Angurie 2024: una stagione assai complicata

Dalla siccità alle problematiche fitosanitarie e commerciali, Luigi De Giorgio, titolare dell'azienda agricola salentina Octavius, stila un bilancio dell'annata produttiva appena conclusa

da Redazione FruitJournal.com
angurie 2024

La stagione 2024 delle angurie è ormai agli sgoccioli. Senza dubbio non è stata un’annata facile, con la produzione messa a dura prova dalla siccità che da mesi sta colpendo il Centro-Sud Italia e dalla scarsa richiesta da parte del mercato. A offrirci un bilancio della campagna, Luigi De Giorgio, titolare dell’azienda agricola Octavius, con sede a Nardò, in provincia di Lecce, e che – estesa su 160 ettari – produce e commercializza diverse varietà di angurie, da quelle allungate, come la Dumara, alle seedless e micro seme. Un’azienda in continua crescita che, nel corso degli anni, ha stretto numerosi rapporti con nuove aziende italiane ed estere.

La stagione delle angurie 2024 volge al termine: come è andata? 

Partendo dagli aspetti positivi, quest’anno abbiamo registrato un incremento del 30% nei dati di vendita rispetto allo scorso anno. Una percentuale che, seppur relativa soprattutto alla fine della stagione, ci ha permesso di guardare con soddisfazione all’andamento generale. Quella 2024, però, non è stata sicuramente una stagione semplice. Da una parte abbiamo riscontrato problemi legati alla mancanza di piogge e alle temperature elevate che hanno reso difficile la crescita delle piante e ridotto i calibri dei frutti. Dall’altra, soprattutto nel periodo compreso tra giugno e luglio, abbiamo registrato una flessione della richiesta del prodotto italiano da parte dei mercati.

angurie 2024

Anche in questo caso, la ragione è da imputare alle condizioni atmosferiche: in quei mesi, infatti, nei nostri Paesi di esportazione di riferimento, come Paesi Bassi, Belgio, Austria, Germania e Polonia, si sono registrate temperature inferiori rispetto alla media del periodo e piogge continue che hanno inevitabilmente limitato i consumi di angurie. Ci siamo così ritrovati con importanti volumi a disposizione, ma scarsa richiesta. Inevitabilmente questo surplus di prodotto si è riversato sui mercati nazionali cui tuttavia non è corrisposto un incremento della domanda, specialmente nell’ultimo periodo, quando si sono aggiunte anche le angurie in arrivo dal Metapontino e dalla zona del Mantovano. Dal punto di vista commerciale, anche i prezzi non sono risultati soddisfacenti, tanto che – rispetto al 2023 – abbiamo registrato una diminuzione del 30-40%

Oltre alle conseguenze legate alla siccità, avete riscontrato problematiche di natura fitosanitaria?

Durante questa stagione, sempre in virtù del prolungato periodo di caldo, abbiamo registrato diversi attacchi da parte di afidi e del ragnetto rosso. In più, su diverse piante si sono segnalati attacchi di oidio. Tutte problematiche che hanno richiesto trattamenti mirati e, in modo particolare, irrigazioni di soccorso. Fortunatamente, però, la qualità dei frutti non è stata intaccata e, nonostante le molteplici complicazioni, abbiamo registrato un incremento del 30% nei dati di vendita rispetto allo scorso anno.

angurie 2024

Concludendo, quali saranno in futuro le tendenze relativamente a questo comparto?

A livello generale, senza dubbio persiste ancora uno zoccolo duro di consumatori legato all’anguria allungata grande a seme nero. D’altra parte, è evidente la tendenza sempre più marcata verso le seedless che, avendo pezzature più ridotte, riescono a soddisfare le esigenze del consumo familiare. Riflettendo quanto avviene a livello commerciale, anche nella nostra azienda continuiamo quindi a coltivare angurie “tradizionali”, affiancando tuttavia a questa produzione quella di angurie a micro semi e senza semi, che – più richieste al Nord Italia e nei mercati esteri – avranno un ruolo sempre più di rilievo nel prossimo futuro.

Redazione
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