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“Xylella sta facendo la sua maratona personale verso nord. E nessuno la sta fermando ai cancelli”: così scrive qualcuno sarcastico su Facebook dopo la notizia di un nuovo ritrovamento di Xylella in Puglia. Si tratta di un caso isolato – ma confermato – a Minervino Murge, nella BAT che gli esperti considerano un segnale d’allarme per l’intera dorsale adriatica.
Stando a quanto riportato, la sottospecie rilevata nella cittadina è la pauca, la stessa che ha devastato il Salento, ma la situazione è resa ancora più complessa dalla presenza ormai accertata anche della multiplex, polivalente e meno prevedibile. Il quadro epidemiologico, come fanno sapere dal CNR, è in continua evoluzione. E i modelli climatici non aiutano: il riscaldamento globale estende la finestra biologica dei vettori (soprattutto la sputacchina) e rende alcune zone prima “sicure” improvvisamente compatibili con la diffusione del patogeno. Per questo, nonostante i progressi della ricerca – dal sequenziamento del genoma all’introduzione delle cultivar Leccino e FS-17, più resistenti – Xylella fastidiosa continua ad avanzare, sebbene con un piede ben chiodato sul freno.
Xylella in Puglia, un nuovo focolaio alle porte di Bari
Il focolaio scoperto nell’agro di Minervino Murge rappresenta un cambio di fase nella gestione dell’emergenza. L’ulivo infetto si trova in un’area dove, fino a ieri, si parlava ancora di contenimento e sorveglianza. Ora, invece, ci sono misure obbligatorie di eradicazione e analisi estese nel raggio di 50 metri.
L’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha confermato la positività di un campione prelevato da un esemplare secolare. Secondo la relazione tecnica, si tratta di Xylella fastidiosa subspecie pauca, ST53, la stessa responsabile della strage verde del Salento. In pratica: il ceppo più pericoloso.
Per gli agricoltori della zona, la notizia è piombata come un fulmine. Non perché fosse inattesa – “si parlava da tempo di un avvicinamento” – ma perché si sperava di guadagnare tempo. E invece il batterio è arrivato.

Le reazioni delle organizzazioni agricole
La prima reazione pubblica è arrivata da CIA Puglia, che da anni segue l’emergenza con una rete capillare di segnalazioni e iniziative. “Bisogna rafforzare tutti gli strumenti e le iniziative di contrasto alla patologia, con cui stiamo già facendo i conti da oltre dieci anni, attraverso un più sistematico sostegno alla ricerca scientifica” – le parole del presidente Gennaro Sicolo che ha poi invitato a una riflessione che non si limiti più ai confini regionali: “La Xylella è un problema continentale, non possiamo più affrontarlo come se fosse un’emergenza locale”.
Dura anche la presa di posizione del Comitato Promotore Provincia CIA BAT, guidato dal conte Onofrio Spagnoletti Zeuli: “Serve un intervento urgente, deciso e determinato, con risorse economiche ingenti per evitare che il contagio raggiunga anche le province di Bari e Foggia”. E ha proseguito: “La situazione è estremamente grave. Gli agricoltori si sentono abbandonati e chiedono certezze, non slogan”.
Non sono mancate dichiarazioni anche dal mondo sindacale. In una nota ufficiale, la Flai CGIL della BAT ha infatti approfittato della notizia del nuovo ritrovamento di Xylella in Puglia per porre l’attenzione sul lato umano dell’emergenza: i lavoratori agricoli. “Il timore che avevamo paventato da tempo è diventato purtroppo una tragica realtà – ha infatti dichiarato il segretario generale dell’organizzazione Gaetano Riglietti – Il batterio killer della Xylella fastidiosa è arrivato nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Era alle porte di Bari, ora è qui da noi” .
A lanciare un appello anche l’organizzazione ambientalista FareAmbiente Puglia, attraverso le parole del coordinatore regionale Benedetto Miscioscia: “Come un fulmine a ciel sereno apprendiamo con estrema preoccupazione la notizia che nell’agro di Minervino Murge è stato individuato un ulivo infetto da Xylella fastidiosa. Servono prevenzione, controlli serrati e tecnologie innovative per fermare l’avanzata del batterio” .
Un segnale da non ignorare
Ancora una volta, il ritrovamento di un ulivo infetto da Xylella fastidiosa a Minervino Murge costituisce molto più dell’ennesima notizia sull’emergenza: è un segnale chiaro che il batterio continua a muoversi, silenzioso ma costante, e che la sua presenza non può essere ancora data per “contenuta”.
Non siamo di fronte a una novità assoluta, ma a un nuovo punto sulla mappa che costringe nuovamente a fare i conti con questo devastante batterio che da ormai oltre un decennio devasta il paesaggio olivicolo pugliese.
Ilaria De Marinis
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