Indice
La gestione fitoiatrica dell’olivo in questo secondo periodo dell’anno richiede un impegno maggiore, soprattutto a causa della presenza di alcuni parassiti che, se non monitorati tempestivamente e controllati con mezzi adeguati, possono causare danni anche consistenti. Attualmente, la disponibilità di questi mezzi di controllo è ancora limitata, quindi è fondamentale che l’operatore abbia una buona preparazione tecnica. Solo così potrà applicare con criterio le pratiche agronomiche che favoriscono un equilibrio tra suolo, coltura, ambiente e mezzi di difesa.
Per quanto riguarda l’annata 2025, si prevede una buona produttività, considerando l’abbondante fioritura che si sta riscontrando sulle piante al momento della stesura di questo articolo. A questo proposito, è opportuno ricordare il concetto: «Non c’è alta qualità di prodotto, se non c’è alta qualità di filiera e di difesa fitosanitaria».
Biologia e comportamento della mosca delle olive (Bactrocera oleae)
Nonostante oltre un secolo di studi, ricerche e prove di controllo, la mosca delle olive rimane ancora oggi la specie-chiave per la difesa della produzione olivicola. Molti studi ci hanno aiutato a capire meglio i comportamenti bio-etologici di questo insetto, permettendoci di adattare e migliorare le strategie di controllo. In passato, si concentrava l’attenzione principalmente sulla larva presente nella drupa, grazie anche all’uso di alcuni insetticidi. Tuttavia, con le limitazioni di questi mezzi, ora la gestione si deve spostare, almeno temporaneamente, verso il controllo degli adulti.
Questo cambio di approccio richiede una maggiore pianificazione e coordinazione delle attività, oltre a un’integrazione di diversi mezzi di controllo disponibili sul mercato. Quando si interviene su una popolazione adulta di mosche, è importante ricordare che queste si spostano su vaste aree territoriali, rendendo quindi impossibile un controllo localizzato. Per questo motivo, è fondamentale operare su grandi superfici, poiché maggiore è l’area trattata, maggiore sarà l’efficacia. È altrettanto importante programmare un monitoraggio costante della popolazione di B. oleae, sia per supporto tecnico che per verificare l’efficacia delle azioni intraprese.
Spesso, le tecniche di controllo degli adulti non permettono di quantificare con precisione la riduzione o l’eliminazione degli individui, quindi è necessario adottare sistemi di monitoraggio durante tutto il periodo di attività della mosca. Questo aiuta a valutare l’efficacia dei mezzi usati e, se necessario, permette di intervenire integrando altri sistemi di controllo.
Per impostare correttamente le strategie di controllo, è importante conoscere bene il comportamento di B. oleae. La mosca delle olive è molto sensibile alle variazioni di temperatura e umidità relativa. Le femmine, prima di deporre le uova, devono trovare sulla vegetazione e sulle drupe condizioni favorevoli alla sopravvivenza delle larve. In particolare, la femmina cerca attentamente l’oliva per percepire se è recettiva alla deposizione. È attratta da batteri epifiti presenti sul filloplano, come Pseudomonas putida, ma soprattutto ricerca la presenza di un batterio specifico chiamato Candidatus Erwinia dacicola. La femmina ingerisce questo batterio e lo trasmette attraverso l’uovo alla larva, che ne ha bisogno per i processi digestivi della polpa dell’oliva. Un’altra attenzione della femmina riguarda la dimensione delle olive: preferisce quelle con una polpa sufficientemente consistente da nutrire la larva, di solito una o al massimo due larve per drupa, anche se in alcuni anni si registrano ovideposizioni più numerose. Per questo motivo, la femmina emette sostanze indicatrici, come il “bacio della ferita”, subito dopo aver deposto le uova, segnalando alle altre femmine di non deporre sulla stessa oliva, regola comunque non valida nelle annate di elevata infestazione.
Tra i fattori climatici le temperature e l’umidità riescono a condizionare il proliferare o l’arresto delle generazioni. Noti sono infatti i limiti di sopravvivenza sia delle larve che degli adulti, come riportato nella tabella 1.

Tabella 1
Escludendo, almeno nelle zone meridionali, temperature invernali piuttosto rigide, che possono ridurre la popolazione svernante, il valore più interessante è quello del superamento della temperatura oltre 35 °C.
Come è successo nel 2024 e in altri anni, quando le temperature superano questa soglia, la popolazione di B. oleae subisce un forte collasso numerico e l’attività riproduttiva degli adulti si ferma. Per questo, un monitoraggio attento della popolazione e delle condizioni climatiche consente di impostare le dovute strategie di controllo che in alcuni casi possono essere anche evitati.
Il ciclo biologico della mosca dura in media tra 23 e 30 giorni, e il numero di generazioni all’anno varia tra 3 e 5, a seconda delle temperature. In alcune zone meridionali, le condizioni climatiche rimangono favorevoli anche durante l’inverno, portando a una presenza continua di individui. Le prime infestazioni si possono notare già nell’ultima decade di giugno, specialmente su cultivar precoci o con drupe grandi. Tuttavia, le deposizioni avvengono di solito dopo la fase di lignificazione del nocciolo, quando il mesocarpo ha raggiunto una dimensione e una consistenza sufficienti per far sopravvivere le larve. Nelle zone meridionali, le prime infestazioni di B. oleae si verificano generalmente nella prima quindicina di luglio, inizialmente colpendo le olive da mensa e poi quelle da olio.
Monitoraggio e impostazione della strategia aziendale
Per gestire al meglio il controllo della mosca delle olive, è fondamentale attuare un sistema di monitoraggio costante. Questo ci permette di individuare la presenza della mosca in tempo utile per programmare le azioni di controllo, sia contro le larve che contro gli adulti. Per quanto riguarda i mezzi tecnici usati oggi per monitorare gli adulti, ci sono diverse tipologie di trappole, tra cui:
- trappola a delta attivata con feromone sessuale femminile, utilizzata essenzialmente per monitorare la presenza dei maschi;
- trappola tipo McPhail, composta da un contenitore di plastica in cui vengono inseriti il feromone sessuale e una sostanza attrattiva alimentare (come sali di ammonio, proteine idrolizzate o composti odorosi dell’ospite). Questa trappola può essere usata sia per il monitoraggio, che per la cattura massale degli adulti, grazie anche alla presenza di un insetticida;
- trappola cromotropica di colore giallo che può essere usata senza attrattivi o con sostanze alimentari e/o feromone sessuale femminile (come nel caso della trappola poliattrattiva «Rebell»). Queste trappole sono in grado di catturare entrambi i sessi della mosca.
L’entità delle catture degli adulti nelle trappole non corrisponde sempre direttamente alle infestazioni che si riscontrano in campo. Questo perché altri fattori possono influenzare le ovideposizioni, quindi è importante anche monitorare la presenza di uova e larve nelle drupe. Un’indicazione utile, basata sui dati biologici della mosca, è che se si verifica un aumento significativo di adulti catturati nelle trappole, nella settimana successiva è molto probabile che si superi la soglia del 10% di infestazione.
Per supportare queste previsioni, si possono consultare alcuni modelli previsionali disponibili in diverse APP, molte delle quali sono gratuite. Inoltre, dati reali sulla presenza di adulti e di infestazioni negli oliveti delle varie zone della Puglia, ottenuti tramite rilievi di campo, sono disponibili sull’Applicazione CLORISYS. Questa app mostra i diversi stadi biologici di B. oleae, gli indici di allerta e fornisce anche suggerimenti per un controllo razionale ed efficace.
- Leggi anche: Concimazione dell’olivo: come intervenire
Strategie di intervento
Al netto di quanto visto, allora, quali scenari si possono riscontrare in questo primo periodo di infestazione della mosca delle olive?
- Le condizioni climatiche risultano favorevoli allo sviluppo del dittero per cui la possibile recettività della drupa consente di rilevare già nei primi 15 giorni di luglio la presenza di infestazioni. In alcune annate le percentuali di tali infestazioni sono basse e si interrompono nel caso di temperature elevate. In altri casi, le infestazioni continuano a progredire per tutto il periodo estivo con brevi stasi nei giorni più caldi.
- Le condizioni climatiche risultano già dal mese di luglio sfavorevoli allo sviluppo della popolazione di B. oleae, per cui è possibile riscontrare una sporadica presenza di infestazione rilevabile in particolare su cultivar più recettive e irrigate o con drupa grossa. In tal caso, il monitoraggio consente di valutare con particolare attenzione la necessità di eseguire o meno interventi di controllo.
La scelta dell’azienda deve quindi stabilire preventivamente come impostare la gestione fitoiatrica nel controllo della mosca delle olive, che deve essere definita a fine giugno prima dell’incremento degli adulti e delle possibili ovideposizioni. La decisione può essere supportata da diversi fattori in relazione alla tipologia di conduzione, alle attrezzature disponibili, all’estensione della superficie olivetata, alla tempestività con cui l’azienda può eseguire gli interventi fitosanitari.
La scelta prevede due possibilità.
- Il controllo larvicida: con insetticidi chimici caratterizzati da una buona o discreta capacità citotropica, caratteristica poco esaltata nelle sostanze attive disponibili. Infatti le sostanze attive oggi registrate sono l’acetamiprid e il flupyradifurone, entrambi in grado di controllare solo larve di prima età o primi stadi biologici della seconda età. Questa limitazione di azione rende necessaria una organizzazione aziendale che, a seguito di monitoraggio periodico, sia in grado di intervenire in tempi rapidi se l’infestazione rilevata risulta costituita in massima parte da uova o larve di prima età. Si può ritenere superato il rispetto di una soglia di intervento che potrebbe determinare una criticità per il mancato controllo di larve che presentano stadi biologici più avanzati. Vanno esclusi prodotti a base di piretroidi (deltametrina, cipermetrina, lambdacialotrina, ecc.) per tale tipologia di controllo, in quanto non hanno nessuna azione citotropica e non sono in grado di penetrare e raggiungere la larva all’interno della polpa.
- Il controllo adulticida: va premesso che tale strategia di controllo mostra una buona efficacia se vengono rispettate alcune regole tecniche basate su aspetti comportamentali degli adulti già descritti in precedenza. L’obiettivo di base è quello di mantenere costantemente, per tutto il periodo vegetativo, l’entità di popolazione molto bassa, tale da raggiungere il periodo della raccolta con una percentuale di infestazione al di sotto di valori (<10%) senza compromettere la qualità dell’olio estratto. È pertanto fondamentale avviare le attività di controllo sin dai primi rilevamenti degli adulti nelle trappole e in linea di massima non più tardi del pre-indurimento del nocciolo.
Un ulteriore fattore determinante per un buon controllo adulticida è quello di dover operare su una estensione olivicola ampia (non inferiore a 2 ettari). Va considerato che gli adulti si muovono su ampie aree di coltivazione per cui il target bersaglio non è puntiforme (come le larve nelle drupe). A riguardo, le esperienze indicano inoltre che maggiore è la superficie interessata al controllo adulticida, maggiore è l’efficacia dei mezzi utilizzati. È intuibile l’importanza che può determinare l’organizzazione territoriale tra produttori specialmente se coltivano piccole superfici.

Mezzi tecnici per il controllo della mosca delle olive
I mezzi disponibili sono diversi e possono essere utilizzati sia singolarmente, che in combinazione tra loro, in caso di infestazioni più consistenti o nel caso di incrementi rapidi in brevi periodi. La loro azione è essenzialmente preventiva per cui non hanno una efficacia immediata o curativa quando le infestazioni sono già in atto. Vediamoli nel dettaglio.
– Dispositivi Attract & Kill: sono dotati di attrattivi alimentari (a base ammoniacale) le cui pareti sono impregnate di un insetticida (generalmente piretroidi come la deltametrina) che attrae gli adulti di B. oleae. Questi, al contatto con la superficie trattata, divengono inattivi e in breve tempo sopperiscono. Per quanto concerne tali dispositivi, attualmente in commercio sono disponibili due tipologie principali:
- contenitori chiusi, in cui l’insetto entra attraverso dei fori, si imbratta di deltametrina presente sulla superficie interna delle pareti e si accumula nell’interno (Decis Trap; Karate Trap; Dacus Trap);
- pannelli attrattivi impregnati esternamente di insetticida, per cui l’adulto non deve entrare nel contenitore, ma è sufficiente che tocchi la superficie del pannello per perdere immediatamente il coordinamento dei movimenti e poi soccombere sul posto o a qualche metro di distanza in poco tempo (Ecotrap; Pro Trap; Bio Magnet).
-Dispositivi per la cattura massale costituita generalmente da semplici contenitori contenenti un liquido attrattivo e con dei fori che permettono l’entrata degli adulti.
Entrambi i dispositivi sono in grado di attirare sia maschi che femmine e possono essere utilizzati anche in agricoltura biologica. La loro installazione va eseguita non più tardi della fase di indurimento del nocciolo in relazione alle catture riscontrate nelle trappole di monitoraggio e sono attive sino alla raccolta.
Tali metodi di controllo consentono in alcuni anni, specialmente se le infestazioni non sono molto alte (< al 30%) di arrivare alla raccolta con danni di bassa entità senza eseguire alcun intervento con prodotti chimici. Ma è anche possibile, come si verifica in altre annate, che le infestazioni siano gravi e repentine, per cui a tali mezzi di controllo, che risultano più lenti nell’arrestare le infestazioni, è necessario abbinare altri mezzi validi nel bloccare le larve presenti nelle drupe o nell’ostacolare le femmine al momento dell’ovideposizione.
Interessanti sono anche i trattamenti con esche proteiche attivate con insetticidi. È il caso dello spinosad già miscelato con esca proteica (Spintor Fly) o esche proteiche da miscelare al momento dell’uso con Acetamiprid o Cyantraniliprole. Anche la loro applicazione deve essere effettuata preventivamente e con una stretta correlazione con le catture rilevate attraverso le trappole di monitoraggio. Per questi ultimi mezzi di controllo adulticida viene richiesto un maggiore impegno per i diversi trattamenti necessari da eseguire durante la stagione anche se l’applicazione viene fatta con pochi litri di miscela (4-5 litri/ha) e solo sul 50% delle piante con modalità spot sulla chioma.
Altri mezzi di controllo adulticida registrati agiscono come anti feeding, deterrenza o inibizione batterica. In particolare, si possono menzionare:
- Beauveria bassiana, che agisce principalmente per contatto, aderendo alla cuticola dell’insetto e perforandola. Esplica, inoltre, una attività deterrente all’ovideposizione;
- azadiractina, con effetti fagoinibitori e bioregolatori;
- rame, olio di arancio, che inibiscono la simbiosi batterica con effetti negativi sullo sviluppo larvale. Esplicano azione deterrente verso le femmine ovideponenti;
- polveri di roccia (caolino, zeolite) che agiscono come una barriera fisica all’ovideposizione e interferiscono sulla localizzazione visiva e chimica delle drupe.
A cura di: Antonio Guario – fitoiatra e agronomo presso il “Centro Sperimentale e di Diagnosi Fitosanitaria” Agrolab
© fruitjournal.com