Compattamento del suolo: consigli per una gestione efficace

Con il professor Alessandro Leone dell'Università di Bari, scopriamo soluzioni innovative e pratiche sostenibili per ridurre questo fenomeno e garantire una gestione agricola efficiente e rispettosa dell'ambiente

da Redazione FruitJournal.com
compattamento del suolo

L’uso intensivo di macchine agricole sempre più pesanti e il ricorso a pratiche agronomiche talvolta inadeguate sono alla base di uno dei problemi più significativi che l’agricoltura moderna deve affrontare: il compattamento del suolo. Si tratta di un fenomeno sempre più frequente che porta alla riduzione della porosità del terreno, limitando la capacità delle radici delle piante e dei microrganismi del terreno di svolgere le loro funzioni vitali, con conseguenze che vanno dalla diminuzione delle rese produttive alla maggiore vulnerabilità del suolo all’erosione. Ma è possibile riconoscere un suolo compattato? Ci sono oggi soluzioni che permettono all’agricoltore di prevenire e gestire il fenomeno? Ne parliamo con Alessandro Leone, Ordinario di Meccanica e Meccanizzazione Agricola presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, delle Piante e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Cos’è il compattamento del suolo e perché rappresenta un problema significativo per l’agricoltura moderna?

Con il termine compattamento o compattazione del suolo si intende la perdita progressiva di porosità nello strato di terreno fino a circa 50 cm di profondità. Un terreno, infatti, può essere considerato sano dal punto di vista strutturale quando è composto per circa metà da particelle solide e per l’altra metà da spazi vuoti, detti pori. 

Quando si verifica il compattamento del suolo, le pareti laterali dei pori collassano, provocando una destrutturazione del terreno. La riduzione della porosità che si viene così a creare, con il conseguente aumento della densità apparente del terreno (in una unità di volume si ritrovano più particelle solide), determina una limitazione degli scambi gassosi e della capacità di infiltrazione dell’acqua, con effetti negativi sulla crescita delle piante e sulla salute del suolo. In particolare, le radici delle piante non trovano più lo spazio necessario per svilupparsi, perdendo così la capacità di assorbire acqua e nutrienti e andando incontro al fenomeno dell’asfissia radicale. Un quadro che, nel breve periodo, si traduce in un abbassamento delle rese produttive o, nei casi peggiori, nella riduzione della vitalità delle piante. Le conseguenze della compattazione del terreno, però, si manifestano in modo più accentuato solo a distanza di qualche anno. A partire dalla riduzione dell’attività di organismi utili come batteri, alghe, funghi, collemboli, lombrichi e molti altri insetti, presenti in miliardi nel suolo, che risulta compromessa a causa del minor contenuto di aria e acqua nel terreno. I terreni compatti, infatti, non consentono facilmente l’infiltrazione dell’acqua. Aspetto che, oltre a ridurre la risorsa idrica nel terreno, favorisce lo scorrimento superficiale dell’acqua, con conseguenti problemi di erosione del suolo, soprattutto in terreni caratterizzati da importanti pendenze.

compattamento del suolo 1

Quali sono le principali cause del compattamento nel settore agricolo?

Le cause del compattamento del suolo sono varie e possono essere classificate in naturali o antropiche. Quelle naturali includono precipitazioni piovose particolarmente abbondanti cicli di crepacciamento e rigonfiamento del terrenoSono tuttavia le cause antropiche ad avere un effetto notevolmente superiore: negli ultimi anni, infatti, sono stati adottati diversi espedienti che se da un lato hanno permesso di aumentare la produzione, dall’altro hanno favorito fenomeni come il compattamento del suolo. Nello specifico, è possibile distinguere cause antropiche di tipo meccanico e agronomico. Le prime riguardano l’uso di macchinari agricoli pesanti e il loro continuo passaggio sul terreno. Se all’inizio del 1900, durante il boom dei mezzi agricoli, i trattori erano di massa ridotta e il loro impiego nei campi era limitato, oggi dimensioni, massa e frequenza dei passaggi dei macchinari agricoli in campo sono aumentati drasticamente, causando il compattamento dello strato più superficiale del terreno (circa 50-60 cm). 

Le cause agronomiche, invece, fanno riferimento a pratiche agricole inadeguate, come la lavorazione eccessiva del suolo, la monocultura e le monosuccessioni. Nell’agricoltura moderna, il continuo rivoltamento del suolo – pratica sempre più comune – espone la sostanza organica all’atmosfera, causando una rapida mineralizzazione che, sebbene favorisca rese produttive superiori nel breve periodo, a lungo andare porta all’esaurimento della sostanza organica, fondamentale per la funzione nutritiva e strutturale che svolge nel terreno. 

Indipendentemente dalla causa, anche alcune caratteristiche del suolo possono influenzare il compattamento. In termini di tessitura, per esempio, un suolo sabbioso è generalmente meno suscettibile alla compattazione rispetto a un terreno argilloso, poiché le particelle più grossolane formano una percentuale maggiore di spazi vuoti. Analogamente, un terreno ben strutturato, essendo ricco di aggregati stabili, ovvero gruppi di particelle di terreno che si legano più strettamente tra loro rispetto alle particelle adiacenti, è meno esposto al compattamento del suolo. Al contrario, terreni con livelli di umidità pari o superiori alla capacità di campo sono più a rischio di compattamento, soprattutto se sottoposti al passaggio di mezzi agricoli pesanti. In ogni caso, come si vede, l’uso del suolo e il suo compattamento sono strettamente correlati, evidenziando la necessità di rendere le macchine agricole meno impattanti sulla superficie del suolo e di adottare pratiche agricole più sostenibili.

Come si può intervenire per ridurre tale problematica?

La gestione del compattamento del suolo richiede un approccio integrato che coinvolge sia l’uso di macchine agricole innovative, in grado di lavorare in modo rapido e poco invasivo, sia l’adozione di pratiche agricole sostenibili. Una delle soluzioni tecniche più efficaci per ridurre il compattamento del suolo riguarda il dimensionamento delle trattrici e la rivalutazione degli organi di propulsione. La scelta di trattrici adeguate alle esigenze della gestione del terreno può aiutare a ridurre le masse in campo. Quando ciò non è possibile, si possono adottare accorgimenti per distribuire i carichi delle trattrici su una maggiore superficie di contatto con il terreno:

  • impiego di pneumatici a larga sezione;
  • utilizzo di sistemi di regolazione della pressione (gonfiaggio/sgonfiaggio), esistono infatti sistemi intelligenti di gonfiaggio centralizzato degli pneumatici, che migliorano l’aderenza e distribuiscono meglio i carichi;
  • sostituzione degli pneumatici con cingoli in gomma, cingoli unici o semicingoli sull’assale anteriore o posteriore, in grado di offrire una superficie di appoggio molto più ampia rispetto ai tradizionali pneumatici. I cingoli migliorano anche la trazione e la stabilità delle macchine agricole su terreni irregolari e sono ormai una prassi consolidata in molte aree agricole.

Come accennato, oltre all’uso di componenti meccaniche innovative, un supporto importante nella gestione del compattamento del suolo è dato dall’adozione di pratiche agricole sostenibili. Tra queste, una delle più efficaci è il traffico limitato, che consiste nel creare corsie preferenziali all’interno dei campi che, restando fisse per alcuni anni, evitano di compattare l’intera superficie del campo. Successivamente, la loro posizione viene cambiata, concentrando i passaggi su altre strisce di terreno e lasciando libere le precedenti. Questo metodo riduce il compattamento complessivo e consente al terreno di mantenere una buona struttura e porosità. Accanto a questo, altrettanto efficace può risultare l’adozione dell’agricoltura conservativa che consente di preservare e migliorare le condizioni fisico-chimiche del terreno. L’agricoltura conservativa si basa su 3 principi fondamentali:

  1. minimo disturbo meccanico del suolo;
  2. copertura permanente del suolo;
  3. diversificazione delle specie coltivate in successione o in associazione attraverso le rotazioni colturali.

In linea con i principi dell’agricoltura conservativa vi sono poi specifiche operazioni colturali che si dividono in due categorie:

  1. lavorazioni ridotte o minime, che comprendono l’esecuzione di una lavorazione primaria o a due strati senza l’inversione delle fette di terreno, o una lavorazione minima per la preparazione del letto di semina (minimum tillage);
  2. lavorazioni conservative in senso stretto, che prevedono la semina sul suolo senza alcuna lavorazione precedente (semina su sodo).
compattamento del suolo - cingoli in gomma

Trattrice con cingoli in gomma per ridurre il fenomeno del compattamento del suolo

A livello istituzionale, ci sono iniziative a sostegno degli agricoltori per affrontare il problema del compattamento?

L’Europa è particolarmente sensibile ai problemi ambientali e all’impatto dell’agricoltura sull’ambiente. All’interno dell’Ecoschema 2 previsto dalla PAC 2023-2027, per esempio, viene riconosciuto un premio di 120 euro/ha alle aziende che negli impianti arborei prevedono l’inerbimento del terreno dal 15 settembre al 15 maggio dell’anno successivo. Oltre alla PAC, molte misure presenti all’interno dei PNRR tendono a incentivare l’acquisto di macchine agricole che recano il minor danno possibile al terreno.
Come si è visto, il compattamento del suolo è una problematica significativa per l’agricoltura moderna, ma attraverso l’uso di tecnologie avanzate e pratiche agricole sostenibili può essere gestita efficacemente. Un impegno congiunto in questa direzione è essenziale per assicurare una produttività agricola sostenibile nel tempo. La collaborazione tra agricoltori, ricercatori e istituzioni può infatti favorire lo sviluppo e l’adozione di pratiche innovative e sostenibili, garantendo non solo la fertilità del suolo, ma anche la resilienza delle coltivazioni agli stress ambientali. Investire nella salute del suolo oggi significa garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità ecologica per le future generazioni, promuovendo un’agricoltura che sia produttiva, ma anche rispettosa degli equilibri naturali.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

Articoli Correlati