Indice
- Un periodo buio per la pericoltura italiana
- Produzione di pere: segnali di ripresa per il 2024
- Le stime riportano un volume atteso di produzione pari a circa 405mila tonnellate, più del doppio di quello registrato nel 2023. Questo incremento stimato avviene nonostante le superfici destinate alla coltivazione delle pere siano oggi inferiori del 22% rispetto a due anni fa.
- Situazione contraria per i Paesi competitors
La produzione di pere in Italia è in calo ormai da anni. Secondo ANSA, nel 2023 la produzione delle pere ha registrato un crollo di circa il 75% rispetto ai volumi prodotti nel 2018, con una riduzione delle superfici coltivate del 35% negli ultimi 12 anni. Tuttavia, oggi si intravede una luce di speranza. Durante un incontro del Comitato di Coordinamento dell’OI Pera, tenutosi il 15 luglio, sono emerse prospettive più ottimistiche per la stagione produttiva di pere del 2024.
Un periodo buio per la pericoltura italiana
Prima di entrare nel dettaglio di quanto emerso durante l’incontro, è fondamentale comprendere il contesto della pericoltura italiana, che da diversi anni sta affrontando sfide senza precedenti. Dal 2019, la produzione di pere in Italia ha subito un crollo significativo. Vari fattori hanno contribuito a questa crisi, riducendo drasticamente le superfici e le rese medie per ettaro, soprattutto nel Nord Italia. Eventi climatici devastanti, come le gelate di inizio primavera – particolarmente distruttive nel 2021 e nel 2023 – e le frequenti grandinate a macchia di leopardo. A queste calamità si sono aggiunte le alluvioni nel Nord Italia e gli attacchi di parassiti, tra cui la cimice asiatica.
Questi eventi hanno portato a un calo drastico della pericultura nazionale. Dai circa 35.000 ettari coltivati a pere quindici anni fa, oggi si è scesi a poco più di 21.000 ettari. Questa contrazione ha colpito in modo particolare l’Emilia Romagna, cuore della produzione di pere in Italia. In termini produttivi, si è passati da 750mila tonnellate (di cui 500mila in Emilia Romagna) a un potenziale attuale di 500mila tonnellate (di cui 300mila in Emilia Romagna).
Produzione di pere: segnali di ripresa per il 2024
Nonostante questo contesto drammatico, le prospettive per il 2024 appaiono più promettenti. Secondo un comunicato dell’OI Pera, la produttività, in termini di rese per ettaro, sembra in netto miglioramento.

Le stime riportano un volume atteso di produzione pari a circa 405mila tonnellate, più del doppio di quello registrato nel 2023. Questo incremento stimato avviene nonostante le superfici destinate alla coltivazione delle pere siano oggi inferiori del 22% rispetto a due anni fa.
Oltre a un aumento delle rese, anche la qualità del prodotto è in miglioramento. Le principali varietà coltivate presentano una buona pezzatura dei frutti. Tuttavia, alcune varietà, come l’Abate e la William, mostrano una situazione meno omogenea.
“Certamente quest’anno siamo in una situazione migliore rispetto all’anno scorso, anche se in questo momento preoccupano le elevate temperature previste nei prossimi giorni – ha commentato il presidente di OI Pera Thomas Brandstaetter – il calibro a oggi è buono, ma molto dipenderà dall’andamento climatico. Il calo delle superfici è importante ma prevedibile, considerando quanto accaduto in questi anni. Speriamo di poter contare su una buona produzione per poter alleggerire il peso economico degli ultimi anni”.
Situazione contraria per i Paesi competitors
Se nel 2023, a eccezione di Italia e Francia, tutti i principali Paesi produttori di pere hanno avuto una produzione soddisfacente, lo stesso probabilmente non si potrà dire per la campagna produttiva 2024. Le prime indicazioni suggeriscono che la produzione dei principali Paesi competitors dell’Italia sarà piuttosto limitata rispetto alle scorse stagioni, soprattutto per Nord Europa e Spagna. I dati definitivi saranno resi noti a inizio agosto, durante il convegno Prognosfruit.
In conclusione, nonostante le difficoltà degli ultimi cinque anni, il 2024 potrebbe rappresentare un anno di svolta per la pericoltura italiana. Le previsioni di una produzione in netto aumento e di una migliore qualità del prodotto offrono una speranza concreta di ripresa per il comparto. Se le condizioni saranno favorevoli, la pericoltura italiana potrebbe finalmente risollevarsi, gettando le basi per un futuro più stabile e prospero.
Donato Liberto
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