

La DOP Cereza del Jerte, infatti, ne tutela due tipologie ben distinte: le ciliegie tradizionali con peduncolo e le celebri Picotas del Jerte, riconoscibili per l’assenza del gambo. Otto le varietà certificate complessivamente, suddivise in due categorie che, insieme, rappresentano un’unica eccellenza ortofrutticola.

Cereza del Jerte con gambo

Partiamo dalle varietà con peduncolo. Sono quattro le varietà che vantano la certificazione DOP Cereza del Jerte. Le prime a comparire sul mercato, tra metà e fine maggio, sono le Burlat e le Navalinda, quest’ultima varietà autoctona della valle, è nota per il suo sapore dolce, la polpa croccante e la caratteristica forma a cuore. Seguono le varietà a maturazione tardiva, Van e Lapins, disponibili da giugno fino a luglio inoltrato, con possibilità di estendere la raccolta fino ad agosto, a seconda delle condizioni climatiche. 

È bene specificare che seppur coltivate nella valle da oltre trent’anni, le varietà Burlat, Van e Lapins sono state ufficialmente inserite nel disciplinare della DOP solo nel 2025. Un riconoscimento che rafforza il forte legame tra la qualità del prodotto e il suo territorio d’origine.

Le Picotas del Jerte: le regine senza gambo

Ma il vero simbolo della valle è la Picota del Jerte. Questi frutti crescono oltre i 2.000 metri di altitudine, su terreni ricchi e ben drenati, alimentati esclusivamente da ruscelli naturali. L’ambiente montano, unito alla purezza dell’aria e all’assenza di irrigazione artificiale, contribuisce a conferire alle Picotas una qualità organolettica straordinaria. La loro caratteristica distintiva è la naturale assenza del gambo: il frutto, infatti, si stacca dal peduncolo, lasciando una cicatrice perfettamente sigillata che ne preserva la freschezza e ne impedisce la contaminazione. Questo processo naturale distingue nettamente la Picota dalle ciliegie diraspate artificialmente. 

Le varietà riconosciute di Picota sono quattro: Ambrunés, Pico Colorado, Pico Negro e Pico Limón Negro. Proprio perché coltivate senza irrigazione artificiale, queste ciliegie sviluppano un’elevata concentrazione di zuccheri, che può raggiungere punte di 24 °Brix. Pur essendo più piccole rispetto alle ciliegie tradizionali, le Picotas si distinguono per la consistenza croccante, il sapore intensamente dolce e il caratteristico colore rosso scuro che le rende immediatamente riconoscibili. Inoltre, vantano una lunga conservabilità, potendo mantenersi fresche in frigorifero per oltre due settimane.

cereza del jerte

Ma quali sono le origini della Cereza del Jerte?

Le sue radici affondano in epoche remote, con riferimenti che la collegano al periodo della dominazione araba nella penisola iberica. Tuttavia, le prime testimonianze documentate risalgono solamente al XIV secolo, lasciando aperto il dibattito sull’effettivo momento in cui questa coltivazione abbia preso piede nella valle. Oggi, il Jerte è celebre non solo per la qualità delle sue ciliegie, ma anche per uno degli eventi naturali più suggestivi d’Europa: la fioritura primaverile. Ogni anno, oltre due milioni di ciliegi in fiore trasformano la valle in un’immensa distesa bianca, offrendo uno spettacolo visivo che sfugge a ogni descrizione e attira migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Un marchio che garantisce autenticità

Clima ideale, suoli fertili, microclima incontaminato e, soprattutto, l’impossibilità di meccanizzare gran parte del lavoro svolto sulle terrazze: sono queste le caratteristiche che, nel 1996, hanno portato la Cereza del Jerte a ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta. Un sigillo che non rappresenta solo una certificazione, ma è un vero e proprio racconto di genuinità, sapore autentico e dedizione artigianale. Che si tratti delle dolci ciliegie con gambo o delle inconfondibili Picotas, ogni morso è l’espressione di una tradizione secolare fatta di passione, montagna e mani esperte.

 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

Articoli Correlati